Discorso Di Chiusura della Ventisettesima Orbita

Pubblicato il 30-04-2008 da Sergio | 9 Commenti

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In queste ore mi appresto a concludere la mia ventisettesima orbita attorno al sole a bordo di questo pazzo pianeta lanciato nel cosmo.

Il conteggio delle rivoluzioni effettuate dal pianeta attorno alla sua stella, partendo dal giorno in cui per la prima volta si è vista la luce del sole è, per qualche particolare motivo, un fattore molto importante per identificare una persona.

Oggi è il giorno del mio ventisettesimo compleanno.

Ventisette non è un numero particolare: nulla a che vedere con i diciotto della maggiore età o i venticinque del quarto di secolo. Ventisette è solo un numero messo li tra venti e trenta per ricordarci da dove veniamo e dove stiamo andando.

Questo anno mi ha dato la consapevolezza dell’esistenza di giovani generazioni che non condividono con me il bagaglio di ricordi di chi proviene dagli anni ‘90.

Giovani -più giovani- che, non avendo la minima idea di chi sia Jo Squillo pensano addirittura che lei sia un uomo (Joe Squillo).

In questo anno ho assistito alle scelte che cambiano la vita compiute da alcuni dei miei amici che si sono trovati ad affrontare eventi straordinari quali la nascita del primo figlio.

Questo genere di eventi, contrastando con la mia quotidianità, mi ha portato ad ingaggiare una fitta serie di dialoghi con me stesso nell’intento di stabilire quale rotta seguire durante la mia ventottesima orbita.

Questi dialoghi interiori non sembrano aver generato ancora nessun giudizio definitivo e quindi non posso che cominciare il mio ventottesimo anno dubitando di essere un ragazzo che gioca a fare l’adulto o un adulto che gioca a fare il ragazzo.

In ogni caso: Tanti auguri a me!

Del Leggere Testi Filosofici in Metropolitana

Pubblicato il 28-04-2008 da Sergio | 4 Commenti

Negli anni della scuole superiori, per scelta, mi sono dedicato a materie quali l’elettronica, le telecomunicazioni o la fisica ma, come ogni buon “perito” non ho mai studiato, neanche per un’ora, la filosofia.

Sono curioso: mi sono sempre chiesto su quali testi passassero le ore i liceali. Ho deciso quindi di caricare sul mio lettore di ebook qualche testo filosofico disponibile gratuitamente in rete.

La scelta è caduta, forse un po’ incoscientemente, su “L’unico e la sua Proprietà” di Max Stirner: uno dei testi fondamentali del pensiero anarchico e individualista.

Il testo, come mi aspettavo, non è tra i più accessibili, fortunatamente però Stirner tende a ripassare più volte sugli stessi concetti usando esempi diversi e quindi, anche quando non capisco un paragrafo procedo, sperando di afferrare il suo pensiero al prossimo giro.

A complicare le cose, la versione del testo che ho recuperato qui, è stata “scannata” (scandita, scansita, scannerizzata come preferisci… a me piace scannare) e quindi alcune parole sono errate, mancano delle lettere e, nei casi estremi, alcuni paragrafi sono delle vere e proprie sciarade.

In ogni caso ce la faccio, almeno fino a quando non decido di mettermi a leggere in metropolitana.

La linea verde della metropolitana di Milano, che percorro ogni giorno fino al capolinea di Gessate, è per lo più in superficie e quindi, da quando il convoglio emerge dalle viscere della terra il vagone si riempie degli insistenti squilli dei cellulari.

Dato che sono particolarmente fortunato, proprio mentre sono nel bel mezzo di un profondo confronto tra misticismo orientale e spiritualismo occidentale, il treno è emerso alla luce e la ragazza al mio fianco ha immediatamente estratto il suo fido cellulare.

La ragazza ha cominciato a ciacolare allegramente e a voce alta con il suo interlocutore misterioso.

