Crisi in Birmania

Pubblicato il 28-09-2007 da Sergio | 9 Commenti

Bentornato nel Mio blog. Se trovi queste pagine interessanti abbonati gratuitamente tramite RSS feed o tramite Email!

Le notizie collegate alle proteste antigovernative in Birmania sono esplose sui media con una tale rapidità da lasciarmi completamente disorientato e disinformato.

Tra un Grillo e un Garlasco, argomenti ai quali tuttora le nostre televisioni sembrano dedicare la massima attenzione mi sono perso nel flusso delle notizie.

Ho ricevuto più che altro delle immagini e delle sensazioni: i cortei dei monaci, la polizia che spara, i morti per le strade, i rastrellamenti…

Prometto che nei prossimi giorni mi informerò di più su quello che sta succedendo. Per intanto reagisco di istinto.

L’iniziativa di più rapido impatto è la maglietta rossa alla quale anche alcune strisce web hanno aderito.

Allo stesso modo anche i blogger italiani intervengono come possono proponendo e applicando misure estreme per portare all’attenzione pubblica una crisi che appare ancora sottovalutata dai media ufficiali.

Pur non potendo chiudere il blog sto preparando anche io qualcosa per fare la mia parte in questa campagna di opinione. Tieni d’occhio questa pagina quindi.

Update
Non sono riuscito a trovare il tempo necessario per portare a termine la mia idea originale e quindi, in sostituzione, ho preparato questo bannerino.

Free Burma

Se vuoi sei libero di riutilizzarlo

Nuove Serie TV: Gossip Girl, K-Ville e Back to You

Pubblicato il 26-09-2007 da Sergio | Nessun Commento

Settembre tempo di rinnovamento nei palinsesti delle reti televisive in giro per il mondo.

Tempo di grandi ritorni come il già citato IT Crowd, i classici Simpson e l’acclamato Heroes.

Tempo soprattutto di novità, e per un appassionato di telefilm come me è decisamente una ottima occasione per fare una scorpacciata di pilot.

Ho deciso quindi di raccontarti le mie prime impressioni sulle ultime novità

Come al solito i sottotitoli si trovano qui mentre per gli episodi completi devi arrangiarti.

Senza ulteriori indugi andiamo a cominciare

Gossip Girl
Gossip Girl è un telefilm sentimentale per teenager tratto dalla omonima serie di racconti.
In pratica questa Gossip Girl è una misteriosa blogger che spettegola riguardo la vita dei protagonisti stessi della serie: dei giovani della New York bene.
Ho visto i primi dieci minuti e già non ne potevo più: non bastano una blogger misteriosa e dei telefonini ipertecnologici per incollarmi alla versione 2.0 di OC
Stroncata.

K-Ville
Katrinaville è una serie poliziesca ambientata nei sobborghi disastrati di New Orleans. A due anni dai drammatici eventi dell’uragano katrina questa serie esplora con un taglio particolare uno dei lati oscuri dell’america portandoci nei ghetti sconvolti alla periferia di New Orleans.
Seguiamo le avventure di Boulet: un poliziotto di colore che non vuole abbandonare il suo “Hood”.
Ricorrono, oltre all’ombra di Katrina sempre presente, trovano spazio anche altri temi caldi dell’attualità statunitense, come i vetterani delle ultime guerre e i contractors militari.
Pallottole, inseguimenti, cazzotti e torture che sembra di stare in Gran Theft Auto.
Violenza, poliziotti che non giocano secondo le regole e colpi di scena al limite del ridicolo per una serie che comunque, sospendendo l’incredulità, risulta divertente.
Vediamo come la porteranno avanti gli autori.

Back to You
Back to You è una Sit Com ambientata nella redazione di un notiziario di una televisione locale.
Chuck Darling è un Anchorman costretto a tornare nella redazione dove aveva “fatto gavetta” in seguito al licenziamento nel suo ultimo posto di lavoro per un fuori onda alla Germano Mosconi (bhe non proprio così eccessivo).
Questa Sitcom non mi ha particolarmente colpito o divertito, comunque dato che la durata degli episodi non è eccessiva penso che proverò a vedere come prosegue.

