Nel Tunnel Delle Virtualizzazioni

Pubblicato il 23-06-2008 da Sergio | 1 Commento

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Come si vede dalla foto qua sopra sono entrato nel tunnel delle virtualizzazioni.

Mentre scrivo questo post stanno girando contemporaneamente le installazioni di un Windows 98 e di un Ubuntu Server (ubuntu è in piena rimonta pur essendo partito notevolmente dopo).

Per chi non sapesse nulla di virtualizzazioni posso riassumere così: con un programma si simula l’hardware di un computer e su questo hardware virtuale si può installare un sistema operativo che si comporterà come se fosse installato realmente su un ferro (più o meno) ma girerà all’interno del sistema operativo che lo ospita: nello screenschot puoi vedere i due installer all’interno di altrettante finestre.

Sono stato scettico fino ad ora sulla reale convenienza di tali sistemi ma, dopo averli provati, ho dovuto ricredermi. I sistemi virtuali sono un ottimo modo per effettuare collaudi senza fare troppi danni (sono infatti facilmente backuppabili) oppure per far girare vecchie applicazioni non più compatibili con i nuovi sistemi (periferiche permettendo naturalmente).

Se ti interessa io sto usando VirtualBox OSE su Kubuntu.

In ogni caso, se ti trovassi anche tu a installare, in una calda notte d’estate, due sistemi operativi su macchine virtuali contemporaneamente, forse è il caso che esci a svagarti un po’.

Seconda Prova Informatica 2008: La soluzione Secondo me

Pubblicato il 20-06-2008 da Sergio | 9 Commenti

Dato che in questi giorni i post sulla maturità degli anni precedenti riscuotono un enorme successo di pubblico (più di un migliaio di visite al giorno in più) anche quest’anno propongo la mia personalissima (e naturalmente semiseria) soluzione della seconda prova per gli istituti Tecnici Informatici.

La prova dovrebbe essere di Sistemi (ai miei tempi sistemi era un’altra cosa…)

Premessa: la prova l’ho trovata sul sito del corriere, ma non sono riuscito a rintracciarla nel sito del Ministero. Se qualcuno del progetto Abacus ha fatto la maturità mi faccia sapere se la prova è quella corretta.

Dunque: quest’anno dobbiamo progettare per una catena di supermercati un sistema informatico per la gestione dei magazzini con annesso un immancabile sistema di ecommerce

Webvan

Facciamo un viaggio nella “paese delle supposizioni assurde” e cominciamo a rispondere alle richieste.

1 Lo schema generale
Dato che non ci sono richieste particolari suppongo che tutti gli uffici e tutti i magazzini siano dotati di computer connessi ad internet, in caso contrario chiamo $Noto ISP e faccio cablare i miei uffici facendo in modo che i la produttività degli impiegati si azzeri istantaneamente.

Già che sono in ballo metto un paio di HotSpot WiFi nei magazzini e compro qualche Tablet PC o, se proprio voglio fare lo sborone, qualche iPhone di cui dotare i magazzinieri.

Il sistema sarà centralizzato in una web farm localizzata da qualche parte tra Bombei e Palo Alto.

In questo modo non dovrò sostenere i costi tecnici dei server, e posso garantire il mio businnes grazie ai piani di Disaster Recovery forniti della web farm.

In questo modo soprattutto posso evitare di rispondere alla seconda domanda…

2 La tipologia di Rete
Vabbè dai giusto un accenno: i magazzini e i supermercati come detto avranno degli hot spot WiFi, gli uffici avranno una normalissima rete locale con NAT… e se proprio si vogliono spendere i soldi firewall, proxy, yada yada.

Le comunicazioni con il server web saranno su protocollo HTTPS: se si vuole fare i paranoici si possono trovare sistemi complessi di autenticazione basati su certificati, PIN e tutto quello che si vuole, ma tanto, alla fine, gli impiegati lasceranno la password scritta su un post-it appiccicato in bella mostra sul monitor.

3 Schemi Logici della base dati
Come al solito la progettazione del database dipende da cosa in effetti deve fare il software.

Dalla traccia

la base di dati deve consentire la memorizzazione delle informazioni relative alle vendite e agli ordini dei prodotti dai vari punti vendita

In pratica mi occorre sapere quanta merce mi è rimasta nel magazzino centrale e quanta nei magazzini dei supermercati e quanta nei supermercati.

Quindi mi servono Prodotti, giacenze, Magazzini, Ordini, Righe d’ordine, Vendite, punti vendita

In più per la parte di ecommerce avrò bisogno delle anagrafiche dei clienti, dati di spedizione, listini…

Vabbè passo al prossimo punto va

4 La soluzione per la gestione via web dell’interfaccia
Qui non ho capito se mi chiedono un bozzetto dell’interfaccia utente o cosa.