La ragazza, tanto carina nelle sue scarpe con tacco e cuoricini che ho potuto notare senza distogliere gli occhi e concentrazione dal testo, ha cominciato raccontando la sua giornata lavorativa che consiste in qualcosa che centra con i pignoramenti.

L’interlocutore, minuto dopo minuto e stazione dopo stazione, si è rivelato un uomo, probabilmente sposato e con due (o più) figli. Già alla stazione di Cascina Gobba, tutto il mio filosofeggiare era stato disperso in un mare di gossip.

Ad un certo punto, dopo aver letto una decina di pagine senza più avere idea del contenuto – prova te a concentrarti con una che fa “pucci pucci” al telefono sul sedile a fianco – ho deciso di provare a tapparmi un orecchio e a leggere muovendo le labbra come non facevo dalle elementari.

Sperando che la signorina scendesse, o che decidesse di troncare la comunicazione, o che la giustizia cosmica facesse scaricare le batteria di quel dannato telefono, ho continuato stoicamente a leggere.

Niente: la signorina è arrivata fino al capolinea ed è scesa dalla metropolitana continuando a parlare al telefono. Per quanto ne so potrebbe tutt’ora essere alla stazione di Gessate con il suo cellulare.

Io mi chiedo: ma con quello che spendete di telefono voi due non potete uscire a mangiarvi una pizza senza rompere l’anima a me?

E tra l’altro, a me dei fatti vostri non me ne può fregar di meno, ma con tutto quello che mi hai fatto sentire parlando ad alta voce, come minimo dovrei farti firmare una liberatoria sulla privacy!

Mi arrendo! Domani torno ad ascoltare la musica…

Storia Resistente

Pubblicato il 25-04-2008 da Sergio | Nessun Commento

Come ogni anno non posso sottrarmi dal pagare il mio debito con qualche parola di ringraziamento rivolta a chi, per istinto di patria o mandato da una nazione lontana, ha contribuito a garantirci quelle libertà del quale oggi possiamo godere con egoismo.

La storia di quest’anno viene dal forum del Circolo Arci La Locomotiva ed è stata scritta da Shinji.

Primo Villa morì poco prima dell’ordine “Aldo dice 26 X 1 ” per mano della Muti, fucilato a San Vittore poche ore prima della sommossa popolare.
Primo Villa era una staffetta che faceva la sponda tra il vimercatese e le montagne lecchesi, in particolar specie con quel gruppo venutosi a formare dalle truppe paracadutate inglesi e dalla brigata in cui militava tal Riccardo Cassin.
Primo Villa era un ragazzo fuori dal comune, ne è testimonianza il suo nome di battaglia, partecipava alla resistenza disarmato per scelta e nel ruolo peggiore: quello che si porta in casa le informazioni le armi le provviste gli ordini.
Primo Villa fu arrestato su delazione di un vicino di casa, trasportato a San Vittore, fu torturato per giorni fino al tragico epilogo in quel lago di sangue che lasciarono i fascisti in ritirata.
La tragedia di Primo Villa ha lasciato il segno nei suo famigliari che a distanza di sessantanni non vogliono toccare l’argomento neppure tangenzialmente.
Primo Villa era un cattolico, di quelli che forse avrebbe votato Casini e che amavano la patria sopra ogni cosa e in favor di essa fecero fronte comune con la controparte politica…
Primo Villa era il fratello di mia suocera

Primo Villa di Burago Molgora
nome di battaglia : Originale

Perché la Figa Centra Sempre

Pubblicato il 25-04-2008 da Sergio | 5 Commenti

Le pubblicità contestuali spesso funzionano alla grande, ma ci sono dei momenti in cui lasciano veramente stupefatti.

Ad esempio dimmi tu come è possibile che in un post dove si parla di Microsoft e del suo recente evento milanese Google selezioni una pubblicità del genere:

Secondo te quali sono le parole chiave che possono aver associato il mio post a questa particolare pratica di chirurgia estetica?

