W i SysAdmin!

Pubblicato il 27-07-2007 da Sergio | 5 Commenti

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Se riesci a leggere questo post è merito dei SysAdmin.

I SysAdmin che hanno montato e installato il server dove risiede questo sito.

I SysAdmin che hanno installato e configurato l’imponente infrastruttura di cavi, router e altre diavolerie in grado di portarti internet, e questo blog, fino al tuo computer ovunque tu sia nel mondo.

I SysAdmin che ogni giorno tengono pulite le tue caselle di posta dallo spam.

I SysAdmin che hanno montato e installato il tuo computer.

I SysAdmin che chiami ogni volta che il tuo computer smette di funzionare come dici tu.

Veri eroi del nostro tempo i SysAdmin lottano ogni giorno contro virus, bug, e la stupidità umana incarnata nella mitica figura dell’utonto.

Dimenticati, ignorati e a volte sbeffeggiati: i SysAdmin continuano il loro sporco lavoro ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette.

Oggi 27 Luglio è il System Administrator Appreciation Day: quindi, almeno oggi, sii gentili e mostra un po’ di gratitudine a chi mantiene in piedi tutta questa enorme baracca digitale!

Quindi un Grazie particolare a Hans, Riot, Davide, DElyMyth, Stefano Mainardi, Michelem e Fullo.

Post Di Una Notte Di Mezza Estate

Pubblicato il 23-07-2007 da Sergio | 2 Commenti

Comincio a scrivere che è l’una passata da un quarto d’ora.

Il caldo, ancora insostenibile, è sottolineato dalle ventole dei computer che girano affannosamente.

Neanche la brezza dei giorni passati mi rinfresca in questa notte, e quindi mi ritrovo a sognare l’aria condizionata, almeno quella da scrivania proposta da Delymyth.

Sono di ritorno da una cena in montagna, dove il clima decisamente più clemente, mi invitava a fermarmi per la notte.

E invece no, ancora per due settimane sono bloccato qui, tra Brianza e Milano al lavoro. Sembra proprio che fino all’ultimo minuto saremo impegnatissimi su più fronti…

Sul lato personale mille e mille sono i progetti pronti a partire: dalle modifiche a questo blog, alle trasmissioni sulla mia Rete Televisiva, dalle mille cose da fare per la webradio, ai piccoli programmini da scrivere per questa e quell’altra cosa.

Sinceramente però in questo periodo riesco a malapena a sopportare il lavoro e quindi mi ritrovo con molte meno occasioni per aggiornare questo blog (cerco comunque di fare almeno un post alla settimana). Mi ritrovo ad aggiornare molto più spesso il mio Tumblr dove ho trasferito tutti i minipost, i video e le foto, cercando di tenere in questo blog solo gli articoli più corposi.

Come dicevo quindi penso di aver già appeso alla mia camera il cartello chiuso per ferie e quindi per tutti i progetti e tutto il resto ci si ripensa a settembre.

E ora affrontiamo anche questo Lunedì…

De iMille, della Politica e di Come ho Smesso di Credere nei Movimenti

Pubblicato il 19-07-2007 da Sergio | 4 Commenti

Oggi sulla mia casella di posta elettronica, come sulle caselle di posta di tutti i sostenitori del movimento iMille sono piovute decine di email.

Il misfatto è stato causato da un controverso comunicato via email impropriamente spedito a tutta la lista dei partecipanti senza usare la “Copia Carbone Nascosta”. Il contenuto del controverso comunicato è l’appoggio del movimento alla candidatura di Veltroni alla guida del Partito Democratico.

“iMille sostengono Veltroni” ha dichiarato il portavoce del gruppo,
Marco Simoni, 32 anni. “Lo ha deciso il gruppo di persone che ha
guidato il movimento fino ad ora.”

Così parte il comunicato: inutile dire che parecchie persone hanno riposto “A Tutti” generando parecchio traffico e parecchio lavoro ai filtri Anti Spam che vedendo la mole di indirizzi hanno deciso di intervenire a gamba tesa bloccando (per fortuna) gran parte delle lettere.

