Kiva: Il Circolo Virtuoso Continua

Pubblicato il 30-08-2008 da Sergio | 2 Commenti

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Kiva - loans that change lives

Kiva, il progetto di microcredito nel quale finisce una parte dei (pochi) dollari che riesco a fare con questo blog continua a funzionare alla grande.

Proprio oggi due dei progetti che avevo contribuito a finanziare si sono chiusi positivamente e quindi i fondi che avevo stanziato un anno fa sono ritornati sul mio conto kiva.

Naturalmente, con quei soldi, ho deciso di contribuire a finanziare tre nuovi progetti
Veysal Guliyev: Tassista e rifugiato dall’Azerbaijan.
Kodzo Senyo Ekpon: commerciante di pezzi di ricambio per auto in Togo.
Nasim Kosimov: commerciante di vestiti in Tajikistan

al momento in cui scrivo questo post tutti e tre i progetti sono ancora aperti. Per entrare in un progetto basta un account paypal e 25$ (circa 17 euro) che non saranno a fondo perduto ma prestati per un anno.

10 Film per Prepararsi ad una Nuova Guerra Fredda

Pubblicato il 29-08-2008 da Sergio | 4 Commenti

Seguendo le notizie degli ultimi giorni si è tornati a respirare un’aria che non si sentiva da tempo.
Sembra che il vento del cambiamento abbia smesso di soffiare e dopo una breve vacanza USA e URSS (a voler essere politically correct dovrei dire USA e Russia) abbiano ripreso a guardarsi in cagnesco.

Infatti in seguito al riconoscimento da parte della Russia dell’indipendenza delle regioni secessioniste Georgiane il mar nero è ritornato ad essere un luogo di confronto per le due superpotenze.

Per prepararci alla nuova guerra fredda ho pensato di selezionare 10 film che colgono alla perfezione questo ritrovato clima di pace, serenità e fratellanza mondiale.

Wargames
Negli anni ’80 un ragazzino smanettone rischia di far scoppiare la terza guerra mondiale dopo aver sfidato un computer della difesa a “Guerra Termonucleare Globale”. Una immagine fedele del mondo dell’informatica e dei primi giochi online. Se vostro figlio gioca tutto il giorno a World Of Warcraft infondo non può fare così tanti danni!

The Day After
Una ricostruzione quasi documentaristica degli effetti di una guerra atomica. Il film è parecchio forte e gli effetti delle radiazioni sono riportati con crudezza e realismo.

Thirteen Days
Durante l’amministrazione Kennedy i sovietici hanno avuto la brillante idea di installare dei missili nucleari a Cuba. La crisi che ne è scaturita ha portato il mondo sull’orlo di una guerra nucleare. Questa fedele ricostruzione storica coglie perfettamente la tensione diplomatica nell’era atomica.

Caccia a Ottobre Rosso
La nuova arma segreta sovietica potrebbe è un sottomarino in grado di fuggire ai sonar: ma quando il suo capitano decide di disertare e consegnarsi agli stati uniti ne scaturisce una partita a scacchi di proporzioni atlantiche. Una curiosità: fate caso a come si chiama l’ufficiale politico!

Spy game
La storia degli Stati Uniti vista dagli occhi di due agenti della CIA: dal Vietnam a Berlino per finire in medio oriente e Cina.

k-19
Un’altra storia vera: su un sottomarino russo avviene un incidente al reattore nucleare durante la navigazione artica. Una tragedia in tempo di “pace”.

Allarme Rosso
Un ultimo film di sottomarini: questo ambientato dopo il collasso dell’unione sovietica. Dei ribelli russi si sono impossessati di alcuni missili nucleari e gli stati uniti muovono dei sottomarini per disarmarli. Ma non tutto va per il verso giusto…

A prova di errore
Prima dei missili l’equilibrio del terrore era mantenuto con i bombardieri a lungo raggio. Per una serie di errori ad uno di questi bombardieri viene ordinato di bombardare Mosca.

Il Dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba
Un generale americano, in preda ad un raptus di follia, ordina ai bombardieri nucleari di attaccare. In questa parodia della guerra fredda diretta dal maestro Kubrick abbiamo occasione di farci due risate con personaggi caricaturali come il pilota con cappello da Cow Boy che cavalca la Bomba, il dottor stranamore evidente ex nazista e il presidente sovietico dipinto come un ubriacone.

Spie Come Noi
Per concludere un film decisamente più leggero: due improbabili spie vengono inviate come esche in Pakistan mentre alle loro spalle viene tessuto un articolato complotto a base di armi nucleari e sistemi di difesa. L’unico film che mi ricordi dove si parla di scudo stellare.

Dieci film forse sono pochi… tu quali altri film consigli?

La Russia mette in guardia la Moldavia dall”errore Georgiano”

Pubblicato il 26-08-2008 da Sergio | 1 Commento

Dal mio aggregatore di notizie dall’est Europa è saltata fuori questa agenzia.

Il presidente russo e quello moldavo hanno riaperto oggi un tavolo per negoziare chiarire meglio i termini dell’autonomia Transnistra e questa volta la Russia gioca in vantaggio: la NATO infatti, sembra non avere più voce in capitolo.

Visto l’atteggiamento risoluto di Medvedev sembra chiaro come la Russia voglia riconsolidare il proprio potere non solo sulla regione del mar Caspio, ma anche sul confine dell’Unione Europea.