Per me Penetrazione centra qualcosa…

Microsoft The Next Web Now Milano

Pubblicato il 23-04-2008 da Sergio | 6 Commenti

Sono stato al “the next web now” .

Decisamente un evento in grande stile quello organizzato da Microsoft: le sale del convegno sono state popolate da un pubblico eterogeneo composto da Businnesman Completo giacca pantaloni e Cravatta per lui, tailleur per lei; markettari giacca e jeans senza cravatta per lui, pantaloni e giacca per lei; designer Abiti sportivi e modaioli sia per lui che per lei e sviluppatori (tra i quali anche il sottoscritto) vestiti in maniera improbabile, da tshirt di Flash (il supereroe non il software!) a giacca a quadrettoni con cravatta a righe annodata approssimativamente.

Personalmente mi sono difeso con una camicia più lunga della giacca, una combinazione improbabile di blu e una fascia a tenere a posto (si fa per dire) i capelli. Sono stato subito riconosciuto come sviluppatore dall’aspetto esteriore quindi posso ritenermi soddisfatto :-)

Era presente, come in ogni altro evento con buffet gratuito, l’allegra combriccola dei soliti blogger. Ho visto qualcuno passare di sfuggita ma, partecipando come sviluppatore, penso che abbiamo preso parte ad appuntamenti diversi e purtroppo non sono riuscito ad incontrare nessuno a me noto.

Il pezzo forte della mattinata è stato il keynote di Ballmer.

Steve ha illustrato le strategie di Microsoft per il web dei prossimi anni.

Sinceramente Balmer mi è sembrato un venditore di auto usate: alcune sue prospettive sono quello che Google e Apple con iTunes hanno realizzato da anni.

MashUp, User Generated Content, Social Network pubblicità contestuale basata su profili utente… niente di nuovo sotto il sole insomma.

E poi… no. NO! Non un’altra volta! No!
E invece si ancora una volta…

Convergenza! manco fossimo dal gommista…

Telefonare con la TV, mandare le email con il frigorifero, vedere i film nella lavatrice… quante volte l’ho già sentita questa storia?

A parte gli scherzi: capisco Ballmer. Non è facile parlare ad una platea così eterogenea. Penso si percepisse a pelle il Digital Divide tra businnes e Sviluppatori: un discorso diverso, puntato su prospettive rivoluzionarie avrebbe potuto sortire effetti indesiderati in buona parte del pubblico e poi, comunque, MS sarà anche indietro rispetto ai pionieri del Web 2.0 ma è comunque avanti anni luce rispetto all’utente internet medio mostrato in un video tra un keynote e l’altro.

Il pomeriggio è stata tutta un’altra storia.

Ogni “classe” ha seguito una serie di keynote specifici.

Gli sviluppatori naturalmente si sono beccati quasi quattro ore secche di codice e demo.

Piatti forti della presentazione: Silverlight e Windows Live.

Silverlight pur non essendo nulla di rivoluzionario sembra una buona tecnologia e, così a prima vista, sembra funzionare meglio di Flash sotto diversi aspetti e sembra, a mio giudizio, più piacevole da programmare.

La beta di Silverlight sembra funzionare discretamente su piattaforma Windows Mobile e quindi, visto la scarsa (nulla?) penetrazione dell’iPhone in ambito professionale, potrebbe diventare una scelta obbligata per lo sviluppo di applicazioni per gli smartphone.

Windows Live ha tante buone caratteristiche: dall’integrazione di Messanger nel sito (con tanto di chat anonima per i visitatori che vogliono contattarti), alle mappe, al sistema integrato di login (stile open id) alla Delegated Authentication che permette di condividere la tua lista contatti con una web application senza dover lasciare username e password su siti terzi come accade attualmente nella maggior parte dei social network con evidenti problemi di sicurezza.