Il comunicato è stato poi “smentito” in serata da una seconda lettera che ho ripescato appunto tra lo spam che dice più o meno

Ti chiedo scusa se hai ricevuto per errore una mia dichiarazione dall’indirizzo di posta de “iMille”.

Sono mortificato perchè le email sono restate in bianco e perchè era invece questa l’email che volevo spedirti, non certo una laconica dichiarazione, con allegata questa lettera “Veltroni con iMille” che spiega un po’ di cose successe nelle ultime ore.

Il testo della lettera è qui.

Questa gaffe tecnologica mi ha permesso di riflettere un po’.

Mi sono sorpreso a guardare in maniera apatica il flusso di mail e commenti alla vicenda che piano piano si spuntavano nella mia casella di posta e su alcuni blog.

Apatia si: questa è ormai la mia relazione con i movimenti politici,

In passato ho aderito a parecchi movimenti: da quello per la pace (bandiere ai balconi, stracci bianchi e manifestazioni un po’ tutti i sabati) a quello dei girotondi (che mi ricorda un po’ iMille almeno nella sua fase post Nanni Moretti) e così via.

Tutti i movimenti partono con le migliori intenzioni. Pretendono di essere diversi. Pretendono di aver imparato dagli errori del passato. Vogliono cambiare il mondo, oppure vogliono piccoli risultati specifici.

Prima sono ignorati, quindi crescendo accedendo agli onori della cronaca, vengono sminuiti, quindi combattuti e quindi, contrariamente a quanto afferma Gandhi, i movimenti vengono assorbiti nel sistema.

Nelle fasi finali dei movimenti si arriva a parlare di nomi e candidati, a cercare il leader, l’uomo forte, e si perdono di vista gli obbiettivi che ci si era dati.

Gli obbiettivi diventano quindi sempre meno concreti e sempre più simili a slogan. Quando si comincia ad andare dietro a slogan ci si comincia a dividere sui nomi dei rappresentanti, su come operare e su altre cose più piccole. Cominciano le prese di posizione e piano piano la discussione si trasforma in un insieme di monologhi. E a questo punto si è esattamente il prototipo di un partito politico Italiano ovvero pronto a dividersi per uno stemma e a lottare fino alla morte per l’ultima poltrona.

E questo non porta alcun cambiamento. In questi anni di movimenti nulla è cambiato, o quando qualcosa è cambiato si è trattato del classico “cambiamento all’Italiana” ovvero è cambiato tutto per non cambiare nulla.

Per questo motivo ho smesso di credere nei movimenti: ma non ho smesso di credere nella politica.

Credo che per i cittadini la politica debba essere una costante discussione a bassissimo profilo sui problemi dello stato dove abitano.

Parlare di problemi e cercare soluzioni, non parlare di candidati e cercare slogan.

Non mi servono candidati, non mi servono slogan.

Mi serve capire dove sono, come ci sono finito e come uscirne al più presto.

Questo posso farlo nel mio piccolo con le persone che conosco e incontro tutti i giorni aprendomi al dialogo senza trincerarmi nelle mie idee.

Non importa chi sei e per chi hai votato alle ultime elezioni: dimmi come la pensi e soprattutto perchè. vediamo cosa abbiamo in comune e cosa ci divide.

Magari sono io che sbaglio una analisi o magari sei tu che sbagli una conclusione: come possiamo saperlo se ci diamo reciprocamente dei Nemici brutti e cattivi trincerandoci dietro i nostri “programmi elettorali da stadio”?

Politica dal basso al basso, anonima e inarrestabile, puntare alle opinioni più che ai voti e ai nomi.

Cambiare il mondo una persona alla volta…

Mi accorgo di star divagando e mi appresto a concludere con una citazione (tanto per marcare sempre il mio livello culturale ;-) )

Dal film “Trappola in alto mare” con Steven Seagal

Il buono e il cattivo si stanno scambiando le ultime battute, il cattivo ha appena lanciato qualche missile nucleare o giù di li, mentre il buono è in procinto di salvare il mondo.

