Halloween: le Nuove Tradizioni di Una Volta

Pubblicato il 31-10-2007 da Sergio | 1 Commento

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La ricorrenza di Halloween si è imposta anno dopo anno in Italia.
Questa festività è un calderone di varie usanze di origine Europea riadattate agli usi Americani.
Molto facile capire come è stato possibile che questa liturgia cominciasse a spopolare anche in Italia: infondo chi di noi non ha aspettato il Grande Cocomero con Charlie Brown? O chi non ha visto almeno un teen-horror ambientato nella notte di Halloween?
In pratica siamo stati immersi in questa cultura e tramite, libri, fumetti, cinema e televisione abbiamo cominciato a percepire Halloween come una festa un po’ nostra.
Poi il semplice fatto che la la notte di Halloween è la notte prima di Ognisanti, giorno di vacanza oltre che di festa, è stato gioco facile per discoteche e altri locali notturni organizzare serate a tema.
Poi dai giovani, il tutto si è trasferito ai bambini – il miglior bersaglio di chi vuol vendere qualcosa – che hanno cominciato a volersi mascherare e bussare alle porte chiedendo “dolcetto o scherzetto?”
E anno dopo anno il fenomeno si è allargato: fino ad un quattro anni fa il tutto era limitato alla notte del 31 Ottobre, mentre quest’anno molti negozi hanno messo zucche e ragnatele in vetrina con tre settimane di anticipo!
Si tratta del più grosso esempio della mercificazione delle tradizioni: non importa neanche che siano tradizioni nostre, basta vendere!
Le reazioni a questo fenomeno possono essere diverse: c’è chi (giustamente) si chiude e celebra le proprie tradizioni e chi, volendo fare l’alternativo (antiamericano) a tutti costi si inventa pure un contro-Halloween.
Io invece sono aperto e felice di festeggiare anche una festa che culturalmente non mi appartiene, ma il perchè te lo spiegherò un’altra volta. Fin da ragazzino non mi sono mai lasciato sfuggire una occasione per fare divertirmi, e quindi Halloween nel nostro gruppo di Nerdacci era un pretesto per passare nottate spaparanzati sul divano a guardare B-Movie Horror o, ancora peggio, vegliare attorno ad un tavolo giocando di ruolo a lume di candela (rigorosamente nera) interpretando una volta le gesta di elfi intenti a ripulire una cripta popolata da zombie e scheletri, una volta degli eroi di un futuro nero a caccia di lupi mannari cibernetici (O lupi mannari 2.0 se preferisci) o ancora dei vampiri borghesi radunati in sette gotiche nella Milano contemporanea.
Penso che se Halloween sia un pretesto per inventarsi una serata diversa il gioco può anche starci, ma se deve ridursi tutto ad una gran baracconata per vendere zucche di plastica e costumi da strega, allora passo volentieri la mano.

Di Africa e di Nuove Tecnologie

Pubblicato il 30-10-2007 da Sergio | 1 Commento

Questo post è partito come un commento a questa domanda di Napolux.

Molte persone hanno accolto con scetticismo iniziative come one one laptop per child che puntano allo sviluppo delle nuove tecnologie in Africa.

Questo penso sia dovuto all’immagine da “Operazione Bontà” che abbiamo dell’Africa queste parti.
Quando pensiamo all’Africa pensiamo alla guerra, alla miseria, alla carestia e ai governanti corrotti che ci spediscono spam.
Ma l’Africa è un continente molto vasto: se pensiamo alle differenze che ci sono qui in Europa tra Scandinavia e Bulgaria potremo capire come anche in Africa possano convivere diverse realtà.
La situazione socioeconomica cambia da paese a paese, come anche tra ambienti rurali e cittadini.
Alcune di queste realtà sono misere e necessitano degli aiuti umanitari di sussistenza come cibo, medicinali, pozzi, ripari, o interventi di pacificazione. Altre realtà sono tranquille dal punto di vista dei bisogni minimi, ma necessitano un sostegno allo sviluppo per poter entrare nel mercato mondiale e diventare, in questo modo, i motori del continente.