Ma non finisce mica qui.
Infatti ci sono ancora altre serie che meritano di essere viste, non ho ancora detto la mia su Californication, dai più acclamata come il fenomeno dell’anno e molte altre ancora.

Quindi stay tuned!

Il Mio Decalogo per Twitter

Pubblicato il 26-09-2007 da Sergio | 8 Commenti

Scoble ci ha dato il suo decalogo di Twitter scatenando varie reazioni.

Twitter è un sistema nato con uno scopo, informare i propri amici su ciò che si sta facendo. Praticamente però twitter viene utilizzato in modi diversi. Non penso quindi esistano regole universali per Twitter.

Per questo motivo ti propongo il mio personalissimo decalogo.

1 – Dumbar’s Number Check
Il numero di Dumbar è il numero massimo teorico con il quale un gruppo di persone o una persona può intrattenere rapporti sociali senza il bisogno di particolari regole. Questo numero è 150. considerando la mia rete twitter come un piccolo villaggio cerco appunto di non seguire più di 150 persone. Questo perché mi piace avere l’idea di riuscire a riconoscere e identificare ogni singolo contatto. Già con 120 contatti ho qualche problema ad identificare quelli meno chiacchieroni ma mi sto attrezzando!

2 – Segui solo chi ti segue
Per me twitter è un mezzo di comunicazione pari a pari. Per me è essenziale poter rispondere personalmente ad ogni messaggio che ricevo per questo motivo, seguo solo chi mi segue. Per far crescere la mia comunità aggiungo di tanto in tanto qualcuno al lunedì e se il lunedì successivo questo non è ancora diventato mio “amico” lo cancello.

3 – Segui solo chi scrive
Se non scrivi da più di un mese sei fuori dai miei contatti. Ho scritto in tal proposito un piccolo script che ricerca gli utenti inattivi. Purtroppo per una limitazione della API di Twitter o per qualche bug in ciò che ho scritto (non ho tempo per verificarlo) non funziona ancora abbastanza bene per essere redistribuito. In ogni caso se mi leggete il lunedì mattina solitamente posto i nomi degli utenti twitter che ho eliminato perché inattivi.

4 – Twitter è qui e adesso
Twitter è un sistema eccezionale per diffondere istantaneamente notizie e dibattere opinioni: istantaneamente. Passato il momento perdono di valore: Tumblr, blog e tutto ciò che arriva nell’aggregatore serve per aggiornarmi in serata. Per questo motivo non leggo ciò che è più vecchio di 10 minuti

5 – No Instant Messanger, no Party
Il motivo principale che mi tiene su twitter è l’integrazione con GTalk. Quando non funziona niente twitter. Giuro che si vive anche senza

6 – Tre diretti e quindi Skype
Twitter è perfetto per richiedere aiuto o aprire conversazioni. Se le discussioni sono personali (tipo “mi dai un consiglio?”, “come si fa questo?”) o si risolvono in due messaggi privati o col terzo chiedo di essere contattato direttamente via Skype, MSN, GTalk, ICQ o al limite Email

7 – Niente Spammer
Personalmente Blocco gli spammer su twitter: chi sono per me gli spammer? Sono tutti gli utenti molesti che mi seguono. possono essere molesti i loro messaggi o anche, più semplicemente, il loro modo di allargare la rete sociale. In generale quelli che hanno una cosa simile a l”5000+ following/90- followers” vengono bloccati al volo. Li blocco e non li ignoro semplicemente per farli sparire anche dalla mia lista di followers e rendere più agili i miei script che gestiscono per me i miei contatti. Certo, in questo modo sembra che mi segua poca gente: pochi ma buoni!

8 – Spegni Twitter quando fai altro
Se si ha bisogno di concentrarmi perché sto facendo qualcosa che richiede la mia massima attenzione spengo Twitter allo stesso modo in cui spengo IM, notifiche email, chiudo l’agregatore etc: in pratica elimino dal mio monitor ogni possibile fonte di interruzione, e twitter è una delle più grandi fonti di interruzione mai inventate quindi non bisogna aver paura di chiuderlo.