Il Buono: Look, Bill, if this is about reliving the 60’s, you can forget about it, buddy. The movement is dead.

Il Cattivo: Yes, of course! Hence the name: movement. It moves a certain distance, then it stops, you see? A revolution gets its name by always coming back around in your face. You tried to kill me you son of a bitch… so welcome to the revolution.

Come si fa a non essere d’accordo con così tanta saggezza?

Riflessioni di una Domenica in Val D’Aosta

Pubblicato il 17-07-2007 da Sergio | 2 Commenti

Con il pretesto di aiutare un amico a traslocare dalle parti di Aosta, ho potuto passare un’ottima domenica sotto il sole in una delle regioni più belle d’Italia per chi, come me, ama la montagna.

Dopo aver scaricato mobili, pacchi e altri pezzi d’arredamento, tra i quali un televisore 16/9 trasportato a braccia su per una ripida e stretta scala, di quelle che ormai si trovano solo ad alta quota – impresa titanica che verrà narrata alle generazioni a venie (e peccato che nessuno ci ha ripreso con una telecamera, perchè il primo posto su youtube non ce lo toglieva nessuno) – abbiamo potuto goderci un pomeriggio molto più rilassante.

Il sole alto tra le cime innevate, i turisti colorati, l’indecifrabile dialetto dai locali, i pascoli verdi ai bordi delle strade innaffiati da cospicui getti d’acqua alla faccia delle regioni in crisi idrica, i placidi laghi alpini…

Tra una cosa e l’altra non abbiamo pranzato. Essendo già pomeriggio inoltrato abbiamo deciso di prendere qualcosa in un bar per poi goderci una abbondante cena ad Aosta.

Il bar dove ci fermiamo è anche un’edicola, quindi non posso fare a meno di notare lo “strillo” di prima pagina del quotidiano della provincia. Riporta la frase di un politico locale che in materia di smaltimento dei rifiuti annuncia qualcosa del tipo “se salta l’accordo rischiamo di finire come Napoli”.

Di cosa succeda a Napoli in questo periodo mi sono giunte solo le eco lontane di qualche telegiornale: fortunatamente Overlord ha pubblicato uno di quei video di quelli che in TV non passano facilmente, che spiega la situazione.

Il pomeriggio lascia spazio alla sera e noi abbandoniamo le bucoliche valli, sfrecciando tra contadine e contadini intenti a raccogliere il fieno, alle sette di sera della domenica.

Arrivati ad Aosta facciamo qualche vasca in centro guardandoci attorno e cercando un ristorante per mangiare. La sensazione al ristorante è quella di trovarsi nella cantina di Mos Eisley in Guerre Stellari: ad ogni tavolata sedevano turisti provenienti da un angolo diverso dell’Europa e oltre.

Penso che le masse di allegri turisti appena entrati in nel bel paese dalla Francia colgano l’occasione per affollare questa favolosa città prima di proseguire oltre: stranamente non ho mai notato la stessa cosa in altre città di frontiera come ad esempio Como.

Finita la cena torniamo verso la macchina ripercorrendo le vie pedonali del centro.

Ecco che ci vengono in contro nella loro gigantesca maestosità una fila di camion della nettezza urbana. Ne ho contati non meno di cinque: ognuno dedicato ad un tipo diverso di rifiuto.

Ecco la città che secondo la stampa locale sarebbe sull’orlo di una crisi nella raccolta dei rifiuti, nella regione che questo 10 Luglio si è interrogata su queste tematiche: una città dove alle ore nove di sera di domenica un esercito di operosi addetti raccolgono i pochi rifiuti ammassati ordinatamente e diligentemente ai bordi delle strade.

Non abbiamo potuto far altro che riflettere, ancora una volta, sulle differenze di questa nostra Italia mentre, illuminati dal sole del tramonto lasciavamo Aosta, per tornare nella nostra Brianza che, al confronto, ci appariva caotica, pigra e disordinata.