Quini un pomeriggio decisamente positivo!

Microsoft si sta muovendo molto bene dal punto di vista dello sviluppo sul web dato che la concorrenza sta imponendo determinati standard qualitativi nei suoi prodotti: quello che è stato presentato oggi sembra aver imparato molto dagli errori del passato. Confrontando il pomeriggio con la mattina sono portato a pensare che la divisione web di Microsoft sia ancora trainata dalle idee degli sviluppatori, dove il management rimane indietro.

E questa è solo una buona cosa per il web!

Domani Evento Microsoft The Nex Web Now a Milano

Pubblicato il 22-04-2008 da Sergio | Nessun Commento

Domani parteciperò per conto della ditta dove lavoro all’evento Microsoft The Next Web Now!

Se anche tu che mi leggi sei tra gli iscritti magari lasciami un commento!

Sono curioso di ascoltare le rinnovate strategie di Microsoft che dopo avere scoperto il Web 2.0 con qualche anno di ritardo sembra voler recuperare il tempo perso.

Chissà, se in tutta questa rivoluzione web, impareranno a mettere le immagini in misura e gli sfondi trasparenti alle PNG :-)

Evviva il Cybook!

Pubblicato il 21-04-2008 da Sergio | 17 Commenti

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E alla fine non ho resistito!

Lo spirito dell’Early Adopter ha vinto e quindi, in vista del mio imminente compleanno ho deciso di farmi un regalo anticipato: il Cybook Gen 3

Questo lettore di ebook di ultima generazione è dotato della famosa tecnologia eink che promette di portare finalmente, e dopo anni e anni di ripetuti annunci, al successo il libro digitale.

Ho deciso di comprare il Cybook per questioni di prezzo: l’iLiad, nonostante l’evidente superiorità tecnica, sfonda la mia soglia psicologica di prezzo per questo genere di dispositivo, e quindi, non necessitando di funzioni avanzate quali pennino o wifi e volendo un dispositivo delle dimensioni ridotte (nella foto si vede come l’ingombro sia assimilabile, custodia compresa ad un libro di 250 pagine) la mia scelta è caduta sull’ottimo Cybook.

Un giudizio al volo: Rivoluzionario!

E ora qualche pensiero sparso…

La lettura è perfetta, l’illusione di trovarsi di fronte ad un libro stampato è molto alta, lo schermo – pur riflettendo in minima parte – risulta sempre perfettamente leggibile, e sarò ottimista, ma dopo un’ora di lettura la mia vista è meno affaticata rispetto alla carta.

Infatti, rispetto alla carta, non essendoci limite al numero di pagine del documento è possibile impostare il carattere delle dimensioni preferite, mentre l’interlinea è abbastanza ampia da agevolare la lettura.

Fa un certo effetto l’uniformità del colore dello schermo e la nitidezza delle parole, il tutto ha un aspetto molto più perfetto rispetto ad un libro stampato.

La custodia in pelle è d’obbligo se si vuole avere il “look & Feel” di un libro cartaceo: usando la custodia infatti si può tenere il dispositivo in maniera più ergonomica come si è abituati a fare con un normale libro.

Il cambio di pagina è veloce, il lampo nero non da fastidio ma il pulsante non reagisce sempre istantaneamente.

La batteria sembra durare parecchio: dopo una giornata passata sostanzialmente a cambiare pagina avanti e indietro e qualche ora di lettura l’indicatore segna ancora 90% di carica.

L’interfaccia è comoda: nonostante il controller a quattro direzioni più tasto centrale sembri minimale, l’interfaccia è ben concepita e tutte le funzioni necessarie si trovano dopo un discreto numero di click.

I PDF come immaginavo non vanno benissimo, infatti si tratta di un formato di stampa e quindi se è non sono correttamente formattati per le dimensioni dello schermo il testo è troppo piccolo.