9 – Messaggi che vivono di vita propria
Nei limiti del possibile cerco di fare in modo che ogni messaggio possa mantenere lo stesso significato anche se estratto dal contesto. Anche nel caso delle risposte infatti utilizzando l’@nome verrà creato automaticamente un link al post al quale si sta rispondendo (ovviamente a patto di essere abbastanza veloci). Questo perché nonostante la regola 4 twitter può essere un’ottima fonte per citazioni all’interno di post e quindi è bene che ogni messaggio possa essere estrapolato dal suo contesto.

10 – Su Twitter si conversa perché non è una chat!
Dialogare su twitter usando i dovuti @nome, la dovuta forma corredata con una nuova grammatica nuova adatta al mezzo permette di avere a disposizione la migliore delle chat room di internet. Si conversa veramente e non ci si “indugia” sui da dove DGT e cose del genere perché si sa sempre con chi si ha a che fare e si hanno determinate limitazioni che impongono una forma diretta e un numero di messaggi basso.
Usato bene twitter permette di scambiare rapidamente opinioni e, in pratica, di conversare. Per me questo è il suo bello. Sempre tenendo a mente la regola 6 naturalmente.

Questo è il MIO decalogo, non vogliono essere delle regole universali.

Quali sono le tue?

Mi Si Taglia

Pubblicato il 25-09-2007 da Sergio | 6 Commenti

Ecco un post assolutamente imprevisto su una delle tante kermesse tradizionali, come la sagra dell’asino con la polenta, che colpiscono il nostro paese con cadenza annuale.

In quel di Salsomaggiore Terme come ogni anno è andato in scena uno degli spettacoli più vetusti del nostro panorama televisivo (battuto forse solo dal Festival, ma la sfida è ardua).

Naturalmente parlo di Miss Italia

Com’è, come non è la TV accesa nell’altra stanza, sintonizzata canonicamente sul primo canale nazionale, di tanto in tanto attrae la mia attenzione, non fosse altro se non per le sfilate di giovini italiane che neanche a Lecco il sabato sera.

I presentatori di quest’anno sono il “nuovo che avanza”: Mike Buongiorno (classe 1924) e Loretta Goggi (classe 1950).
Presiede la giuria Pippo Baudo (classe 1936)

E per concludere sul palco anche un cantante esordiente Gianni Morandi (classe 1944) che completa il quadretto in tutto e per tutto simile ad una sezione del Museo Egizio di Torino: la sala delle mummie.

Un motivo della scelta di tali personaggi potrebbe essere dettato dall’idea che la evidentemente si è fatta la direzione RAI a proposito del telespettatore medio della trasmissione: ovvero il “Vecchio Bavoso”.

Un altro motivo potrebbe essere ricordare, ancora una volta, come funzionano le cose qui in Italia: chi è arrivato prima (anche prima della repubblica in certi casi) rimane saldamente ancorato sul suo cadreghino fin che morte non lo separi.

La serata procede e ho la solita sensazione che le ragazze più belle piano piano vengano scartate.

Si disputano anche prove di cultura dove si salta da “I Soliti ignoti” di Monicelli a “Attila” con Abatantantuono, in un modo così veloce da dare le vertigini (o la nausea): ma che ce voi fa’? è la Cultura Italiana!

C’è anche un momento per un po’ di Reality con una bella contestazione in pieno stile “Amici di Maria De Filippi” dove le ragazze hanno potuto dimostrare come la parodia della Guzzantina non sia poi molto distante dalla realtà.

E quindi alla fine ne restano due: la bionda mossa contro la mora liscia.

Ma francamente dato che come al solito hanno cominciato a tirarla per le lunghe me ne sono andato a dormire.

Comunque, per inciso, a me piaceva la mora.

