Il Fokker Eindecker

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Il primo aereo che ci viene assegnato in Rise of Flight quando arriviamo al fronte tedesco nel settembre del 1916 è normalmente un Fokker E III, ovvero la terza revisione dell’Eindeccker e la prima ad essere prodotta in massa.

L’eindecker non è certamente il primo caccia a comparire nei cieli della prima guerra mondiale, ma per molti versi è stato il più importante nella prima fase: l’eindecker montava un dispositivo rivoluzionario che gli dava un vantaggio enorme rispetto agli avversari: il sincronizzatore. Il sincronizzatore mette lega il rateo di fuoco della mitragliatrice ai giri dell’elica permettendo ai proiettili di passare attraverso senza colpirla. Non si tratta di una idea di Fokker, però Fokker è il primo che l’ha realizzata in massa.

Quando si cominciarono a montare le mitragliatrici sui monoposto fu subito chiaro il problema di poter sparare in asse con l’aereo, ovvero poter sparare dritto a quello che si ha davanti. Il problema di sparare dritto è molto semplice: i proiettili devono passare attraverso l’elica senza colpirla. Montando la mitragliatrice sopra l’ala superiore come sul Newport 17 si aveva una considerevole differenza tra la direzione in cui andavano i proiettili e quella dove puntava l’aereo quindi il raggio in cui le armi potevano essere accurate era veramente minimo.

L’Eindecher per la prima volta rendeva le mitragliatrici letali, anche se comunque per una distanza che oggi considereremmo ridicola: quella è la prima differenza che si nota nei duelli della prima guerra mondiale: bisogna avvicinarsi veramente parecchio al proprio avversario per poterlo colpire.

Dovendo manovrare da vicino oltre all’accuratezza delle armi diventa importante la manovrabilità, ed è qua che emergono i problemi per l’eindecker: perfetto per sparare, ottimo per guardarsi intorno, ma purtroppo non così agile nelle virate a causa delle lunghe ali, e non così versatile nel decelerare a causa del motore rotativo.

Quali sono i problemi del motore rotativo? In un motore rotativo sono i cilindri a girare attorno all’albero, quindi su questo tipo di aereo gira tutto il motore insieme all’elica. Potete immaginare l’effetto giroscopico che un motore del genere può infliggere ad un aereo di tela e tubi. Non solo: questo tipo di motore è sprovvisto di carburatore quindi non si possono regolare i suoi giri attraverso una manetta. In pratica il motore gira sempre al massimo e può essere regolato solo parzialmente l’afflusso di benzina “strozzando” il motore.

Ma se il motore gira sempre al massimo come fa l’aereo ad atterrare? Questo genere di aereo è dotato di un interruttore che stacca il motore quando premuto, quindi per perdere velocità il pilota spegne ed accende in modo intermittente il motore. Questo sistema è funzionale quando si vuole atterrare, ma è praticamente inutile in combattimento, anche perché appunto la mitragliatrice spara in sincrono con il motore e quindi se i giri del motore scendono la mitragliatrice rallenta. Per questa ragione i piloti di Eindecker devono inventarsi diverse manovre chiamate successivamente Yo-Yo per poter restare in coda ai più agili ma meno accurati caccia anglo francesi.

L’Eindecker fornì un indiscusso vantaggio ai tedeschi fino alla fine del 1916, e diede inizio alla corsa tecnologica dell’aviazione militare.

La Fine della Missione Rosetta

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Rosetta è l’ambiziosa sonda dell’ESA che da più di 2 anni orbita attorno alla cometa Churyumov-Gerasimenko e sulla quale ha sganciato il lander Philae.

Lanciata nel lontano Marzo del 2004 dopo aver viaggiato nel nostro sistema solare e negli ultimi due anni essersi lanciata intorno al sole insieme alla cometa che stava esplorando, la missione Rosetta arriverà alla sua conclusione domani 30 Settembre.

La cometa si sta allontanando dal sole e quindi Rosetta a breve non sarà più in grado di alimentarsi con i pannelli solari. Potrebbe “ibernarsi” (ovvero spegnere tutti i sistemi) e continuare ad inseguire la cometa nella sua orbita lunga 6 anni e mezzo, ma probabilmente la quantità di dati che potrebbe raccogliere al risveglio non sarebbe particolarmente interessante rispetto alle tonnellate di dati raccolti finora. Per questa ragione all’ESA hanno deciso di concludere la missione con stile e “schiantare” la sonda sulla cometa raccogliendo più informazioni possibile durante la discesa.

La discesa comincerà alle 22:50 di questa sera per concludersi attorno alle 10:00 di domani mattina. Alle 12 l’ESA effettuerà un ultimo streaming per raccontare come si è svolta l’ultima fase della missione: lo stream sarà visibile qui.

Lo studio delle comete è molto importante per la comprensione delle origini della vita dato che si ipotizza che alcuni elementi essenziali siano stati portati sulla terra, e su altri pianeti dalle comete. I dati raccolti da Rosetta daranno da fare agli scienziati per un bel po’ di anni.

La Proliferazione dei Canali a Pagamento

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Abbiamo già visto come la TV broadcast stia lasciando il posto ai servizi on demand, e anche come su youtube si possano già trovare reality di qualità televisiva.

