Pubblicato il 10-06-2013 da Sergio Longoni | Nessun Commento
Se ti stai chiedendo come si chiama la canzone del nuovo spot Peugeot eccola qua.
La canzone è Home del gruppo statunitense Edward Sharpe and the Magnetic Zeros e non si tratta certo di una novità, ma è invece un singolo del “lontano” 2010.
Questa canzone è anche la colonna sonora del finale della puntata 9 della prima stagione di Community nella quale Amy e Jeff collaborano in una competizione di dibattito: se ci fai caso in questo eppisodio la canzone è tagliata esattamente allo stesso modo della pubblicità Peugeot.
Un’altra cosa che mi diverte (sì, mi diverto con poco) di questa canzone sono le prime parole:
Alabama Arkansas,
i do love my ma and pa
Dove apparentemente non si vedrebbe una rima. Però lo stato Arkansas è pronunciato ɑrkənsɔ e quindi con un minimo di slang in entrambe le parole salta fuori la rima tra Arkansas e pa.
Home dei Edward Sharpe and the Magnetic Zeros è una bella canzoncina estiva che non mancherà di finire nella mia personalissima compilation da grigliata.
Pubblicato il 02-05-2013 da Sergio Longoni | 1 Commento
Da ex militante del PD che ho votato con convinzione alle ultime elezioni penso che una alternativa a questo governo fosse possibile.
Era possibile se non avessimo calato inutilmente le braghe con il M5S con quella pantomima degli 8 punti.
Era possibile se 101 ignoti eletti nelle nostre fila non avessero deciso di fucilare Prodi.
Era possibile se – una volta escluso Prodi – si fosse trovata una convergenza su Rodotà o su un altro nome.
Era possibile cercare un patto di non belligeranza: una terza via tra lo sputarsi addosso (campagna Elettorale) e il limonare duro (Alfano agli interni) magari con un altro governo pseudotecnico, magari un governo a guida indipendente.
Così il PD ha perso il mio voto e ha lasciato una autostrada per Berlusconi Presidente della Repubblica dopo una riforma costituzionale che si scriverà da solo.
Ora parleremo per mesi di IMU quando dovremmo parlare di tasse sul lavoro e di Tagli all’IVA.
Spero che da qualche parte salti fuori un partito Liberale moderno nel quale potermi riconoscere e votare perché al momento per me il sogno bipolarista maggioritario italiano per me è finito.
Pubblicato il 22-02-2013 da Sergio Longoni | 1 Commento
Domenica si vota: la campagna elettorale più strana e veloce che ricordi è finalmente finita. Molto probabilmente alla camera vincerà il PD, ma a causa del funzionamento della attuale legge elettorale al senato il centrosinistra potrebbe non andare sopra il 51%
Se il PD (la coalizione di centrosinistra) avrà la maggioranza anche al senato allora potrà governare – bene o male si vedrà. Se non avrà la maggioranza al Senato dovrà trovare alleanze precarie con il centro di Monti, Ingroia, Giannino (se non si è autodistrutto) e M5S (se vorrà aprire un tavolo di trattative, e non sembrerebbe).
Se il centrosinistra non otterrà la maggioranza al senato è facile capire che probabilmente il prossimo governo non durerà a lungo e torneremo rapidamente ad un nuovo governo tecnico o a nuove elezioni.
Quello che ognuno di noi dovrebbe chiedersi in queste ore di silenzio elettorale è se sia meglio che il prossimo governo possa governare o piuttosto che sia meglio in questo momento creare instabilità politica e un governo debole.
A mio parere in questo momento l’Italia non può permettersi un governo privo della maggioranza al senato; l’Italia non può permettersi altri 12 mesi di incertezza politica; l’Italia non può permettersi di continuare con un governo tecnico di larghe intese che per forza di cose si troverà a fare da tappabuchi.
Purtroppo la legge elettorale – che funzionerebbe bene in un meccanismo a due coalizioni – diventa pericolosamente dannosa nella attuale situazione che vede 4 grossi soggetti politici e qualche piccolo partito indipendente.
