Ci troviamo in un momento di deciso fermento politico.
Piazze Piene, dibattiti, iniziative, strappi, scintille, speranze, sogni, polemiche e commenti riempiono i giornali, internet e la televisione.
Il V-Day di Grillo: tutto quello che lo ha preceduto e tutto quello che ha provocato, ma non solo.
Un nuovo progetto politico sta per venire alla luce dopo anni di attese e rimandi: il partito democratico.
Dopo anni di coalizioni e correnti molte forze della sinistra sembrano aver finalmente trovato la giusta alchimia per potersi fondere in un unico partito.
Il partito democratico si propone, tra le altre cose, di fondere quelli che non molti anni addietro erano gli estremi opposti: ovvero parti della ex Democrazia Cristiana con parti dell’ex Partito Comunista.
Questo può essere una cosa poco sentita da chi, come me, si è affacciato alla vita politica molti anni dopo la caduta del muro di Berlino ma certamente per la “Vecchia Guardia” è qualcosa di rivoluzionario.
Basti pensare che il paese dove vivo ha vissuto a livello comunale la storica divisione tra Rossi e Bianchi e ancora in questo momento il comune è governato da una lista facente riferimento ai Democratici di Sinistra mentre la componente più grande dell’opposizione è composta dalla margherita.
Questo vuol dire che quando nascerà il partito democratico maggioranza e opposizione si riconosceranno in un unico progetto politico.
Il momento è decisamente stimolante e quindi ho cercato nelle ultime settimane di viverlo al meglio.
Ho letto molto in giro per la rete, molti commenti a Grillo soprattutto ma anche molte analisi lucide della situazione.
Naturalmente non mi sono fermato alla rete ma sono uscito a vedere come andavano le cose nel mondo reale.
Ecco qualche mio appunto sparso.
Ho partecipato come outsider alla riunione costituente del comitato per le primarie del Partito Democratico.
Molte persone con esperienze e culture politiche radicalmente diverse si sono trovate a discutere di quello che verrà, di come sarà. Temi alti, ideali e grandi teorie si sono mischiate con la semplicità e la schiettezza dei piccoli problemi politici di un paese di provincia.
Voglia di partecipare, tornare a partecipare, tornare a fare politica e soprattutto volontà di coinvolgere chi la politica non la fa o non l’ha mai fatta, chi non è iscritto ad un partito.
Qualche sera dopo alla festa dell’Unità di Milano ho assistito ad un dibattito al quale ha partecipato il ministro Rosy Bindi. Anche qui, sono state usate parole forti e proposte idee e piantati paletti.
Cito a memoria il pensiero della Bindi (che potrei avere frainteso)
Non ci ricandidiamo senza aver cambiato la legge elettorale.
Arriviamo a fondare il nuovo partito uniti, è una costituente non un congresso dobbiamo essere tutti d’accordo: non ci devono essere correnti.
Dobbiamo spiegare che la politica non è una cosa facile.
Dobbiamo essere radicali quando necessario (ad esempio per la questione delle morti bianche) e moderati quando necessario.
Dialogare e aprirci alla sinistra estrema e non provocarla.
Nello stesso incontro sono intervenuti eccezionalmente gli attori Lella Costa e Mony Ovadia.
Lella Costa ha sottolineato la necessità di non essere trattata e considerata come una “Figurina della politica” (un bollino?) ma che anche lei ha la volontà di partecipare al nuovo progetto per quello che può.
Entusiasmo e un pizzico di speranza.
Si. Speranza. Nelle facce segnate da mille scissioni, mille ribaltoni e mille rimpasti dei militanti più anziani come in quelle dei più giovani alla ricerca di grandi risposte, si legge la speranza che questa forse possa essere la volta buona.
Mentre io personalmente rimango ancora un confuso spettatore di questo momento politico.
Non ho una morale per chiudere questo post, che in realtà è la disordinata raccolta di una serie di pensieri e quindi non faccio altro che invitarti, comunque la pensi, a vivere anche tu in prima persona questo momento di passaggio.
In prima persona, non attraverso l’occhio della televisione e dei mass media in generale, che può far risultare la politica peggio di quanto è in realtà.
La politica non è gente pagata per urlare in una arena a Roma, la politica siamo io e te che discutiamo. Non dobbiamo essere per forza d’accordo, ma dobbiamo lavorare insieme.