Si potrebbe pensare che tutti gli sforzi vadano rivolti verso le emergenze umanitarie e probabilmente è vero che non si sta facendo abbastanza da questo punto di vista. Ma è impensabile riuscire a sfamare un continente lottando emergenza per emergenza, mantenendo chi è scampato alle crisi pochi passi al di sopra della soglia della sussistenza. Quindi ritengo di primaria importanza insegnare a camminare a chi riesce a tenersi in piedi in modo che il loro sviluppo possa influenzare positivamente i vicini meno fortunati.

Per questo l’Africa ha bisogno ANCHE di Internet.

E sul tema dello sviluppo africano ecco le parole dell’ex-ministro dell’economia della Nigeria che, sarà di parte e non sarà proprio uno stinco di santo – dato percepiva uno stipendio un po’ altino (però la giustizia Nigeriana ha preteso la restituzione dell’eccesso di stipendio: pensi siano cose immaginabili qui in Italia?).

In Memoria del Sciur Zampetti

Pubblicato il 30-10-2007 da Sergio | 2 Commenti

Il Guido ci ha lasciato. E con lui si potrebbe dire che si chiude un’epoca: quella della Milano da bere, dei soldi facili, degli yuppie italiani e un po’ sfigati e squattrinati e dei veri borghesotti che hanno “fà i danè”.

Forse non è vero, l’epoca dei commenda non si chiude con Zampetti. L’epoca dei commenda si è chiusa circa dieci anni fa quando tangentopoli da una parte e il naturale riflusso dovuto all’eccezionale bolla finanziaria degli anni ’80 hanno portato alla crisi industriale che ha investito tante piccole e medie imprese – ma anche grandi – nella zona di Milano.

Ma forse non è vero neanche questo.
Forse i commenda non sono più nella Milano territorio di stilisti, modelle, calciatori e intellettuali radical chic; forse i commenda si sono spostati fuori Milano.

A nord di Milano, nelle zone di Como, Varese e Brianza esistono ancora il cummenda alla Zampetti: o meglio, esistono le sua evoluzione.

Non a caso il primo Cayenne (rigorosamente Turbo) e il primo Hummer li ho visti per le strade di Como; così come avventurandosi sul lungolago è facile individuare personaggi corrispondenti allo stereotipo del borghese arricchito, o del figlio del borghese arricchito.

Il Marco Ranzani di Cantù interpretato da Albertino su Radio DJ è una degna evoluzione di Zampetti: praticamente è un suo figlio spirituale.
I personaggi ai quali si ispirano sono veri, così come è stato per Zampetti negli anni ’80 così è per Ranzani nei 2000, si vedono in giro per le strade della Lombardia e, per quanto possa sembrare incredibile, non si discostano poi molto dalle loro esilaranti caricature.

Kiss Me Lorena

Pubblicato il 29-10-2007 da Sergio | 1 Commento

Titolo
Kiss Me Lorena Italia 2005

Trama
Il primo giorno di lettura del copione nella produzione del film “Kiss Me Lorena” nel quale si scoprono tutti gli scheletri negli armadi dei vari partecipanti al film

Perché Vederlo
Il film è punteggiato da una serie di esilaranti quanto demenziali sketch, che dovrebbero essere le scene provate dagli attori durante la sessione di prove. Questi dissacranti sketch prendono in giro le varie forme di cinema andando dal neorealismo russo, al poliziesco fino al piratesco.

Perché non Vederlo
Se non ti piace la comicità dei Monty Python e gli sketch di questo genere allora può darsi che non troverai divertente neanche questo film.
Si tratta di una produzione a bassissimo costo fatta molto bene certo, ma non priva di imperfezioni. L’audio di alcune scene, in particolare quelle attorno al tavolo dove gli attori stanno leggendo, è abbastanza confuso. Comunque mi sono perso solo un paio di battute per questo motivo.