Ho sbirciato la soluzione proposta dal corriere e ci ho trovato un pezzo di codice PHP lasciato a metà.

Quindi, non avendo voglia di mettermi a disegnare bozzetti all’una di notte ti posso garantire che l’interfaccia sarà molto 2.0 con tanto di AJAX.

5 Metodologie di Collaudo
- Funziona?
- No!
- Adesso?
- Ancora No!
- E Adesso?
- Si adesso si…
- Bene: non toccarlo più

Tutto questo naturalmente dopo una intensiva serie di prove automatizzate volte a mettere in crisi il database, test di carico per mettere in crisi il server, e ore e ore di lavoro certosino da parte dell’efficentissimo reparto QA delocalizzato in Romania.

6 Analisi di massima dei Costi
Ma veramente volete una analisi di massima dei costi da questo striminzito paragrafo di traccia?

Mi avete detto che volete un ecommerce tra le altre cose: ma cosa vuol dire? Più amazon.com o più TuttoCacciaPescaOnline.tk ?

Non potendo basarmi sulle richieste del cliente mi rifaccio ad un caso storico di una azienda che ha realizzato un progetto simile: webvan.

Quindi diciamo… un miliardo di dollari più IVA :-)

Nel Piccolo e Nel Grande

Pubblicato il 19-06-2008 da Sergio | 4 Commenti

Quello che ti appresti a leggere è un flusso di coscienza, ovvero una raccolta di pensieri grezzi alla rinfusa, quindi non ti aspettare che i paragrafi qui di seguito portino da qualche parte. Sono idee non limate e quindi, per forza di cose, eccessive.

Come saprai, se mi leggi abitualmente, mi sono avvicinato negli ultimi mesi come spettatore più o meno attivo al neonato Partito Democratico.

Ho seguito le fasi della dell’elezione del segretario, poi quelle della campagna elettorale di Walter e , nell’ultimo periodo, mi sono avvicinato ai lavori della sezione locale.

Spesso sento dire che la dirigenza del partito è scollegata dalla base, che i politici di professione ragionano in maniera completamente diversa rispetto ai cittadini coinvolti nella vita politica e altre idee del genere.

Nulla di più falso.

Nella piccola sezione infatti si possono vedere esattamente gli stessi problemi del partito nazionale. Come in una sorta di frattale anche la piccola sezione ha le sue “correnti”, i suoi distinguo, la sua ala intransigente e la sua ala moderata, il gruppo che si oppone a qualsiasi provvedimento e il gruppo mediatore.

Di per se questo non è un problema nel piccolo, come nel grande: l’esistenza di contrasti all’interno di un gruppo basato su un’idea è infatti un segno positivo delle diverse sfaccettature che la stessa idea assume nell’individualità di ciascuno. Un punto essenziale del processo democratico.

Ma così nel piccolo come nel grande la difficoltà è sempre la stessa: non si riesce a fare sintesi dei diversi punti di vista. Il problema sembra essere la persona. Ogni sfaccettatura della stesa idea infatti può essere condizionata da molteplici fattori quali simpatie e antipatie, imperativi morali, incomprensioni, la scarsa capacità di comunicare dalla quale derivano i fraintendimenti, la timidezza, l’audacia, la cocciutaggine e l’ottusità.

Non ho ancora capito se si tratta di un problema di una determinata classe di politici o se si tratta di un problema generale della politica.

Un’altra cosa che mi appare chiara è il salto generazionale. Mi sono trovato, in altre occasioni della mia vita, a vivere un salto generazionale. Gestendo con altre persone determinate realtà: ci siamo trovati ad affrontare determinati problemi per i quali i “vecchi” che ci avevano spiegato il “come si fa” non ci avevano preparati adeguatamente.

Per questo motivo, dovendo affrontare queste impreviste condizioni, non abbiamo avuto modo di formare chi avrebbe dovuto sostituirci. In pratica dopo di noi è saltata una generazione che, senza l’adeguata cura, non si è interessata e non ha capito l’importanza del nostro impegno.

Nella politica Italia è successo qualcosa di simile: la vecchia guardia, trovandosi ad affrontare gli sconvolgimenti degli anni passati non è riuscita a passare il testimone e per questo motivo gli stessi corridori proseguono la corsa vecchi e stanchi.

Come se ne esce? Non penso che la risposta possa provenire dalla mia generazione.

Ho 27 anni e penso di essere politicamente bruciato.

Guardando i maestri di politica sulle quali poggia il mio pensiero vedo nostalgici, sessantottini, antagonisti per forza, disillusi, idealisti di varia sorta, perbenisti, umanisti, ribelli, pacifisti, antiamericani, anticapitalisti, anti imperialisti, anti…

Molto facile capire quindi perché mi solo concessi solo due sentimenti

O la completa disillusione di chi dice “non cambierà mai nulla”
Oppure il folle idealismo di chi vuole cambiare il mondo con la sola forza delle proprie idee.