Io e le Emoticon

Pubblicato il 20-09-2007 da Sergio | 10 Commenti

Scopro grazie a Luca che ieri si sono celebrati i 25 anni delle emoticon.

Penso che lo smile : – ) sia stato l’inizio di quel processo di cambiamento del modo di scrivere che ha portato all’attuale “stenografia con le K” con cui molti “ggiovani” scrivono, non gli SMS, ma anche mail, commenti e post.

Guardandosi indietro, le “faccine” sono state una rivoluzione nella comunicazione scritta. Non so come si scrivesse 25 anni fa (25 anni fa ero ancora abbastanza lontano dal poter anche solo pensare di voler scrivere però se mi davi in mano una penna disegnavo dei Picasso) ma penso che la scrittura era ancora abbastanza corposa e lenta da non aver la necessità di disegnini che evidenziassero il tono di una frase.

Con i computer, dal tempo delle BBS fino alle prime vere e proprie chat lo stile dei messaggi è andato compattandosi, prima per economicità – con i primi modem anche scaricare pochi kByte era parecchio costoso e quindi si cercava di non essere troppo prolissi – e poi di velocità.

Con il tempo la banda è cresciuta e quindi potremmo tornare a scrivere in maniera prolissa i nostri pensieri.
Però il lato dall’altra parte il numero di messaggi che ogni giorno riceviamo attraverso internet (mail, blog, forum, chat) è così tanto che è naturale leggere velocemente e in maniera distratta quello che ci si para davanti. Per questo motivo quindi è molto facile fraintendere, o non cogliere l’ironia di determinate frasi.
Per questo motivo quindi l’uso dello smile è cresciuto.

Ho notato che molte delle persone che comunicano con me usano gli emote in quasi tutti i loro messaggi. Quasi a voler farmi capire che sono felici di parlarmi e sono davanti a me con una faccia sorridente, mi sono visto rispondere con smile anche a semplici richieste del tipo

Sergio > chi c’è?
AmicoDiSergio > Io ;-)

E tra me e me penso “ma che te ridi?”.
Ma poi ci ripenso: non è che sono io che sbaglio? Che la gente ormai online si sorride e aspetta che gli si sorrida? Che sono rimasto, come al solito, un orso?

Non è che gli interlocutori dall’altra parte della tastiera leggano i miei messaggi come tristi e monotoni? Facciamo un esperimento

AmicoDiSergio >Come va? :-)
Sergio > Qui tutto bene, e tu?

come lo leggi? è triste? Sembro abbacchiato?
Suona meglio

Sergio > Qui tutto bene! e tu?

O addirittura

Sergio > Qui tutto bene! e tu? :-)

Quale esprime meglio il concetto:

Sono contento che tu mi abbia chiamato e non mi stai disturbando, altrimenti scriverei “richiamami più tardi che sono impegnato” o non ti risponderei del tutto?

Misteri della comunicazione scritta.

Per questo motivo sii indulgente se nonostante sia passato un quarto di secolo dalla loro introduzione io non ho ancora capito come usare bene ‘ste faccine.

Per intanto: buon compleanno Emoticon!

Corpo di Mille Balene!!!

Pubblicato il 19-09-2007 da Sergio | 1 Commento

Arghh Ciurma!
Branco di lavativi! Oggi è il Talk Like a Pirate Day.

Se sei stato un cattivo mozzo e non hai parlato tutto il giorno come un pirata puoi salvarti dal gatto a nove code cantando questa canzone!

Ahoy

Verso il Partito Democratico

Pubblicato il 19-09-2007 da Sergio | 3 Commenti

Ci troviamo in un momento di deciso fermento politico.
Piazze Piene, dibattiti, iniziative, strappi, scintille, speranze, sogni, polemiche e commenti riempiono i giornali, internet e la televisione.

Il V-Day di Grillo: tutto quello che lo ha preceduto e tutto quello che ha provocato, ma non solo.

Un nuovo progetto politico sta per venire alla luce dopo anni di attese e rimandi: il partito democratico.