Film Correlati
E ora qualcosa di completamente diverso
Top Secret
Nel mezzo di un gelido inverno

Giudizio (3.5/5)
Come dice il banner qua sopra Kiss me Lorena è il primo film gratis in rete, infatti è distribuito sotto licenze Creative Commons e Copy Zero. Il film è scaricabile legalmente attraverso le reti P2P e tutte le istruzioni per recuperarlo si possono trovare sul sito ufficiale. Quindi direi che almeno un’occhiata è d’obbligo. Personalmente mi sono sbellicato dalle risate in diverse occasioni.

What’s My Age Again?

Pubblicato il 25-10-2007 da Sergio | 2 Commenti

Già è autunno e la mestizia sovrasta la città.

Già uno si sente deboluccio e cagionevole con il mal di gola e la tosse.

Già che uno si trova a lavorare per la prima volta, con colleghi un po’ più giovani di lui
perdendo lo status del “fratello piccolo” dell’ufficio.

Poi leggo sul Times Online frasi del tipo:

If the Italian Government seems unable to adapt to the modern world, the explanation is quite simple. Your country would operate like this too if your grandparents were in charge.

E infine, per farmi del male, voglio anche scoprire la mia età mentale seguendo la segnalazione di una splendida quarantottenne e ne salta fuori questo:

La tua età mentale è di 51 anni
Hai una mente molto matura, un poco anzianotta per certi versi, ma sicuramente saggia e consapevole!

Ma allora ce l’avete proprio tutti con me!!!

Mutant Chronicles Presto un Film

Pubblicato il 24-10-2007 da Sergio | 6 Commenti

Ti ricordi di Mutant Chronicles?
Se sei stato adolescente negli anni novanta probabilmente si.

Io Mutant Chronicles me lo ricordo come un gioco di carte collezionabili.
Era uscito Magic ed era diventato abbastanza di moda, però non era mainstream come sono state in seguito le carte dei Pokemon, di Yu-gi-oh o i Gormiti. Per chi come ha sempre vissuto in provincia erano molto difficili da reperire dato che ai tempi venivano vendute solo nei negozi specializzati a Milano come l’Avalon o il Pergioco. Per questo motivo quando uscì in edicola il gioco di carte di Mutant Chronicles divenne subito parecchio più popolare di Magic tra noi ragazzetti delle medie.
Mutant Chronicles non è suolo un gioco di carte, ma bensì una ambientazione collegata a più prodotti che spaziano dai romanzi (uno dei quali pubblicato a fascicoli in edicola), ai fumetti ai giochi da tavolo, i giochi di ruolo, quelli di miniature e quelli per console.

Siamo in un futuro prossimo, la terra è oramai una landa desolata (si saranno forse avverate le profezie di Al Gore?) e l’umanità si è trasferita su una luna trasformata in megacittà, e sui pianeti del sistema solare.
Gli stati nazionali sono spariti e sono stati rimpiazzati dalle megacorporazioni: la Bahoaus, eccellente nella meccanica e ispirata alla germania, gli Imperiali ispirati all’impero britannico, la Capitol ispirata agli stati uniti, la Mishima ispirata al Giappone feudale, e la Cybertronics basata sulla robotica, l’elettronica e la cibernetica.
Sopra alle litigiose corporazioni veglia la fratellanza, ovvero i custodi della religione maestri nei poteri mistici.
Durante l’esplorazione l’umanità si spinge fino al decimo pianeta del sistema solare, ovvero Nero, e rompendo un sigillo scoperchia il vaso di Pandora del male cosmico: l’oscura simmetria.
Le armate del male cominciano a combattere, corrompere e infettare il sistema solare. Armate di abominevoli mostri e zombie marciano contro la disperata alleanza delle corporazioni guidata che guidate dall’illuminata guida della fratellanza cercano di ricacciare il caos e la corruzione fuori dal sistema solare.
Il bello di questa ambientazione la fusione di elementi cyberpunk e di elementi steampunk in un background che richiama il medioevo, le crociate e l’inquisizione.