Anche Kromeblog Toglie i Nofollow

Pubblicato il 16-07-2007 da Sergio | 12 Commenti

Un velocissimo update per segnalarti che da ogge anche questo blog ha tolto il tag nofollow dai commenti.

Ti stai chiedendo perchè l’abbia fatto? Oppure di cosa sto parlando?

Allora ti consiglio la lettura del post di Stefano Gorgoni molto esaustivo sull’argomento.

Comincio ad operare questo cambiamento in via sperimentale e magari dovrò essere un pochino più severo con i commenti pieni di link fuori tema rispetto al post.

In ogni caso le difese automatiche e non contro lo spam di questo blog sono ben alzate, quindi penso di non pentirmi di questa azione.

Meraviglie del Mondo

Pubblicato il 11-07-2007 da Sergio | 2 Commenti

In questo periodo le meraviglie del mondo vanno molto di moda perchè il 07/07/07 (data ideale per il lancio di un film di James Bond) è passato da poco.
Mi lascio trascinare e ti propongo (in ordine sparso):

Le sette Meraviglie del mondo che ho visto

curioso: tra le sette meraviglie che ho scritto qua sopra solo una è stata costruita dopo il 900, e sinceramente è stata inserita “di ufficio” perchè volevo assolutamente che nella lista comparisse anche Londra.

Passiamo a dove non sono ancora stato.

Le sette Meraviglie del mondo che non ho visto

Anche questa lista sembra voler dimostrare che non è questo il secolo in cui l’umanità sta dando il meglio di se.

Per concludere, rielaboro ulteriormente il meme lanciato da Blublog proponendoti, non i 7 blog più meravigliosi della blogosfera, ma bensì, le sette meraviglie della rete.

Le sette meraviglie della Rete

E con questo termino le mie liste universali.

Quando ci si mette a cercare di ridurre il mondo a liste di 7 elementi non si può far altro che mettersi in disaccordo con la maggior parte dei propri lettori.

Ma qui viene il bello: quali sono le tue sette meraviglie?

Comunità vs Reti Sociali

Pubblicato il 08-07-2007 da Sergio | 2 Commenti

Come promesso comincio la mia serie di confronti tra i trend del Web1.0 e quelli del web 2.0

Una premessa: tutti gli elementi che confronto non appartengono esclusivamente ad uno dei due modi di pensare il web. Esistono elementi vecchi nelle applicazioni nuove, come si possono anche trovare elementi propri del web 2.0 nelle applicazioni più vecchie. Parlo appunto di trend: ovvero di caratteristiche che sono diventate più o meno importanti nella nuova concezione del web.

Il primo confronto è tra comunità (o community) e reti sociali (o Social Network).

La maggior parte della socialità negli anni passati del web era organizzata a comunità: c’erano le comunità dei forum, le comunità dei canali di chat, le comunità dei Newsgroup e così via.

Le comunità sono appunto insiemi di persone. Entrando in una comunità si è subito in contatto con tutti i suoi partecipanti. Lasciando un messaggio in un forum, ad esempio, tutti i membri possono leggerlo.

Con il web 2.0 al concetto di comunità si è aggiunto, e in alcuni casi si è sostituito il concetto di rete sociale. Entrando in un servizio parto inizialmente da solo e devo quindi aggiungere “i miei amici” per entrare in contatto con altre persone.
Esempi di rete sociale vanno da MySpace a Twitter, ma quasi tutte le moderne applicazioni social sono dotate di una rete sociale. Ad esempio esiste la rete sociale degli amici di Last.fm con la quale puoi vedere le canzoni più ascoltate tra i tuoi amici, o la rete sociale di del.icio.us con la quale puoi vedere i bookmark di chi preferisci.

