
Negli ultimi mesi mi capita spesso di ripensare alla mia esperienza in rete.
Ho cominciato ad usare internet appena prima della bolla speculativa della New Economy. I modem erano a 56k, Napster era ancora in la a venire così come Google (“si bambini” disse il vecchio “c’è stato un periodo prima di Google”).
La connessione era fornita da piccoli e costosissimi provider e in più si pagava anche il costo della telefonata urbana e il telefono rimaneva occupato quando si era connessi (ok questo succede ancora oggi per parecchi italiani…) e per questo motivo ci si connetteva spesso di notte quando le tariffe erano più ridotte. In ogni caso non si passava molto tempo online.
Non c’erano i blog e i siti personali erano per lo più insiemi di pagine HTML scritte e aggiornate a manina.
Per movimentare le pagine si usavano le Gif animate e per aggiungere il sonoro si avevano a disposizione solo i Midi o piccolissimi waw mandati in loop.
Mantenere un proprio spazio online non era cosa da poco: su quasi ogni sito era presente una iconcina con scritto “Under Costruction” e possibilmente una data di ultimo aggiornamento.
Lo spazio sui server era limitato a pochi mega così come la banda.
Eravamo meno: per avere internet bisognava essere veramente appassionati. Come già detto ci si connetteva per poco tempo e quindi trovare altre persone online era abbastanza raro.
Le comunicazioni sincrone erano più rare: di solito ci si metteva d’accordo per incontrarsi in un determinato canale IRC ad una determinata ora.
Le comunicazioni asincrone richiedevano più tempo: non ci si connetteva tutti i giorni e quindi non era scontato pensare di ricevere la risposta ad una email o ad un messaggio in BBS/Newsgroup nel giro di 24 ore.
Per questi e per altri motivi in quegli anni la comunità si era auto educata a seguire un insieme di regole chiamato Netiquette. Tutti conoscevano le regole e tutti le rispettavano a parte qualche occasionale niubbo e naturalmente i Troll.
Era vitale scambiare informazioni nel minore numero di passaggi possibile dato che ogni passaggio era costoso in termini di tempo e denaro.
Era bellissimo. Faticoso ma bellissimo.
Si aveva la chiara percezione di comunità: si era tutti diversi, tutti unici, ognuno aveva le sue idee ma insieme si collaborava a tenere in piedi uno splendido spazio di libertà, espressione e condivisione. Ognuno era conscio della fatica e del costo dell’essere e per questo suppongo c’era molto più rispetto reciproco (sempre escludendo i Troll naturalmente).
In tutti questi anni la rete è divenuta un fenomeno di massa, estremamente semplice, gli spazi di espressione si sono moltiplicati all’infinito e non costa più alcuna fatica prendere parte alla conversazione.
Per quella che è la mia esperienza la comunicazione ne ha risentito parecchio. Si scrive peggio e si legge meno. Si fraintende spesso il contenuto dei messaggi, si prende sul serio ogni battuta ogni battuta sarcastica sprovvista di
E non sto parlando degli altri, dei niubbi: parlo di me! Sono io il primo a scrivere peggio, a leggere male e a fraintendere.
Ho l’impressione che ci stiamo lentamente trasformando tutti quanti in un branco di troll.
Mi mancano tantissimo quegli anni dove comunicare su internet era difficile ma intenso.
In questi momenti mi vien voglia di spostare tutto il blog su gopher: chi avrebbe il coraggio di seguirmi?