Ma questo non è un problema, infatti tramite un semplice programma gratuito è possibile convertire i PDF, così come altri formati di testo comuni, in mobipocket.

Ho provato a convertire un fumetto in mobipocket al volo e i risultati sono stati eccellenti: in ogni caso, grazie alla scala di grigio anche i fumetti si leggono discretamente.

Così, per quello che ho potuto provare, mobipocket mi sembra il formato ideale per i libri elettronici.

Come avrai capito sono entusiasta del mio ultimo acquisto e per quanto mi riguarda mi fermerei qui con la mia recensione, anche se avrei altro da dire (magari scrivo un altro post). Se hai qualche curiosità chiedimela pure nei commenti.

Sono sempre più convinto che questa tecnologia rivoluzionerà il nostro modo di leggere nello stesso modo in cui gli MP3 hanno rivoluzionato il mercato musicale.

Dell’Essere e Dell’apparire Produttivi

Pubblicato il 17-04-2008 da Sergio | 1 Commento

Sento che uno dei temi sul quale si gioca il rilancio del paese è la produttività dei lavoratori, in particolare di quelli dipendenti.

Non entro, in questo post, nel merito di quali siano le misure politiche per incentivare la produttività e di quali sarebbero gli effetti di un taglio delle tasse sugli straordinari o sui premi produzione.

Voglio proporre qualche esempio concreto tratto dalla mia esperienza valutando dove sia la maggior produttività.

Parliamo di un ufficio – o studio – dove vengono sviluppate applicazioni per il web: un open space dove trovano spazio alle loro scrivanie sia sviluppatori che designer con i rispettivi responsabili di progetto. Oltre ai computer sulle scrivanie trovano posto più telefoni.

Situazione 1
Due persone palano al telefono, un terzo squilla. Voci alte. Sguardi nervosi. Un programmatore e un designer si trovano davanti allo stesso monitor discutendo animatamente, libri e manuali aperti sulle scrivanie, email stampate sparse, appunti abbozzati. Un programmatore digita rapidamente alcune righe di codice mentre altri due gli stanno rivolgendo delle domande. I responsabili di progetto nel mentre camminano nervosamente dietro alle scrivanie abbozzando domande per cercare di capire la situazione.

Situazione 2
Ogni persona è seduta alla propria scrivania, lo sguardo fisso sul monitor è leggermente assente, ognuno indossa delle cuffie, e la musica garantisce un completo isolamento. Silenzio. Scrivanie ordinate. Solo il rumore dei tasti e il fruscio dei movimenti del mouse sovrasta il ronzio dei computer.

In quale delle due situazioni si sta effettivamente producendo?

Nella prima situazione siamo di fronte ad un imprevisto evidentemente sfuggito di mano. Il team sta reagendo al meglio delle sue possibilità, ma non è organizzato sufficientemente da essere in grado di gestire la situazione. I vari elementi del team durante la reazione si danneggiano inconsapevolmente a vicenda facendo errori. L’imprevisto coinvolge clienti e probabilmente anche fornitori con i quali si dialoga – quando non si litiga – per telefono. La situazione è stressante e frustrante. Alla fine tutti saranno più stanchi del solito. Se tutto questo non bastasse questo produrrà poco o nulla. Addirittura può capitare che, nonostante l’impegno, si facciano ancora più danni.

Nella seconda situazione abbiamo di fronte un team organizzato, nel corso di un ciclo di lavoro pianificato correttamente. Ogni persona è autosufficiente ed è in grado di lavorare senza condizionare (disturbare) in alcun modo l’altro. La produttività è elevatissima e il lavoro è leggero e gratificante. La tipica situazione dove, alzando gli occhi dal monitor e guardando l’orologio si esclama “Incredibile Sono già le sei!”.

Ottenere la prima situazione è naturalmente molto semplice mentre per arrivare all’ideale illustrato nella seconda occorre parecchio impegno.