Bene: ho scoperto per caso proprio oggi che è in produzione un film basato su questa ambientazione. Leggendo il cast ho potuto trovare personaggi noti come Mitch Hunter e Valerie Duval.

Il film dovrebbe essere rilasciato nel 2008 e naturalmente non vedo l’ora di vederlo: se non altro per fare un bel salto indietro ai tempi delle medie!

Pecha Kucha: Come Presentare Qualcosa in Meno di 7 Minuti

Pubblicato il 23-10-2007 da Sergio | 5 Commenti

Molte persone sostengono che la creatività lasciata completamente libera produca molto poco di buono.

Mettiamo ad esempio di dover preparare una presentazioni: bisogna prepararsi un discorso, scegliere le diapositive, metterle in ordine… si ma quanto deve essere lungo il discorso? e quante diapositive devo metterci? e questo lo dico? e questo grafico lo faccio vedere?

Se non avessimo dei limiti probabilmente prepareremmo una presentazione di 200 o più diapositive e diverse ore di discorsi.

Inutile dire che per quanto bravi possiamo essere gli spettatori non mancheranno certo di annoiarsi ascoltando il nostro vaniloquio davanti a grafici inutili.

Al contrario possiamo decidere di darci regole ben precise per limitare la nostra creatività.

Possiamo decidere di mostrare solo 20 immagini e per ognuna di esse parlare 20 secondi.
Questo è, in sostanza, il Pecha Kucha: una presentazione di 6 minuti e 40 secondi veloce e incisiva che riduce e condensa all’essenziale la “storia” che si vuole raccontare.

Non solo il tempo e il numero di foto limitate metteranno in moto la creatività ma inoltre, dato che le slide cambiano automaticamente ogni venti secondi saremo costretti a preparare molto bene il tutto o finiremo facilmente fuori sincrono.

Il Pecha Kucha è stato inventato a Tokyo nel 2003 da Astrid Klein e Mark Dytham della Klein-Dytham Architecture come serata evento nelle quali diversi designer presentano i propri lavori restando nei limiti dei 6 minuti e 40.

Le Pecha Kucha Night sono diventate un evento di moda nei settori della architettura e del design e molti eventi di questo genere sono stati organizzati in giro per il mondo (qualcuno anche in Italia).

La pratica di presentare in questo modo inoltre si è diffusa all’interno di certe aziende soprattutto per accorciare i tempi e focalizzare l’attenzione durante le riunioni interne.
Suppongo che un simile modo di presentare sia molto ben gradito all’interno dei vari Barcamp dato che accorcia i tempi lasciando molto più spazio a domande e discussioni.

Per approfondire

  • Fight the Spam With Spam

    Pubblicato il 22-10-2007 da Sergio | 1 Commento

    Always Be Closing

    Sarà la crescente popolarità di questo spazio o sarà perchè ho tolto i Nofollow, ma da qualche mese a questa parte mi trovo sempre più commenti spam.

    Non i classici commenti Spam da trackback che vengono bloccati al 99.9% da Akismet (la statistica me la sono inventata, comunque è molto valido) ma da commenti spam registrati da persone in carne ed ossa che hanno superato il controllo di umanità.

    Ci sono i buontemponi che usano i miei commenti per postare i loro articoli chilometrici contenenti le loro tesi deliranti su cospirazioni, complotti, alieni e macchine a moto perpetuo. Ci sono i gruppi o i movimenti politici che cercano visibilità per questo o quell’altro motivo.
    Se non postassero fuori argomento, potrei anche accettarli (al massimo riservandomi il diritto di editare il commento scorciandolo qua e la).