Dopo anni di coalizioni e correnti molte forze della sinistra sembrano aver finalmente trovato la giusta alchimia per potersi fondere in un unico partito.

Il partito democratico si propone, tra le altre cose, di fondere quelli che non molti anni addietro erano gli estremi opposti: ovvero parti della ex Democrazia Cristiana con parti dell’ex Partito Comunista.

Questo può essere una cosa poco sentita da chi, come me, si è affacciato alla vita politica molti anni dopo la caduta del muro di Berlino ma certamente per la “Vecchia Guardia” è qualcosa di rivoluzionario.

Basti pensare che il paese dove vivo ha vissuto a livello comunale la storica divisione tra Rossi e Bianchi e ancora in questo momento il comune è governato da una lista facente riferimento ai Democratici di Sinistra mentre la componente più grande dell’opposizione è composta dalla margherita.

Questo vuol dire che quando nascerà il partito democratico maggioranza e opposizione si riconosceranno in un unico progetto politico.

Il momento è decisamente stimolante e quindi ho cercato nelle ultime settimane di viverlo al meglio.

Ho letto molto in giro per la rete, molti commenti a Grillo soprattutto ma anche molte analisi lucide della situazione.

Naturalmente non mi sono fermato alla rete ma sono uscito a vedere come andavano le cose nel mondo reale.

Ecco qualche mio appunto sparso.

Ho partecipato come outsider alla riunione costituente del comitato per le primarie del Partito Democratico.

Molte persone con esperienze e culture politiche radicalmente diverse si sono trovate a discutere di quello che verrà, di come sarà. Temi alti, ideali e grandi teorie si sono mischiate con la semplicità e la schiettezza dei piccoli problemi politici di un paese di provincia.

Voglia di partecipare, tornare a partecipare, tornare a fare politica e soprattutto volontà di coinvolgere chi la politica non la fa o non l’ha mai fatta, chi non è iscritto ad un partito.

Qualche sera dopo alla festa dell’Unità di Milano ho assistito ad un dibattito al quale ha partecipato il ministro Rosy Bindi. Anche qui, sono state usate parole forti e proposte idee e piantati paletti.

Cito a memoria il pensiero della Bindi (che potrei avere frainteso)

Non ci ricandidiamo senza aver cambiato la legge elettorale.

Arriviamo a fondare il nuovo partito uniti, è una costituente non un congresso dobbiamo essere tutti d’accordo: non ci devono essere correnti.

Dobbiamo spiegare che la politica non è una cosa facile.

Dobbiamo essere radicali quando necessario (ad esempio per la questione delle morti bianche) e moderati quando necessario.

Dialogare e aprirci alla sinistra estrema e non provocarla.

Nello stesso incontro sono intervenuti eccezionalmente gli attori Lella Costa e Mony Ovadia.

Lella Costa ha sottolineato la necessità di non essere trattata e considerata come una “Figurina della politica” (un bollino?) ma che anche lei ha la volontà di partecipare al nuovo progetto per quello che può.

Entusiasmo e un pizzico di speranza.

Si. Speranza. Nelle facce segnate da mille scissioni, mille ribaltoni e mille rimpasti dei militanti più anziani come in quelle dei più giovani alla ricerca di grandi risposte, si legge la speranza che questa forse possa essere la volta buona.

Mentre io personalmente rimango ancora un confuso spettatore di questo momento politico.

Non ho una morale per chiudere questo post, che in realtà è la disordinata raccolta di una serie di pensieri e quindi non faccio altro che invitarti, comunque la pensi, a vivere anche tu in prima persona questo momento di passaggio.
In prima persona, non attraverso l’occhio della televisione e dei mass media in generale, che può far risultare la politica peggio di quanto è in realtà.

La politica non è gente pagata per urlare in una arena a Roma, la politica siamo io e te che discutiamo. Non dobbiamo essere per forza d’accordo, ma dobbiamo lavorare insieme.

I Comuni ai Cittadini

Pubblicato il 17-09-2007 da Sergio | 9 Commenti

Amici, Italiani, concittadini
il dado è tratto.