La differenza tra la prima e la seconda situazione è la gestione dei flussi delle informazioni. L’informazione è la linfa vitale di ogni team produttivo. Perché un team possa produrre occorre che tutte le informazioni necessarie possano fluire tra i membri in maniera ordinata e armonica. Ogni componente della squadra deve sapere in ogni momento cosa deve fare e come deve farlo: occorre qualcuno che organizzi i lavori e stabilisca delle modalità attraverso le quali tutti possano lavorare senza intralciarsi a vicenda.

Ho imparato a mie spese come un team di tecnici competenti ma disorganizzati possa produrre meno di un singolo tecnico.

Detto tutto questo chiudo il post con una frase talmente banale che starebbe benissimo in un poster motivazionale.

Produttività = Organizzazione

Auguri al Nuovo Governo

Pubblicato il 15-04-2008 da Sergio | 4 Commenti

Il risultato elettorale è netto.
Il governo nascente – grazie al risultato elettorale e al sistema di voto – ha ottenuto i numeri per governare il paese senza alibi o compromessi.

I cittadini Italiani si sono espressi, con un sistema elettorale contrastato (contro il quale a breve si terrà un referendum) ma comunque frutto di un governo precedente: per la precisione un governo formato sostanzialmente dalle stesse forze politiche che oggi si apprestano a formare il nuovo governo.

Per questo motivo, il nuovo governo è legittimamente stato scelto, tramite un processo democratico per governare il paese per i prossimi cinque anni.

Il nuovo governo sarà anche il mio governo.

Nonostante io non lo abbia votato il governo entrante governerà anche per me, mentre i rappresentanti eletti da me sederanno nei banchi della minoranza.

Gli anni che ci aspettano saranno difficili per molti versi: La crisi energetica, le sfide della globalizzazione, i problemi di sostenibilità ambientale, le riforme istituzionali, il precariato sociale, la crisi economica, i flussi migratori, l’invecchiamento della società, le infrastrutture strategiche, l’Alitalia, Napoli, la pressione fiscale e i salari: questi sono solo alcuni dei temi che il prossimo governo dovrà fronteggiare.

La situazione non è di quelle dove si può scherzare. Penso che, nonostante la delusione per la sconfitta elettorale della parte politica da me sostenuta, il fatto che le elezioni abbiano dato un risultato netto sia una buona cosa.

Perso che nulla possa far male al paese in questo momento se non un altro governo con seri problemi di equilibrio interno.

Per affrontare le tematiche dell’attualità occorre infatti, al di fuori degli slogan, un progetto concreto e realistico e la volontà di realizzarlo.

Anche la minoranza dovrà fare la sua parte in parlamento, discutendo i provvedimenti e cercando di far passare le istanze di quella parte del paese che non si sente rappresentata dalla maggioranza.

Tutto questo però, visto la delicatezza dei temi trattati, dovrà rimanere il più possibile nei confini di un dibattito costruttivo.

Non penso che l’Italia possa permettersi un’altra stagione di barricate: questo non vuol dire rinunciare ad opporsi, al contrario, questo vuol dire confrontarsi civilmente avendo come fine unico il bene comune, e non quello di una parte.

E per realizzare tutto questo, come al solito, i politici contano poco. Le persone che siedono in parlamento sono comunque uno specchio della società che rappresentano: la società italiana, negli ultimi dieci anni in particolare, si è polarizzata su due avversi fronti – il che non sarebbe male – ma questi due fronti piuttosto che confrontarsi preferiscono urlarsi reciprocamente contro.

La politica in Italia è diventata, purtroppo, qualcosa di troppo simile ad una partita di pallone. Ciascuno tifa per la propria squadra ed è felice di vedere gli altri perdere. Ho ancora ben presente i festeggiamenti in parlamento alla caduta del governo Prodi, ma non incolpo i politici: sono solo l’inconsapevole specchio della nostra società.