    Quelli che proprio non riesco ad accettare e sopportare sono le aziende che cercano di farsi pubblicità spammando i commenti di questo blog.
    Ce ne sono state parecchie: aziende di consulting di vario genere, compagnie pseodotelefoniche o giù di li e persino una casa discografica che cercava visibilità per una canzone dell’estate di una artista ignota.

    Fino ad oggi ho tollerato il tutto semplicemente marcando come spam il commento e quindi eliminandolo,

    Ma ho pensato: infondo sul mio blog c’è della pubblicità e quindi…

    E quindi tenendo in mente il buon ABC del venditore (Always Be Closing) ho deciso che è il momento di provare a rispondere al fuoco, emulando le gesta di quel leggendario commerciale che riuscì a vendere il proprio prodotto alla telefonista di call center che l’aveva chiamato per proporgli una nuova tariffa telefonica.

    Quindi molto semplicemente ho preparato una email dove mi lamento del fatto che abbiano spammato nei commenti del mio blog, e che se vogliono per un prezzo al quanto competitivo, possono comprarsi un link attraverso nella pagina che hanno spammato o nella homepage del sito

    Dite che così la capiscono che lo spam su queste pagine non è ben accetto? ;-)

    Rispolverare il Blue Ribbon

    Pubblicato il 20-10-2007 da Sergio | 3 Commenti

    La notizia che ieri ha infiammato la rete è quella di una proposta di legge che vorrebbe richiedere l’iscrizione al ROC di qualsiasi sito internet che svolga una qualunque attività editoriale.

    Vista la vaghezza del testo di legge e visto che anche anche che il sottosegretario Riccardo Franco Levi, nella sua intervista a La Repubblica, non ha saputo spiegare esattamente quali saranno i soggetti coinvolti dalla legge (cosa distingue un sito amatoriale/personale da uno professionale?) l’intera blogosfera è corsa ai ripari.

    Sono partite anche una serie di petizioni come questa e questa.

    In meno di 24 ore comunque già sono arrivate le prime smentite e i primi distinguo dai politici. Ad esempio il ministro Di Pietro ammette candidamente di aver letto il DDL e correttamente se ne assume la resposabilità.

    E nella blogosfera i toni cominciano a rilassarsi: ad esempio Giovy dice che non c’è nulla da temere e anche io cercherò di evitare espressioni allarmiste come “La Cina è vicina”.

    NON SI TRATTA DI UNA LEGGE: è una proposta, davanti a se ha ancora tantissima strada da fare e può essere ancora modificata e bocciata.

    Ma comunque non mi sembra il caso di lasciare passare la cosa completamente inosservata e appoggio Giovy quando dice che bisogna restare vigili e vedere come andrà avanti questa proposta di legge.

    Per questo motivo ho rispolverato un “vecchio” simbolo di internet, forse la campagna più vecchia ancora attiva.
    Si tratta della Blue Ribbon Campain dell’EFF per la libertà di parola online.

    Giusto per ricordarci che:

    • Abbiamo il diritto di bloggare anonimamente
    • Abbiamo il diritto di permettere ai nostri lettori di commentare senza che le conseguenze ricadano su di noi
    • Abbiamo il dirizzo di bloggare riguardo alle elezioni, prima che qualcuno richieda la par condicio anche per i blog

    Ho deciso di disegnare questo piccolo banner blu che linka ad una delle petizioni contro questo DDL.
    libertà di parola Online: no al DDL Levi sull'editoria

    Se vuoi mostrarlo sulle tue pagine questo è il codice da copiare

    10 Strumenti per Windows che Porto Sempre con Me

    Pubblicato il 18-10-2007 da Sergio | 4 Commenti

    Ispirato da questa lista ho deciso di segnalarti 10 strumenti che mi porto sempre con me nel mio Chiavetta USB e nel mio HD Portatile.

    Essendo conscio del fatto che più o meno il 90% delle volte in cui mi capita sedermi davanti ad un computer non mio mi trovo di fronte un sistema operativo di Microsoft questi Tool girano tutti su Windows.