Vediamo le differenze tra i due approcci:
In una comunità tutti vedono tutto, mentre in una rete sociale quello che vedi dipende sempre da chi sono i tuoi amici (chi usa Twitter può capire esattamente di cosa sto parlando).
Le comunità tendono ad essere sistemi chiusi: è molto difficile che concetti o idee possano muoversi da una comunità all’altra, in una rete sociale invece idee e concetti si muovono con velocità impressionante: se pensiamo a Twitter, o anche alla blogosfera intesa come insieme di blogger che scrivono e leggono i propri amici, possiamo vedere con quale velocità informazioni e idee si propagano (hai presente i meme?).
Le comunità hanno un limite numerico di partecipanti attivi: questo limite non è tecnico ma sociologico. Il numero di Dumbar pone questo limite a 150 unità. Raramente mi è capitato di partecipare a comunità online dove ci fossero più di 150 persone attive: in quei casi ho dovuto operare una scelta decidendo cosa leggere e cosa no.
In una rete sociale decido a priori chi seguire e chi no e quindi ho mi metto a posto da solo con i miei limiti sociologici (su twitter seguo attualmente 116 persone (non tutte attive) e già a qualche messaggio mi trovo a dire “e questo chi è?”), e mentre io sono a posto con i miei limiti l’intera rete può arrivare a comprendere migliaia di utenti che possono facilmente influenzarsi a vicenda dato che raramente si trovano oltre i 10 gradi di separazione.
In una comunità si evidenziano rapidamente alcuni tipi particolari di utente: ci sono persone che contribuiscono attivamente e fanno gran parte del lavoro, ci sono persone che intervengono raramente (lurker), quelli che disturbano in tutti i modi possibili (troll), quelli appena arrivati (niubbi) e così via, in una comunità bisogna avere a che fare con tutti questi problemi (e in molti casi è necessario eleggere un moderatore) mentre in una rete sociale posso sempre scegliere con chi avere a che fare.

In definitiva: le comunità vanno benissimo in ambiti di discussione ristretti, specifici e poco partecipati come erano quelli del web 1, ma ora con l’attuale numero di utenti e la crescente possibilità che questi hanno di partecipare alle discussioni essendo molto vicini allo essere sempre online, è naturale che le discussioni, le comunicazioni e le relazioni sociali sul web tendano ad essere organizzate a reti di amicizia.

Il web di oggi assomiglia di più al mondo e quindi, come nel mondo non si discute sempre con tutti, cosi anche in questo caso ci si organizza per relazioni di amicizia.

Internet Ti Fa Male Quando

Pubblicato il 06-07-2007 da Sergio | Nessun Commento

Dieci segnali che non stai prendendo internet per il verso giusto:

  1. Ricevi una newsletter e leggendo il nome del sito che te l’ha mandata passi 10 minuti a cercare di ricordarti chi sono e quando ti ci sei iscritto
  2. Provi un senso di oppressione ed ansia nel vedere il feed reader pieno e vai in crisi di astinenza nel vedere il feed reader vuoto
  3. Ti sorprendi dei bruschi cambi di argomento tra i tuoi interlocutori, mentre in realtà sei tu che fai confusione tra decine di conversazioni che segui contemporaneamente
  4. Hai tre o più programmi di IM/VoIP aperti contemporaneamente di cui almeno uno multiprotocollo
  5. Anche tutti i tuoi contatti hanno più di tre software di IM/VoIP aperti, quindi vedi i loro nomi replicati in ogni programma
  6. Leggi libri per inserirli su Anobii
  7. Fai ginnastica per ascoltare pod runner
  8. Premi “next Track” per saltare alla canzone successiva mentre ascolti una web radio.
  9. Quando vedi un gatto pensi: e adesso cos’è che non funziona su Twitter?
  10. Scrivi sul tuo blog cercando di usare frasi che possano venire citate su Tumblr

Tutte queste dieci cose sono mie reali esperienze di vita raccolte nell’ultimo mese: ho decisamente bisogno di una vacanza!

iPhone: ma almeno telefona?

Pubblicato il 03-07-2007 da Sergio | 8 Commenti

Venerdì è uscito l’iPhone.