Questa repubblica Dio ce l’ha data e guai a chi la tocca.
E val bene una messa.

Serva Italia di dolore ostello,
nave senza nocchiero in gran tempesta
non donna di famiglia ma bordello

Cittadino di tutto il Mondo Unisciti!
Perché il popolo unito non sarà mai vinto!

Non è più tempo di chiederti cosa può fare il tuo paese per te, ma cosa puoi fare per il tuo paese.
Siamo alle soglie di una nuova frontiera.

Il tempo degli indugi è finito
è l’ora delle decisioni irrevocabili!
Potevo fare di queste blogosfera sorda e grigia un bivacco di manipoli.

Si tratta di una svolta epocale, e anche se non ho nulla da offrirvi a parte lacrime e sangue ho comunque un sogno.

Noi il popolo,
crediamo che sia tempo per una politica più vicina alla gente, una politica dalla gente e per la gente. Per questo Kromeblog ha deciso che non è più tempo di indugiare ma è tempo di impegnarsi direttamente nella cosa pubblica.
Fondare un partito? Una lista civica?
Non penso sia il caso.
Promuovere un partito? Una lista civica?
Ma se sono tutti corrotti.
No amico, la mia decisione è ancora più radicale.

Ho deciso infatti di certificare ogni lista composta da politici che prometteranno solennemente di fare i bravi con questo bollino.

prometto di fare il bravo

Si: se prometti di fare il bravo, potrai esporre questo bollino sui manifesti, i volantini e sul sito della tua lista o movimento politico.

Solo il bollino di kromeboy.net è garanzia di politica dal basso. Infatti più in basso di kromeboy.net è molto difficile andare. Se è kromeboy a darti potere puoi ben dire che è un potere che viene dal basso.

Solo il bollino kromeboy.net è garantisce la trasparenza e la limpidezza di una lista politica, infatti è l’unica certificazione che obbliga i politici a fare i bravi.

Sei un politico? Una lista Civica? Un Movimento? Un Partito?
Vuoi il bollino di cui tutti i giornali e la televisione stanno parlando?
Vuoi la certificazione che darà una nuova verginità alla tua lista?

Allora compila questo semplice modulo

Prometto di fare il bravo

Non ho le dita incrociate

e incolla nel tuo sito questo pezzo di codice per mostrare fieramente il tuo certificato

Ma attento: solo mantenendo la promessa di essere un bravo politico il certificato kromeboy.net ti porterà ricchezza, fortuna e tanti voti alla prossima tornata elettorale.

Se infrangerai la tua promessa non mi assumo la responsabilità di quello che potrà accadere al tuo partito.

Richard Milhous Nixon di Yorba Linda, USA non credette alla potenza del certificato kromeboy.net e dopo essere stato eletto leader della propria nazione si trovò in grossi guai. Guerre, carestie, bubboni e cavallette. I bambini scoppiavano in lacrime quando li prendeva in braccio, anche perché rubava loro i lecca-lecca. Un giorno andò a dormire in un lussuoso albergo della capitale, il Watergate, e per il semplice fatto di non aver dato la mancia al cameriere scoppiò un incredibile scandalo che lo costrinse alle dimissioni.
Ancora adesso, ad anni di distanza, viene additato da tutti come il peggior presidente della propria nazione: tutto questo per aver sfidato la potenza del certificato kromeboy.net

Al contrario Kim Il-sung di Pyongyang, Corea del Nord non solo mantenne le promesse, ma consigliò il certificato kromeboy.net al suo amico Mao Zedong di Shaoshan, Cina e per questo il suo illuminato governo fu baciato dalla buona sorte, e il suo popolo riconoscente lo nominò “Eterno Presidente della Repubblica”. Ancora oggi Kim Il-sung è il presidente in carica della sua nazione nonostante sia morto da più di dieci anni! Il suo amico Mao Zedong invece divenne uno scrittore così famoso che nel suo paese la gente si radunava in piazza agitando il suo libretto in attesa di un autografo!