    E dato che quando sfodero il mio “coltellino svizzero USB” mi trovo molto spesso su un computer non mio, per evitare di fare troppe modifiche, tutti i programmi che ti propongo non necessitano installazione.

    Quindi in ordine sparso porto sempre con me

    1 – PC Repair System
    Tutto (o quasi) quello che può servire per salvare/pulire/sistemare/recuperare una macchina Windows si può trovare in questa comoda collezione. Personalmente il PC Repair System mi ha salvato il didietro in più di un’occasione.
    Ad esempio mi è capitato di usarlo per recuperare le immagini da una macchina fotografica in cui erano state cancellate.

    2 – Notepad++
    Non sai mai dove dovrai metterti a programmare! E soprattutto non sai quale codice dovrai farlo. Per questo motivo porto sempre con me una copia di Notepad++. Sia che debba modificare al volo un CSS, sia che debba buttare giù due righe in Perl o un file batch o altro Notepad++ si dimostra un perfetto alleato.
    Anche per scrivere la lista della spesa, naturalmente!

    3 – Portable Firefox
    Perchè essere su un computer di un altro non vuol dire rinunciare al proprio browser preferito! Figurarsi se poi mi devo ridurre ad usare Internet Explorer (con il quale tra l’altro il mio blog si vede malissimo ;-) ).
    Per questo nella mia collezione non può mancare Portable Firefox

    4 – ClamWin Portable
    Ottimo compare dei PC Repair System è l’antivirus ClamWin in versione portatile. Mi è capitato di andarlo ad usare su computer infetti e per esperienza ho imparato a proteggere da scrittura la cartella dell’antivirus. Infatti alcuni virus particolarmente aggressivi tendono a cercare di eliminare gli eseguibili dell’antivirus appena li scoprono (e me li hanno cancellati più di una volta).

    5 – µTorrent
    Indispensabile per scaricare l’ultima iso di Kubuntu e la musica da Jamendo e per molto altro ;-) questo client dalle dimensioni minime, ma dalle prestazione massime è perfetto per scaricare o condividere il proprio materiale in P2P.

    6 – Follow Me IP Lite
    Questo semplice programmino recupera al volo l’indirizzo IP con il quale la tua rete o il tuo computer viene identificato su internet. Funziona dietro a router e firewall non eccessivamente restrittivi.

    7 – HFS
    Una delle soluzioni più semplici per spostare file attraverso reti locali più o meno complesse e con sistemi operativi diversi (praticamente quando vuoi spostare un file da Windows Vista a quel Windows Millennium che per qualche motivo si ostinano a tenere in azienda!) è mettere su un piccolo serverino HTTP e usare un comune Browser per recuperare i file dall’altra parte.
    HFS è proprio questo: un semplice serverino HTTP.

    8 – Quick `n Easy FTP Server Lite
    Una soluzione un pochino più avanzata per condividere e soprattutto per ricevere i file può essere usare un serverino FTP. Questo è quello che mi porto sempre dietro.

    9 – IFTP
    Un piccolo client FTP per comunicare con il Server qua sopra e con i server sparsi per il mondo (in particolare quello che ospita il mio blog) non poteva mancare. Semplice e piccolo: se non bisogna usarlo in maniera intensa è perfetto.

    10 – PuTTy e PSCP
    Per comunicare con parecchio hardware di rete come router e simili e più in generale per interfacciarmi con i computer in giro per il mondo tramite riga di comando (ad esempio con il mio computer di casa) PuTTy risulta essere una soluzione perfetta. Supporta Telnet e SSH.
    Io l’ho usato anche per installare e gestire remotamente il server di una web radio quindi penso sia un tool in grado di fare bene il suo lavoro.

    Mi rendo conto che la mia guida può essere considerata Geek spinta, ma che ci volete fare?
    Mi disegnano così!

    E tu cosa ti porti sempre dietro?

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