Ho fiducia in chi verrà dopo di me: credo potrà formarsi meglio, magari appoggiandosi a quella tavola rasa di completa apatia, avvicinandosi alla politica per soddisfare un proprio concreto bisogno (come la necessità di un lavoro tutelato).

Temo di essere d’intralcio al naturale processo che porterà alla morte della vecchia guardia e al germogliare di una nuova classe politica: temo che il mio agire possa in qualche modo portare avanti i concetti predigeriti dalle generazioni che mi hanno preceduto che potranno rovinare la crescita delle idee di rinnovamento necessarie alla politica di questo paese.

Non voglio insomma che il vino nuovo venga messo nelle botti vecchie.

Non penso che la filosofia e la politica si siano esaurite con le idee di socialismo e nazionalsocialismo, comunismo, l’umanismo e liberalismo.

Penso che ci sia ancora parecchia strada davanti a noi e penso che possano esserci nuove fantastiche idee fuori dalla scatola ancora da pensare.

Conservo tutto sommato una discreta fiducia nel processo di cambiamento radicale che sta affrontando nel piccolo la nostra nazione e nel grande il nostro intero pianeta ma, per quanto mi riguarda, penso di voler concentrare il mio sforzo sulle azioni piuttosto che sulle discussioni.

Come dicevo: se vuoi cambiare qualcosa cambia tu stesso!

Yes you can!

Europei 2008 l’Italia Passa il Turno

Pubblicato il 18-06-2008 da Sergio | Nessun Commento

Non avevo ancora dedicato un post alle prestazioni della nostra nazionale di calcio agli europei e quindi posso evitare di dovermi rimangiare aspri commenti sul CT, sulle convocazioni e sulla squadra che proprio quest’anno non va.

L’Italia ha passato il turno battendo ancora una volta i cugini d’oltralpe. Due i gol: il primo un nettissimo calcio di rigore con tanto di espulsione che a lasciato la squadra francese in dieci a metà del primo tempo, il secondo una sorta di autorete su punizione.

Una grande prestazione? Non proprio. Diciamo pure una buona dose di fortuna.

Ma non è stato tutto “merito” italiano il passaggio del turno: infatti negli stessi minuti in cui si consumava la disfatta francese su un campo vicino stava avvenendo un vero colpo di teatro.

La Romania, che si giocava il passaggio del turno in quella che poteva essere la partita della vita per molti dei suoi giocatori affrontava l’Olanda qualificata e matematicamente capolista in una partita dove quest’ultima aveva solo da perderci.

Eppure per una strana coincidenza cosmica, per una sorta di deus ex machina è avvenuta una svolta talmente inaspettata che, se scritta in una sceneggiatura, sarebbe risultata eccessivamente inverosimile. L’Olanda ha battuto la Romania per due reti a zero.

L’Italia di Donadoni si è quindi trovata inaspettatamente ai quarti di finale e dovrà ancora dimostrare di esserselo meritato nella prossima partita contro la Spagna.

Per quanto mi riguarda sono felice: grazie a questa serie di fortunati eventi avrò infatti l’occasione di vedermi 90 minuti di calcio facendo casino davanti ad un maxischermo nella più classica delle liturgie estive italiane!

Scaricate, Scaricate e Scaricate!

Pubblicato il 16-06-2008 da Sergio | Nessun Commento

Oggi Firefox vuole entrare nel Guinnes dei primati come il software più scaricato in 24 ore: dagli una mano!

Oggi infatti esce Firefox 3.0, la nuova eccezionale versione del browser di punta di casa Mozilla nonché mio browser preferito.

Firefox 3.0 porta l’esperienza della navigazione online un passo avanti.

Dato che la beta di questo nuovo browser è inclusa di serie nell’ultima versione di kubuntu, è già parecchio tempo che posso sperimentare i suoi vantaggi.

Quello che mi piace di più della nuova versione è la barra degli indirizzi in grado di adattarsi alle abitudini di chi la usa. Ora mi basta digitare g e la barra mi propone gmail, k e mi viene proposta la pagina di amministrazione del mio blog, f e compare la mia pagina di facebook.

Ma il nuovo Firefox naturalmente non si ferma qui: dovrebbero esserci infatti circa 15.000 migliorie in grado di rendere la navigazione più sicura, produttiva e piacevole.

E già che ci sei perché non scaricare anche il mio piccolo plugin per firefox? Si tratta dell’OPML Reader, che rende il browser in grado di leggere gli Elenchi di Feed condivisi su un sito internet (come quelli presenti sul mio sito).