Una società polarizzata in questo modo, nonostante tutte le ampie maggioranze di questo mondo non sarà mai governabile, perché in ogni caso poco meno della metà dei cittadini si opporrà al governo. A prescindere.

Quindi dobbiamo riavvicinarci e tornare a confrontarci, avendo ben in mente che qualunque sia la bandiera che ci portiamo dietro tutti quanti condividiamo la spinta ideale di rendere il nostro paese un posto migliore per tutti. Nessuno qui vuole la rovina vero?

Per questo motivo auguri al nuovo governo e a tutti i cittadini italiani.

Ogni Voto è Utile

Pubblicato il 12-04-2008 da Sergio | Nessun Commento


Ci siamo.

La campagna elettorale è chiusa da qualche ora, tra poco i seggi verranno costituiti e entro una manciata di ore i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per comporre nuovamente il parlamento.

Siamo al cuore della democrazia rappresentativa, l’operazione di voto, nella quale il gruppo degli elettori e chiamato scegliere un partito politico al quale delegare le proprie idee sul governo del paese.

Ogni voto è importante e ogni cittadino fedele al sistema democratico, dovrebbe – in qualunque caso – operare la sua scelta in grado di rappresentarlo al meglio.

Certo: l’attuale legge elettorale non è certamente la migliore possibile, ma in ogni caso è una legge espressione di un precedente governo democraticamente eletto e pertanto non possiamo imputare ad essa il fatto di non essere adeguatamente rappresentati.

Certo: la classe politica non è la migliore possibile anzi, sarà molto semplice vedere nei nostri politici quella “casta” di cui si è tanto parlato nei mesi precedenti, ma in ogni caso…
…ma in ogni caso il voto rimane la parte fondamentale del sistema democratico.

Con il voto si delega il proprio pensiero politico e si sceglie di essere rappresentati: il non voto – in qualunque forma – corrisponde alla libera scelta di non venire rappresentati dal sistema democratico.

Personalmente ritengo la scelta di non essere rappresentati come una sfiducia verso il sistema democratico. Il sistema democratico non è probabilmente il miglior sistema possibile, ma storicamente quando ci si allontana dal sistema, alla fine, si finisce per cadere in nell’autoritarismo: che sia la Francia rivoluzionaria, l’Unione Sovietica, l’Italia Fascista o la Germania Nazista poco cambia.

Inoltre, sarà retorico, ma voglio ricordare che i nostri padri e i padri di chi abita al di la della manica o dell’oceano, hanno versato sangue per garantirci questo semplice diritto.

Certamente, come ho già avuto modo di dire, il sistema della delega nella democrazia non si esaurisce con l’operazione di voto.

Penso che il reale problema della politica nel nostro paese non sia “la casta” dei politici, ma la mancata partecipazione politica della maggior parte dei cittadini al di fuori del voto.

La semplice operazione di “imbrattare una scheda” non esaurisce i nostri doveri di cittadini: bisogna assumersi la responsabilità della delega espressa nella cabina elettorale.

Per far questo occorre partecipare attivamente alla vita politica cercando di fare qualcosa di più rispetto alle lamentele ricordando che le responsabilità dei politici sono molto limitate rispetto a quelle della società.

Quindi, sperando di averti convinto dell’importanza del voto, ti ricordo che, perché il tuo voto venga considerato valido dovrai tracciare un singolo segno su un singolo simbolo, avendo cura di non sconfinare nelle caselle dei simboli adiacenti. Non penso sia difficile, in ogni caso ho messo una immagine qua sopra che dovrebbe chiarire ogni dubbio.

Secondo me anche un bambino dell’asilo sarebbe in grado di votare con queste regole, però dato che c’è chi si preoccupa così tanto della possibilità di errore dalla parte degli elettori ho ritenuto importante ricordarlo in questo post.

Detto questo non mi resta altro che augurarti buon voto!

PS: Dello stesso parere anche Napolux e Giovy

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