Per questo motivo, se anche tu pensi che l’Italia abbia bisogno di un governo stabile ti invito a votare alla camera per la forza politica che più ti rappresenta, e al Senato votare per la forza politica che più probabilmente andrà al governo dal prossimo martedì.
Questo passaggio elettorale non è per nulla semplice per il nostro paese.
Pubblicato il 20-02-2013 da Sergio Longoni | 1 Commento
Koenigsegg è una casa automobilistica svedese specializzata nella produzione di auto supersportive, ovvero auto da corsa di lusso.
Si tratta di una azienda piccola (una cinquantina di dipendenti) che ha prodotto forse l’auto più esclusiva attualmente esistente, ovvero quella che viene mostrata nella scena finale di Fast Five.
Questi svedesi non si sono però accontentati dei risultati straordinari ottenuti con le auto da corsa ma si sono buttati su alcuni concetti innovativi che potrebbero rivoluzionare il futuro dell’automobile.
Un’idea? Come sarebbe un motore senza albero a camme?
Pubblicato il 13-02-2013 da Sergio Longoni | Nessun Commento
Qualche settimana fa questa foto di Pechino avvolta nello smog aveva fatto scalpore.
Tra la nebbia e il maxischermo sul grattacielo è facile ripensare a Blade Runner come un film profetico.
La nebbia in Blade Runner però non era una scelta stilistica volta a rappresentare un futuro poco rispettoso dell’ambiente, era piuttosto un artificio per “coprire” i fondali di scena nei set a terra e soprattutto creare un effetto realistico sui modellini delle scene di volo.
La nebbia inoltre nasconde bene la quantità ci “cianfrusaglie” utilizzate per creare i palazzi tra cui anche un modellino del millenium falcon.
Alle volte penso quanti dettagli inaspettati sul futuro ci perdiamo da quando il cinema si fa tutto in CGI.
Pubblicato il 12-02-2013 da Sergio Longoni | Nessun Commento
Se la politica ti appassiona e se le serie televisive “in stile HBO” sono le tue preferite allora non puoi perderti questa nuova produzione Netflix.
House of Card è sta a The West Wing come The Wire sta a CSI: dimenticatevi la visione idealistica e i personaggi buoni buoni, o cattivi ma comunque buoni dell’ideale mondo di Aaron Sorkin perché in House of Cards i politici – a partire dal protagonista – sono dei cinici approfittatori arrivisti che non si fermano davanti a nulla e cercano di utilizzare chiunque come una pedina del loro personalissimo gioco.
In questo gioco di potere il deputato Francis “Frank” J. Underwood (Kevin Spacey) dopo essere stato scartato per il ruolo di ministro degli esteri riesce ad architettare una sorta di vendetta verso il neo eletto presidente degli Stati Uniti che in breve tempo si troverà a dipendere in tutto e per tutto dalla volontà del suo parlamentare di punta.
Su un palco di politica, giornalismo, sindacati e opinione pubblica si confrontano personaggi dalle vite travagliate e con troppi scheletri nell’armadio: nessuno ne esce pulito e nessuno può essere inattaccabile e solo il più spietato alla fine riesce a trarre vantaggio dal gioco.
Una serie scritta molto bene che utilizza alcuni artifici particolari come ad esempio il fatto che il protagonista (e solo lui) confidi alla telecamera i suoi pensieri rivelando retroscena nascosti. Inoltre dato che la serie è ambientata nella contemporaneità, con twitter, blog e youtube, alcune conversazioni avvengono via SMS e in questo caso il simpatico artificio utilizzato è quello del mostrare alcuni piccoli fumetti al fianco del telefono.
Ispirata ad una serie britannica di qualche anno fa House of Cards non ha nulla da invidiare alle grosse produzioni del via cavo e che posiziona il sito internet Netflix nell’olimpo dei produttori televisivi.
Questa “serie” in realtà non seguirà una serialità settimanale perché la prima stagione è stata già rilasciata per intero il primo Febbraio, quindi quando deciderai di guardarla stai attento perché 13 episodi da 40 minuti possono veramente occuparti un intero weekend, come è successo a me!