Nonostante si tratti di un piccolo plugin, compatibile ancora con pochi siti, sono ben felice che ci siano più di 600 utenti che lo tengono installato (secondo le statistiche raccolte da Mozilla Foundation).

Il mio plugin è compatibile con le ultime versioni di firefox, e quindi contribuisci a battere anche il mio record di installazioni giornaliere :-)

Regno d’Italia: Anno del Signore 1542

Pubblicato il 13-06-2008 da Sergio | 2 Commenti

Il regno d\'Italia nel 1542
Siamo nel pieno della controriforma: i movimenti religiosi che vogliono allontanarsi dal Papa stanno insanguinando il regno e le colonie con le loro violente rivolte. Da più parti i missionari e gli inquisitori cercano di riportare gli eretici sulla retta via.

Il Sacro Romano Impero guidato dall’Austria è frammentato più che mai in piccoli litigiosi stati che, con la loro debolezza, hanno favorito il dominio Inglese, Francese e Spagnolo su gran parte del continente e delle colonie.

L’impero Ottomano ad est rimane una minaccia incombente mentre a sud l’Africa inesplorata è una terra di opportunità alla portata dei nostri coloni più temerari.

L’anno è il 1542, ed è questo lo scenario nel quale il regno di Milano è riuscito a unire l’Italia!

Il sud è ancora indipendente in mano al regno di Sicilia mentre Sardegna e Corsica sono indipendenti.

Venezia, oramai in declino è stretta dall’impero Austriaco che mantiene saldo il controllo su Trento e Treviso, mentre il Tirolo è conteso.

In compenso l’impero italico ha allargato i suoi confini annettendosi la Svizzera e parte della Francia, oltre che alcune regioni della Danimarca conquistate 30 anni prima in una guerra contro i paesi scandinavi.

E non poteva mancare il posto al sole sulla costa ovest dell’Africa.

Questa è la descrizione della mia attuale partita a Europa Universalis 3.

Ho ripreso a giocare con questo fantastico titolo strategico in seguito all’uscita di In Nomine.

In Nomine aggiunge parecchia profondità al gioco, ponendo un accento molto più marcato sulle religioni, e introducendo un sistema di missioni che rendono il gioco più storicamente verosimile.

L’unificazione d’Italia, ad esempio, non è avvenuta completamente sulla punta della lancia, ma è stata frutto di una lunga e complessa trattativa diplomatica che ha permesso di annettere lo stato pontificio, già vassallo in seguito ad una precedente guerra.

EU3 come tutti i giochi paradox, o si ama o si odia. Il sistema di gioco è verosimile e quindi le guerre non sono semplici campagne di conquista, ma operazioni volte a mettere in ginocchio lo stato avversario (e la sua alleanza). Solo una volta ottenuto il collasso del sistema militare avversario infatti sarà possibile negoziare una tregua vantaggiosa.

E oltre a questo naturalmente ci sono spie, colonie, religioni, ricerca tecnologica, commercio, pirati, ribelli…

Un particolare accento sui ribelli: con In Nomine i ribelli hanno una causa. Non si tratta infatti di semplici persone scontente del tuo modo di governare, ma di nazionalisti, contadini oppressi in cerca di diritti, fanatici religiosi, coloni in cerca di indipendenza o altro.

Non tutte le ribellioni quindi andranno stroncate allo stesso modo e, in diversi casi, conviene scendere a patti.

Un gioco completo che a dispetto della sua mancanza di spettacolarità grafica (una mappa piena di omini) lascia pieno spazio alla fantasia per chiunque voglia provare a riscrivere la storia!

Il Nuovo iPhone

Pubblicato il 09-06-2008 da Sergio | 2 Commenti

Negli ultimi giorni sono stato particolarmente distratto e ho trascurato quasi completamente il mondo online, quindi questa sera, dopo la fallimentare partita della nazionale, ho potuto leggermi sia le anticipazioni che le cronache del WWDC.

L’attesa rivelazione del keynote di Steve Jobs di oggi è stato appunto l’annunciato nuovo iPhone.

Non ho ancora visto il video della presentazione, ma da quello che ho letto in giro il nuovo iPhone costerà meno funzionerà meglio.

Innanzi tutto avrà il tanto atteso GPS che insieme alle mappe di Google, a patto di avere una connessione ad internet (o qualcosa tipo Google Gears) permetterà di avere un fantastico navigatore satellitare.

Finalmente sarà distribuito anche in Italia: dal 11 Luglio sarà possibile comprare questo bellissimo gadget nel nostro paese tramite TIM o Vodafone.

Bhe: sembra che alla fin fine l’attesa per il telefonino di Apple sul mercato Europeo non sia stata del tutto vana: a quanto pare ci troviamo di fronte ad un articolo molto più adatto al nostro mercato rispetto alla prima versione.

Pensi di comprarlo?