Ho provato in tutti i modi ad ignorare l’avvenimento e a ripetermi “no no, non ci devo dedicare un post” ma poi ho ceduto.

Ho ceduto alla tentazione delle decine di post presenti in aggregatore che parlano di questo prodotto.

Nella parte di rete che tengo sotto controllo io, il lancio di questo prodotto non ha riscosso proprio un grande successo.

Giovy pensa che iPhone sarà un fallimento in Italia e anche io penso che questo prodotto sia un po’ “troppo americano” e il nostro mercato sia un po’ troppo Europeo. Da noi gli standard nella telefonia li detta ancora Nokia che ha attualmente sul mercato ottimi prodotti con cui siamo abituati da anni.

A differenza di Windows però i telefonini tendono a fare il loro mestiere bene, e quindi non rimangono delle vere ragioni per passare ad un prodotto blindato e limitato come iPhone.

Limitato si: Italia Mac ha compilato una lista di quello che non va o manca su questo aggeggio.

Da questa lista evidenzio

  • Niente applicazioni di terze parti (se non web)
  • Niente supporto Java
  • Niente supporto Flash
  • Non c’è supporto per il Copia e incolla del testo (!!!)

Limitazioni software non c’è che dire, potranno essere corrette in futuro (spero almeno il copia incolla) ma che sinceramente non mi fanno pensare a questo prodotto come qualcosa di concepito per le mie esigenze.

Quando ho visto l’iPhone sono rimasto affascinato. Pensavo di poter mettere le mani su un piccolo computer con Touch Screen avanzato che facesse anche da telefono. Pensavo di poterci gestire il blog, magari dal giardino via WiFi. Pensavo di installarmi Torrent e scaricarci video magari usando Democracy Player. Oppure addirittura metterci Skype o Joost. Di avere un editor, un ftp, un ssh, e tutti gli strumenti che uso per lavorare. Pensavo di poter avere un piccolo device che potesse sostituire il mio portatile ed in più facesse da iPod e telefonino.

Quel device l’avrei pagato volentieri anche 1000€

E invece cos’è l’iPhone? Se non si ha accesso ad internet poco più di un motophone e una psp.
Se si ha accesso a internet c’è un bel browser, ma senza il copia incolla, che va benissimo se si usa il web in modalità “sola lettura”, ma se già si cerca di editare un post è dura (suppongo non ci sia neanche il taglia, fino a qui ho già usato queste funzioni più di 20 volte per intenderci).

Un’ultima cosa: Danilo mostra nel suo blog questo filmato che evidenzia un problema nella presa delle cuffie.

Questo, che può sembrare un problema minore, è per me una grossa limitazione del mio modo di usare l’iPod. Infatti, non solo mi limita l’uso delle mie bellissime cuffie con connettore a L,ma mi impedisce anche di usare i cavi jack jack per collegare l’iPhone ad un amplificatore o un mixer.

Attualmente infatti uso il mio iPod Shuffle con la mia autoradio usando un cavo jack jack con il connettore decisamente più largo di quello delle cuffie da iPod: quindi non potrei usare l’iPhone in macchina come faccio adesso. Allo stesso modo quando faccio radio uso il mio iPod collegato al mixer e anche in questo caso il jack (in metallo) è decisamente più grande del buco delle cuffie dell’iPhone.

Per farla breve questo iPhone, allo stato attuale, mi sembra un costosissimo “pacco” che implementa alla meglio tecnologie non certo all’avanguardia spacciandole per “rivoluzionarie” usando una bella interfaccia e la potenza del marchio.

Penso che Apple voglia utilizzare questo nuovo prodotto per mettere a dura prova la fiducia dei suoi clienti.

Se gli va bene, il prossimo passo sarà lanciare sul mercato iBottle: per soli 700$ potrai comprare una fantastica bottiglia con la quale percuoterti i genitali.

iBottle sarà facilissima da usare grazie alla nuovissima interfaccia Touch Screen!