Penso che dopo questa mia svolta, il palazzo dovrà smetterla di ignorarmi!

Ma dato che so che potrebbe non essere abbastanza: blogger! ho una proposta per te!

Perchè non crei anche tu il tuo bollino/certificato?

è facile
qui puoi scaricare l’SVG del mio certificato
Usando un programma di grafica vettoriale come Inkscape (libero e gratuito) sostituisci a kromeboy.net il nome del tuo blog e proponiti anche tu, con un post, come certificatore di movimenti, liste e partiti politici.

Se decidi di partecipare avvisami e ti includerò nella lista dei Blogger che certificano la trasparenza dei partiti politici italiani.

Magari potrebbero partecipare anche nomi eccellenti. Che so magari addirittura beppegrillo.it
(Ma no dai, che sto dicendo, sarebbe folle!)

La nuova stagione politica è iniziata:

Basta con i patiti!
Basta con i Movimenti!
Evviva i certificati!
Evviva i Bollini!

Lunga vita e prosperità
E che la forza sia con te!

La Blogosfera è una Casta? Nel Caso ne Faccio Parte?

Pubblicato il 16-09-2007 da Sergio | 4 Commenti

La blogosfera è una casta: questo almeno è il pensiero di Gigi Cogo, uno dei creatori di duepuntozzeropertutti.
Su questo punto di vista ho qualche commento da fare quindi, se non l’hai ancora fatto, ti consiglio di leggere l’articolo originale prima di continuare la lettura di questo post

Pronto? Via!
Partiamo dalle definizioni di Blog e Blogosfera.

Il blog è uno dei “mezzi” che favoriscono il trasferimento della conoscenza.
La “blogosfera” è un timido tentativo di determinare “influenza” attraverso l’accettazione di alcune regole……………………..condivise? Mutabili? In evoluzione?

Secondo me il blog è uno spazio privato (di una persona, gruppo, azienda, società. partito politico…) dove vengono pubblicati, con una certa frequenza, pezzi in prevalenza testuali di varia natura (notizie, riflessioni, commenti, storie, recensioni…).
Di per se il mezzo blog non ha nulla di sociale, se non forse, la possibilità non implicita del mezzo di commentare gli articoli.
Il blog può essere un mezzo per il trasferimento della conoscenza, ma non penso sia il migliore.
Personalmente uso i blog come strumento di informazione, come “polso della situazione” su determinati argomenti, come svago e intrattenimento, e come stimolo semi-casuale ad imparare nuove cose.
Personalmente considero lo strumento principe per il trasferimento della conoscenza i wiki, mentre come strumento principe per la discussione i forum. Quindi alla “casalinga di Voghera” che vuole pubblicare le ricette su internet consiglierei appunto di usar una wiki, mentre al movimento politico che vuole discutere con la sua base consiglierei l’uso dei forum.

La blogosfera è la sovrastruttura sociale che unisce i blog. I link nei post, i blogroll e le citazioni hanno formato una serie di legami tra i vari soggetti.
Per cercare di mettere ordine tra questi legami e estrarre una visione completa di questa realtà sono nati alcuni servizi di aggregazione e misura e alcuni di essi, Technorati prima e Blogbabel poi, sono stati accettati come standard de facto nella così detta blogosfera.
Essendo questi servizi volontari hanno causato la divisione della blogosfera in dentro e fuori: chi è dentro è La Blogosfera, chi è fuori è nell’oblio.
Essendo servizi automatici hanno delle regole ben precise che possono essere forzate per scalare le classifiche e apparire meglio.

La blogosfera, è un grande gioco al quale molte persone partecipano, dove si cerca di arrivare più in alto possibile in classifica.
Attenzione però: questo gioco di classifiche ha anche un aspetto serio quando si pensa che gli stessi rank vengono impiegati da chi fa pubblicità per valutare l’opportunità di pubblicizzare attraverso il tuo sito (o di invitarti ad un aperitivo).

