2008 La Caduta
Pubblicato il 26-01-2008 da SergioBentornato nel Mio blog. Se trovi queste pagine interessanti abbonati gratuitamente tramite RSS feed o tramite Email!
Un blog è fondamentalmente un diario pubblico e anche questo blog è stato in diverse occasioni il diario della mia vita.
Su queste pagine c’è la storia personale: sono impressi a caldo i ricordi di quei momenti che voglio fissare nella mia mente.
Alcuni di questi momenti sono strettamente personali mentre altri sono condivisi: la vittoria dei mondiali, le elezioni politiche, le guerre sono tutte pagine che condividiamo nelle nostre vite, queste pagine vengono definite Storia.
Il governo Prodi è caduto: questa è la pagina che si scrive oggi.
Per prima cosa ho deciso di aggregare una serie di altre pagine come questa trovate sui blog che leggo abitualmente
Telemaco, BluBlog, Giovy, Senza Aggettivi, Sasaki, Kurai, Piovono Rane, Luca Sartoni, Caffè Blog, Rbnet, Web e conoscenza. Sciura Pina
Per tutti quelli che non riescono a concepire nulla al di fuori del proprio blog: questo non vuole essere una sorta di catena, un meme o un trucco per alterare le classifiche, questo vuole essere un tentativo di memoria condivisa di un evento. Ora mi serve a ben poco, ma sono certo che tra qualche anno quando tornerò a leggere questa pagina potrò farmi un’idea di come è stata vista la caduta del governo Prodi da parte di altri cittadini.
Gli italiani sono abituati alle crisi di governo, ci si aspetterebbe che oramai non ci facessero più caso, ma quello che sento discutendo con chi mi sta attorno è che questa volta si provi parecchia vergogna per quello che è successo.
Ci si vergogna della propria classe politica e ci si vergogna degli altri cittadini che l’hanno eletta.
C’è molta sfiducia, molti cittadini pensano di astenersi alle prossime consultazioni elettorali.
Personalmente non sono certo di voler votare qualcuno a rappresentarmi: non tanto per sfiducia o perché “è tutto un magna magna e sono tutti uguali a destra e a sinistra” ma perché non mi sento rappresentato, e quindi preferisco rappresentarmi da solo.
Credo nella politica, credo cioè che un gruppo finito di persone abitanti in una determinata area geografica sia in grado di stabilire un sistema di regole e convenzioni per convivere in armonia e gestire collettivamente determinate risorse,
Non credo che la politica si riduca al mettere una crocetta su un foglietto, non credo che questa crocetta su questo foglietto possa essere particolarmente importante.
Certamente è un ottima scusa per lamentarsi: se sei governato da chi non hai scelto puoi lamentarti dicendo che tu hai votato per qualcun altro ed essere assolto, se hai votato per chi ti governa puoi lamentarti dicendo che non è in grado di rappresentarti e sentirti assolto.
Io non mi assolvo, non voglio assolvermi. La crisi italiana non è colpa di una piccola elite chiamata a governare la cosa pubblica: la crisi italiana siamo noi, siamo tutti noi.
La politica è ogni giorno, la politica è ogni cosa che fai è quello moltiplicato per tutti noi che cambia il destino del paese, non sono Prodi o Berlusconi.
Quindi da oggi in avanti se ti sei vergognato della classe politica che ti rappresenta dimostra con la tua vita che l’Italia vale molto di più e che merita di più. Se all’estero ridono di noi e pensano che siamo dei fannulloni pizza-mandolino-mafia dimostragli tu stesso che hanno torto.
Questo cambierà la nazione: non certo lamentarsi, riempire piazze urlando vaffanculo, fondare partiti e imbrattare di croci dei foglietti.
Il tuo voto invece non conta e non potrà mai contare più di quello che fai nella tua vita, le tue lamentele sono capricci da bambino se non ti impegni per primo in quello che credi.
La buona notizia è che oggi non è ancora troppo tardi per rimettere a posto la situazione quindi:
Tieni duro Italia! Sveglia Italiano!