Per ora potrei aver dato l’impressione che per me la transizione dei media audiovisivi sia tutta rose e fiori: non lo è.

YouTube è un buon sistema per cercare di mettere in piedi una attività, ma è comunque un canale di distribuzione molto esigente: se da una parte taglia la gran parte della difficoltà dell’andare a contrattare con degli inserzionisti, dall’altra mette grosse limitazioni su cosa possa essere effettivamente venduto agli inserzionisti, e più in generale su quanto gli inserzionisti debbano pagare e quale percentuale debba andare al produttore. Tutto questo non è naturalmente aiutato dal fatto che molti (me compreso) usino sistemi per bloccare la pubblicità.

YouTube Red potrebbe essere un buon sistema, ma non è ancora diffuso globalmente; anche la sponsorizzazione da parte di terzi all’interno del video può funzionare, ma solo fino ad un certo livello perché su youtube possiamo facilmente saltare la pubblicità all’interno dei video, o comunque in genere, non agire rispetto ad uno sponsor che non ci attira (ad esempio Squarespace, con tutto il bene che posso volere a chi lo sponsorizza, con me è tempo sprecato).

Il passo successivo naturalmente è il solito: farsi un proprio servizio premium su abbonamento. Ed è quello che sta succedendo a molti canali di successo ed ad altrettante aziende di produzione audiovideo che si sono affacciate su YouTube: TromaNow, Alpha, Screen Junkies Plus sono solo alcuni esempi di tentativi di monetizzazione indipendente da parte di alcuni canali che seguo. Abbonamenti attorno ai 5$ al mese per avere accesso in anteprima, o avere accesso a contenuti in esclusiva, o simili.

Per quanto possa chiaramente capire le ragioni per arrivare a questa decisione non penso che il mercato premierà questi canali: 5 dollari a canale sono una buona cifra se si pensa che Netfix, Spotify, o YouTube Red stanno tutte attorno ai 10$ ciascuna. Facile quindi capire come nell’economia degli utenti ogni abbonamento da 5$ diventerà progressivamente una scelta molto più difficile da compiere, come già succede sui canali Twitch.

Dall’altra parte però i produttori di contenuti professionali hanno bisogno di un ritorno economico, e le strutture che vanno bene ai semi amatoriali (twitch, youtube, patron) non sono sufficienti per loro, e da questo vediamo il passaggio alla monetizzazione indipendente.

Non so come andrà a finire questo attuale proliferare di abbonamenti indipendenti per contenuti: posso immaginare che come per il satellite ad un certo punto aziende terze arriveranno offrendo dei bouquet, e in parte questo già sta succedendo con i paywall della carta stampata.

Monetizzare su internet è sempre un enorme problema, e penso che in futuro tornerò a parlarne.

La Seconda Stagione di Mr. Robot

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Si è conclusa la seconda stagione di Mr. Robot. Rispetto alla prima stagione ci troviamo di fronte ad una storia molto più lenta, quasi statica, nella quale ci vengono descritti tutti i nuovi giocatori della vicenda: la megacorporazione, l’FBI, la Cina, e la Dark Army precedentemente solo un elemento di contorno ora salgono sul palco e tracciano le linee di una cospirazione più grossa, e al di fuori del controllo della F Society.

SPOILER sulla seconda stagione di Mr. Robot

Stilisticamente anche questa seconda stagione si muove nello stesso modo della prima, e son contento che contrariamente a quanto pensassi sia riuscita nuovamente a tirar fuori un grosso colpo di scena sempre basato sulla percezione della realtà di Eliot.

Anche questa storia contiene molte citazioni a molti altri film, tra i quali Natural Born Killer nella puntata Sitcom che poi scopriremo essere una fantasia all’interno di un’altra fantasia.

Detto questo però la lentezza di questa stagione non la rende accattivante come la prima, ma devo dire che è un problema che ho riscontato in molte seconde stagioni.

Purtroppo sia la storia del complotto mondiale, sia il modo in cui il mondo continua a vivere dopo il 5/9 non mi hanno convinto a pieno.

In generale Mr. Robot è ancora uno show godibile, e attendo la terza stagione.

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Il Reboot di MacGyver

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Allora, com’è questo reboot di MacGyver? Penso che il modo migliore per raccontarlo sia elencare una serie di cose non necessariamente inerenti alla trama che succedono durante il primo episodio.

  • 0:30 Scena di sesso PG14
  • 2:23 Coltellino Svizzero
  • 4:24 “How to” recuperare le impronte digitali
  • 5:30 Ridicole voci in italiano
  • 10:40 Cattivo con tipico accento da cattivo (britannico)
  • 13:13 Mc prende in spalla un missile come nella iconica foto
  • 13:23 Personaggio di colore inserito con l’unico scopo di avere un nero che si comporti da nero
  • 14:35 Mc a torso nudo sotto la doccia
  • 20:58 Graffetta

Per il resto la puntata ha messo insieme elementi dei vari film di Mission Impossible, di Skyfall e altri 007, in una trama talmente condensata in cui la risoluzione di tutta la vicenda procede attraverso hack impossibili e intuizioni ridicole nella direzione del colpo di scena più abusato della storia.

Viste le premesse non mi immagino questa serie andare lontano, ma vedremo cosa si inventeranno nel secondo episodio.