Bzz Bzz Bzz

Pubblicato il 10-01-2014 da Sergio Longoni | 1 Commento

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Test

Vince Renzi

Pubblicato il 08-12-2013 da Sergio Longoni | 1 Commento

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Renzi è il nuovo segretario del Partito Democratico, e forse non è un caso se oggi è stata abbattuta da una folla inferocita l’ultima statua di Lenin presente a Kiev.

Me la ricordo quella statua: piccola, ma solenne su un alto piedistallo: era sopravvissuta alla Rivoluzione Arancione, la rivoluzione che ha cominciato un periodo di continua instabilità politica con le piazze Ucraine sempre piene di manifestanti dell’una o dell’altra parte a seconda del governo temporaneamente in carica.

Aveva retto fino ad oggi e oggi è stata distrutta: oggi probabilmente anche un’altra statua è stata distrutta, quella dell’apparato del PC che in una forma o nell’altra era riuscito a sopravvivere all’interno del PD

Il 70% che oggi ha portato a casa Renzi, data la base elettorale del PD, non può essere un semplice voto di giovani: è stato un voto anche di giovani, ma è stato un voto di quella vecchia base, non esclusivamente di quella Democristiana, ma anche di quella Comunista che messa al muro non ha potuto fare altro che abbattere la vecchia statua per provare a cambiare le cose.

Non so come sarà il PD di Renzi, se sarà più liberale o, come temo, sarà più populista ma una cosa è certa: nulla sarà più come prima.

Addio Madiba

Pubblicato il 06-12-2013 da Sergio Longoni | 4 Commenti

Due parole sulla democrazia

Pubblicato il 18-10-2013 da Sergio Longoni | Nessun Commento

Ho scritto una mia riflessione sul concetto di democrazia, soprattutto in questi tempi in cui l’idea di democrazia diretta sembra sovrapporsi al furor di popolo.

La trovi qua

Il Socialismo del Football Americano

Pubblicato il 14-10-2013 da Sergio Longoni | 5 Commenti

E se il calcio funzionasse nello stesso modo? Lo riesci ad immaginare?

Il Default Americano

Pubblicato il 04-10-2013 da Sergio Longoni | Nessun Commento

Per prima cosa vorrei scusarmi per il mio post precedente nel quale ho completamente sottovalutato la stupidità autolesionista dei Repubblicani.

La situazione statunitense, come avrete sentito dalla cronaca, è effettivamente molto peggio di quello che vi avevo prospettato.

Continua qui

Nessuno può mettere Ballmer in un angolo

Pubblicato il 28-09-2013 da Sergio Longoni | Nessun Commento

Barilla, i Gay e l’Evoluzione della Comunicazione Barilla

Pubblicato il 27-09-2013 da Sergio Longoni | 40 Commenti

Guido Barilla, amministratore delegato della omonima società, l’ha combinata grossa facendo delle dichiarazioni non proprio “eleganti” riguardo alla possibilità di una famiglia gay nelle pubblicità dei suoi prodotti.

I media e internet hanno allegramente travisato e stravolto il messaggio in più passaggi: da prima il non voler usare una famiglia gay è diventato non volere usare i gay e quindi che la Barilla sarebbe contro i gay.

Si tratta però di una bolla mediatica molto facile: per prima cosa Guido Barilla parlava a titolo personale, ok che quando dirigi una azienda non puoi mai parlare a titolo personale però è anche vero che non si può prendere il pensiero dell’AD e farlo diventare il pensiero della ditta.

Poi appunto si parlava della famiglia degli spot della Barilla.

I personaggi degli spot dovrebbero essere degli ideali di vita per il target della campagna: il target di Barilla è sempre stato la famiglia tradizionale, magari con più figli o addirittura tre generazioni sotto lo stesso tetto. La pubblicità di Barilla negli anni 80 ha sempre rappresentato una famiglia benestante dove il padre lavora e la madre fa i mestieri.

Oppure ha cominciato a giocare con il padre (sempre il padre) che è lontano da casa (tipico scenario ideale degli anni 80)

oppure e qualcuno di nuovo che viene a casa, come in questo spot dove la bimba orientale, evidentemente nata dal rapporto incestuoso del padre dello spot precedente, arriva a conoscere le tre generazioni della famiglia: siamo negli anni 90 e quindi la Mamma esce dalla cucina e accompagna il marito all’aeroporto mentre è la nonna a casa a cucinare per tutti.

il fatto dell’essere lontano da casa, in un posto straniero o semplicemente lontano dai propri affetti ritorna spesso nella comunicazione di Barilla dato che si lega con lo slogan “dove c’è Barilla c’è casa”.

Sul finire degli anni 90 la famiglia si sposta all’estero: il bimbo di una volta, cresciuto è andato in Giappone e ora i suoi genitori vanno a conoscere la nuora con gli occhi a mandorla

E sempre di quegli anni abbiamo la giovane coppia lei a Roma lui a Londra (no, non abbiamo ancora una donna che gira il mondo se si esclude l’immigrata cinese dello spot precedente) e che si parlano romanticamente via chat

e rimane da chiedersi se sia lui il padre…

Ok quindi, nel corso degli anni la famiglia Barilla è stata accogliente verso gattini e clandestini, dinamica e giramondo se porti i pantaloni, giovane e vecchia e molto aperta verso le coppie miste se e solo se la donna è orientale.

Questa famiglia rappresenta perfettamente il target di Barilla: ovvero, famiglie possibilmente numerose o che comunque procreano (non è detto tra di loro).

Una coppia gay si discosta dal target, sono in due e probabilmente non mangiano per otto.

A parte gli scherzi le coppie omosessuali così come tutte le coppie eterosessuali senza figli hanno un nome ben preciso per un addetto marketing: DINK ovvero doppio stipendio e niente bambini. Questa classificazione è la miniera d’oro per l’uomo del marketing: se hai un prodotto di lusso o comunque superfluo è a questi che devi venderlo, sono le persone con più disponibilità economica appunto perché non stanno tirando su dei figli.

La barilla non è un prodotto di lusso e la pasta non è per un italiano medio un cibo di cui si può
privare e quindi il target Dink non è probabilmente primario per l’azienda, mentre lo è ad esempio per IKEA che non perde occasione per dimostrarsi gay friendly.

Quindi: per Barilla uno spot con la famiglia gay sarebbe correttamente fuori target.

In ogni caso mi è venuta in mente una ottima idea per uno spot con la coppia gay: Barilla potrebbe girare uno spot con il figlio (o la figlia perché no) che porta a pranzo il proprio compagno. Se affida la regia a Ozpetec poi sarebbe il massimo

Torna Gazebo!

Pubblicato il 26-09-2013 da Sergio Longoni | Nessun Commento

Default Quotidiano

Pubblicato il 23-09-2013 da Sergio Longoni | Nessun Commento

Il Fatto Quotidiano ieri titolava

Usa, rischio “default controllato” per il governo: pronto il piano di tagli ai servizi

Ragazzi, mica cotiche: il paese più potente del mondo è sull’orlo del collasso, starebbe addirittura per andare in default. Continua su Movimento dei Caproni.

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