La Terza Stagione di Black Mirror

Black Mirror è una serie britannica andata in onda per le prime due stagioni e lo speciale natalizio su Channel 4, e per la terza stagione su Netflix. Come di consueto per le serie inglesi le prime due stagioni sono da 3 episodi ciascuna, mentre la terza ne ha 6.

Black Mirror è una serie di fantascienza in qualche modo simile ad una versione aggiornata di Ai Confini della Realtà: episodi completamente scollegati tra di loro ed autoconclusivi che mostrano il lato negativo, terrificante, o distopico delle attuali tecnologie, portate all’estremo in un futuro prossimo.

Questa terza stagione ha visto molta libertà creativa rispetto ai vincoli televisivi: gli episodi son girati ognuno con uno stile proprio, hanno una lunghezza differente (l’ultimo è praticamente doppio), attori differenti, e anche proporzioni di immagine differenti. Gli episodi sono tutti qualitativamente molto belli e toccano tematiche veramente interessanti che vanno dalla idea di amore e odio che danno i like, alle visioni estreme della realtà virtuale, al come siamo disposti a qualunque cosa per mantenere segreto quello di cui ci vergognano, all’idea dell’odio online e la stupidità dell’odio nella realtà.

Oltre al tema generale ogni episodio esplora e suggerisce diversi aspetti della tecnologia portata all’estremo come droni, auto a guida autonoma, e social network.

L’episodio che mi è piaciuto di meno è Playtest perché al di la dell’impostazione da film horror non ha per me esplorato bene l’idea della realtà simulata; quello che mi è piaciuto di più è Shut up and dance perché è completamente contemporaneo, e ha un finale memorabile.

Stranger Things e il Revival

Stranger Things è una serie originale Netflix ispirata ai grandi classici del mistero e della fantascienza degli anni ’80.

Come nel canone delle storie anni ’80 la vicenda si svolge in una sperduta cittadina di provincia e i protagonisti sono principalmente dei bambini e i dei Teenager. Un gruppetto di 4 bimbi si ritrova a giocare a Dungeon & Dragon, ma la stessa sera uno di quei bambini scompare nel nulla mentre stava tornando a casa con la sua bicicletta. Da qui si sviluppa una storia che comprende un mostro, una bimba dotata di ESP, altre sparizioni, esperimenti condotti in segreto dal Governo, e cose del genere.

Avevamo già visto come Mr. Robot sia andato a ripescare molte tematiche, e abbia omaggiato molti film degli anni ’90: Stranger Things fa più o meno la stessa cosa andando ancora più a fondo e riproponendo intere scene di altri film come i Goonies, ET, e Stand By Me.

In questi anni dove Hollywood sembra intrappolata in una eterna serie di remake e storie derivate da fumetti o libri l’approccio di Stranger Things è contemporaneamente una boccata d’aria fresca e un omaggio a tutti i nostalgici.

Stato del Blog Novembre 2016

Pensavi di essertene liberato, e invece anche questo mese torna lo stato del blog. Anche in Novembre son riuscito a scrivere 5 articoli alla settimana per un totale di 22 articoli. Non son riuscito a tenere proprio fede all’impegno di pubblicare ogni giorno, ma il conto finale torna. Diamo un’occhiata alle statistiche.

Durante il mese di ottobre abbiamo avuto 223 visite (+14%) da 161 visitatori (+21%).

58% su desktop, 38% Cellulare, e 4% Tablet: percentuali sostanzialmente paragonabili a quelle del mese scorso, con un po’ più di incidenza dai cellulari e un po’ meno da tablet.

49% Motori di Ricerca, 28% social, 18% diretto, 7% Referral. Il miglioramento da motori di ricerca è sintomo che finalmente i nuovi articoli si stanno indicizzando: 33% sono arrivati comunque sulla pagina di errore, 20% in homepage, e 13% sugli articoli dedicati a My Summer Car.

Parlando di contenuti al momento è sospesa la serie sulla aviazione della prima guerra mondiale: potrei espanderla ad una serie più ampia o semplicemente per ora tenerla così. L’altra grande tema di questo blog, ovvero No man Sky, è tornato a darci emozioni con il Fundation Update, e non mancherò di parlarne lunedì prossimo, nel consueto aggiornamento mensile.

Non volevo troppo spazio alla politica all’interno di questo blog, ma penso che visto i rapidi cambiamenti nello scenario italiano potrei pubblicare qualche post riguardante le analisi alle proposte politiche per le prossime elezioni.

Oltre a questo siamo a fine anno: tempo di bilanci, previsioni, e premi. Sto pensando di fare un piccolo Award per i migliori videogiochi a cui ho giocato quest’anno, e anche naturalmente i consueti articoli riepilogativi sui grandi cambiamenti del 2016 (worst year ever).

Direi che anche per questo mese è tutto.

Verso il Referendum: Democrazia Diretta

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L’ultima parte della riforma che voglio trattare è come verranno modificati due strumenti di democrazia diretta, ovvero il referendum e le leggi di iniziativa popolare.

Le attuali regole del referendum abrogativo rimangono tali, ovvero se si raccolgono almeno 500.000 firme, ma se si raccolgo almeno 800.000 firme il quorum si abbassa dal 50% degli aventi diritto al 50% degli elettori nell’ultima tornata elettorale.

La riforma prevede anche la possibilità di avere referendum confermativi o di indirizzo, non specificando però in costituzione le modalità specifiche di questi nuovi strumenti. Nello specifico il nuovo testo

Al fine di favorire la partecipazione dei cittadini alla determinazione delle politiche pubbliche, la legge costituzionale stabilisce condizioni ed effetti di referendum popolari propositivi e d’indirizzo, nonché di altre forme di consultazione, anche delle formazioni sociali. Con legge approvata da entrambe le Camere sono disposte le modalità di attuazione

Sul tema delle leggi ad iniziativa popolare succedono due cose: il numero di firme necessarie sale da 50.000 a 150.000, però il parlamento sarà obbligato a discutere queste proposte popolari.
Nello specifico

La discussione e la deliberazione conclusiva sulle proposte di legge d’iniziativa popolare sono garantite nei tempi, nelle forme e nei limiti stabiliti dai regolamenti parlamentari.

Ovvero fino ad oggi le leggi di iniziativa popolare erano uno strumento abbastanza facile (50.000 firme, ovvero un decimo di quelle necessarie per un referendum) ma che viene poco usato perché se in parlamento non c’è qualcuno a farti da spalla la legge finisce rimane lettera morta, e se c’è qualcuno a farti da spalla allora la introduce lui direttamente la legge, senza bisogno di raccogliere firme. Con questa riforma le leggi di iniziativa popolare smettono di essere lettera morta.

Nella pratica questa riforma concede molti strumenti di democrazia diretta, in particolare i referendum propositivi, di orientamento, e non meglio specificati semplicemente attraverso leggi ordinarie. I referendum abrogativi, al patto di ricevere un numero alto di firme, non saranno più servi della logica dell’astensionismo, e le leggi di iniziativa popolare torneranno ad avere un senso.