( te lo vedi Jobs fare Tafazzi al prossimo macworld? ;-) )

Il Web 2.0 esiste

Pubblicato il 02-07-2007 da Sergio | 3 Commenti

Voci contrastanti si inseguono sulla rete.
Si parte dai grandi entusiasti che vedono il Web 2.0 come la grande rivoluzione che ha cambiato faccia alla rete a ai suoi utenti, ai completi scettici che negano completamente l’esistenza di qualsiasi cosa chiamata Web 2.0

Grande confusione insomma.

Questo termine è stato coniato nel 2003, e piano piano grazie alla gran cassa mediatica è uscito dagli ambiti tecnici per entrare a far parte del gergo comune di internet,

Cos’è questo web 2.0?

Per fare chiarezza prima occorre definire cos’è il web.

Il web
(World Wide Web) viene egregiamente definito da wikipedia come

a system of interlinked, hypertext documents accessed via the Internet. With a Web browser, a user views Web pages that may contain text, images, and other multimedia and navigates between them using hyperlinks.

In pratica è quella cosa che vedi attraverso un browser, e per la maggior parte degli utenti il web equivale a internet.

Per essere precisi Internet è una rete globale di computer sul quale girano diverse applicazioni.

Per capirci: google fa parte del web, mentre Second Life è un’altra cosa ed entrambe le applicazioni si basano su internet.

Capito cos’è il web possiamo dedicarci ai numerini che ci stanno in coda. I numerini che ci stanno in coda sono un numero di versione. Esisteva, ed esiste, un web 1.0.

Il web 1.0 è definibile come il modo di “fare Web” tecnicamente ed economicamente, dall’avvento delle dot-com alla cosiddetta bolla speculativa (1995-2001).

La bolla speculativa mescolò le carte e cambiò le regole del gioco: tra i nuovi player rampanti che si sono affacciati sulla rete portando nuovi modi di concepire il web e il businnes non si può non citare Google.

I nuovi modi di pensare, di fare businnes, le nuove soluzioni tecniche, grafiche, i nuovi formati uniti al decisivo incremento della banda disponibile e all’aumento dell’utenza hanno dato il via a questo fenomeno chiamato Web 2.0 ovvero.

Ma il web 2.0 è una rivoluzione?
No. Si tratta solo di una evoluzione, magari forzata o accelerata dalla necessità di riprendere a fare businnes dopo la crisi. In realtà non ci sono sostanziali novità rispetto a quello che avevamo nel web pre-bolla: sono solo cambiate delle tendenze. Quasi tutto quello che oggi viene chiamato web 2.0 esiste, sulla carta, da molto tempo.

Ma ho sentito parlare di User Generated content
Da quando esiste il web, i suoi contenuti sono stati scritti dagli utenti. A partire dalle pagine personali fino ai forum, oltre che alcuni portali di informazione molto vecchi, gallerie fotografiche e così via sono sempre stati scritti dagli utenti.
Se devo trovare una differenza è la quantità di contenuti generati dagli utenti che è aumentata. Probabilmente molti utenti “in sola lettura” sono passati grazie al tam-tam a scrivere su un blog o a caricare foto su flickr.

Si ma il web 2.0 è sociale
Internet, per il fatto stesso di essere una rete che mette in collegamento tramite i computer le persone è sempre stata sociale in tutte le sue applicazioni, non ultima il web. Per ogni forum è sempre esistita una comunità attiva molto spesso legata da vere amicizie. Quindi anche in questo caso nulla di nuovo sulla rete. Forse anche qui: una volta erano solo gli “asociali” a socializzare su internet mentre ora socializzano un po’ tutti (non è che sono diventati tutti asociali?)

Si va bene. Ma in soldoni quali sono le differenze?
Tante e varie… e non posso farcele stare tutte su questo post.
Anzi: sai cosa faccio? Scriverò una serie di post nei quali metterò a confronto un elemento del web 1.0 con il suo corrispettivo 2.0

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Si ma adesso… e che è sto feed RSS?
è una cosa un sacco 2.0 ;-) ma te la spiega lucamea con questo filmato