Secondo voi tutto ciò interessa anche a quel 99,5% che non è incluso in questo contesto?
Lo so, ho il pallino dell’ “inclusione” e dell’ “evangelismo”. Lo ammetto.
Ma vogliamo recuperare e includere anche qualche punto percentuale di quel 99,5%?

Naturalmente di questo gioco all’esterno non importa nulla, però chi rimane all’interno si diverte così e se qualcuno vuole unirsi al gioco è ben accetto.
Attenzione però: nonostante il gioco ci prenda la mano e ci porti a fare qualche (alcuni, molti, troppi…) post per “soli eletti” questo non vuol dire che siamo un circolo chiuso che non scambia con l’esterno.

I primi arrivati tendono a determinare delle regole. Non scritte ma accettate. Più o meno come i cani, fanno la pisciatina per determinare il confine del loro territorio. Cattivo gusto vero? Ma è così! O sei con noi o sei fuori. Non ti linko!

In ogni contesto conosca “chi prima arriva meglio alloggia” e scrive le regole del gioco, chi arriva dopo partecipa con quelle regole e piano piano le cambia.

Vediamo la pratica comune. Mi collego sulla classifica di Blogbabel, scorro i primi 100 blogger italiani pensando che siano i più influenti (anzi condividendo questa logica), e copio di sana pianta il loro blogroll (sistema di suggerimento di altri blog da leggere insito nelle piattaforme per i blog) nel mio. Fatto. Sono del giro!

Naturalmente all’inizio non si può che cominciare a leggere i blog più in vista, e dato che appunto i sistemi di metratura sono quelli, i più in vista sono la top 100 di blogbabel e si comincia da quelli.
Ma poi naturalmente ci si allontana anche radicalmente, scoprendo nuovi blog e se si usa la mia stessa logica “se ti leggo sei sul mio blogroll” non si esclude proprio nessuno.

E non basta. La casta ti accoglie e ti sopporta se hai un Mac, se parli male di Windows, se sei geek quanto basta, se usi WordPress e sei social!

Un momento: penso che avere un blog sia ancora una cosa abbastanza da Geek, soprattutto è una cosa da geek (nerd addirittura) giocare a mandare un blog in cima alla classifica, per questo “la casta” è composta quasi esclusivamente da Geek, e come sappiamo, noi Geek / Nerd / Smanettoni / Sfigati abbiamo un modo tutto nostro di relazionarci con il prossimo.
Non è “La Casta” è “essere asociali”: è diverso.

A me piace “includere” ma mi rendo spesso conto che i miei argomenti, o il modo in cui cerco di “accendere” altra gente non funziona. Sono felice che ci siano persone altrettanto entusiaste come Gigi Cogo che provano con maggior successo ad allargare il cerchio.

Non condivido però l’idea che esista una “Casta” di blogstar che decide e che comanda e per chi ne sta fuori, non è social, non è su twitter e su facebook non c’è scampo.
Un esempio semplice? La Sciura Pina, al quale amministro il blog, è finita in prima pagina di liberazione e in TV (Rai Edu) senza aderire più di tanto alle logiche della “Casta”. Semplicemente scrive bene, e quello basta.

E se anche qualcuno nell’olimpo dei blogger volesse fare lo schizzinoso o darsi delle arie, io sono certo che la blogosfera non è una costruzione piramidale come potrebbe sembrare dalle classifiche, ma sono tante piccole galassie con tante piccole stelle (o cluster come spiega Federico Fasce).
E per questo penso che le logiche di Casta non funzionino.

L’Ideologo di Calderoli

Pubblicato il 14-09-2007 da Sergio | 1 Commento

spiderpork

Proprio così: fonti certe affermano ci sia Homer Simpson dietro al Maiale-Day proposto dal vicepresidente del Senato Roberto Calderoli

Quindi tutti in piazza cantando:
Spider Pork, Spider Pork
il soffitto tu mi spork!

PS: complimenti agli adattatori del film dei Simpson. La canzone rende meglio in italiano che in lingua originale!

e qua la pensano come me (ma giuro che non ho copiato)

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