La situazione Transnistra, congelata dagli anni novanta, potrebbe quindi riscaldarsi in conseguenza agli a quello che sta accadendo in questi giorni nelle regioni indipendenti Georgiane di Abkhazia e Ossetia del Sud.

Come già dicevo, visto dalla Moldavia il conflitto in Georgia sembrava molto vicino, però non mi aspettavo certamente una ripercussione così rapida sulla situazione Transnistra

Pensavo, nella mia ingenuità, che la Moldavia fosse troppo piccola, distante e strategicamente poco importante per il gigante Russo.

Continuerò naturalmente a tenere d’occhio la situazione, magari cercando di raccogliere qualche testimonianza diretta dai ragazzi che ho conosciuto durante il mio ultimo viaggio.

Spero veramente che tutto proceda per il meglio.

Due Parole Sulle Olimpiadi Di Pechino

Pubblicato il 25-08-2008 da Sergio | 1 Commento


In un tripudio di fuochi d’artificio e coreografie di massa si sono concluse oggi le olimpiadi più controverse dalla fine della guerra fredda.

Nello scenario cinese tristemente famoso per le sue contraddizioni che vanno dalla violazione dei diritti umani alla questione tibetana lo svolgimento di questo importantissimo evento sportivo sembrava quantomeno inadeguato.

Da più parti infatti si sono accusati gli atleti per non aver protestato, i comitati nazionali per non aver boicottato, il comitato olimpico di non aver vigilato e la politica di non aver reagito.

Tutto vero: l’attuale condizione cinese non è negabile. Però è da sognatori aspettarsi che una olimpiade possa cambiare qualcosa.

Non penso che qualunque eclatante gesto avrebbe potuto significare qualcosa: spesso in questi mesi si sono ricordati i boicottaggi incrociati di Unione Sovietica e Stati Uniti nelle rispettive olimpiadi di Mosca 80 e Los Angeles 84. Gesti eclatanti di un mondo diviso in due blocchi contrapposti.

La Cina oggi non è un blocco contrapposto al così detto occidente. La Cina è un partner commerciale e un mercato potenziale. Le condizioni lavorative al limite dello schiavismo praticate in quella nazione sono alla basa del nostro potere di acquisto.

Per questo motivo, contrariamente allo scenario dei due blocchi contrapposti tutti si sentono (o sarebbe meglio dire ci sentiamo) con le mani legate di fronte a questa situazione.

Possiamo protestare, fraternizzare, puntare i riflettori… ma il processo che porterà alla democrazia cinese sarà lungo, forse più della produzione di Chinese Democracy da parte dei Guns n Roses, e certamente porterà ad un nuovo assetto del nostro sistema produttivo.

In conclusione, non sono molto sicuro che l’egoismo occidentale sarà disposto ad accettare di privarsi di alcuni lussi per garantire i diritti umani dall’altra parte del mondo. Le anime candide che oggi si stracciano le vesti per il Tibet, domani saranno disposte ad accettare i sacrifici causati dalla rivoluzione?

Con questo non voglio certamente giustificare lo sfruttamento del lavoro, anzi, voglio solamente indicare come nella storia umana il benessere di una piccola parte sia sempre stato a discapito di una parte più ampia della popolazione. Gli schiavi in Egitto, a Roma e in America, le colonie, gli operai nell’800…

Nel mondo odierno globale il nostro benessere viene progettato in California e assemblato in Cina.

E questo non possiamo nascondercelo.

Quindi? Il problema sono le olimpiadi?

[Foto di Theo W L Jones]

Si Stava Meglio Quando Si Stava Meglio

Pubblicato il 22-08-2008 da Sergio | 8 Commenti

dont'feed the troll

Negli ultimi mesi mi capita spesso di ripensare alla mia esperienza in rete.

Ho cominciato ad usare internet appena prima della bolla speculativa della New Economy. I modem erano a 56k, Napster era ancora in la a venire così come Google (“si bambini” disse il vecchio “c’è stato un periodo prima di Google”).

La connessione era fornita da piccoli e costosissimi provider e in più si pagava anche il costo della telefonata urbana e il telefono rimaneva occupato quando si era connessi (ok questo succede ancora oggi per parecchi italiani…) e per questo motivo ci si connetteva spesso di notte quando le tariffe erano più ridotte. In ogni caso non si passava molto tempo online.

Non c’erano i blog e i siti personali erano per lo più insiemi di pagine HTML scritte e aggiornate a manina.

Per movimentare le pagine si usavano le Gif animate e per aggiungere il sonoro si avevano a disposizione solo i Midi o piccolissimi waw mandati in loop.

Mantenere un proprio spazio online non era cosa da poco: su quasi ogni sito era presente una iconcina con scritto “Under Costruction” e possibilmente una data di ultimo aggiornamento.

Lo spazio sui server era limitato a pochi mega così come la banda.

Eravamo meno: per avere internet bisognava essere veramente appassionati. Come già detto ci si connetteva per poco tempo e quindi trovare altre persone online era abbastanza raro.

Le comunicazioni sincrone erano più rare: di solito ci si metteva d’accordo per incontrarsi in un determinato canale IRC ad una determinata ora.

Le comunicazioni asincrone richiedevano più tempo: non ci si connetteva tutti i giorni e quindi non era scontato pensare di ricevere la risposta ad una email o ad un messaggio in BBS/Newsgroup nel giro di 24 ore.

Per questi e per altri motivi in quegli anni la comunità si era auto educata a seguire un insieme di regole chiamato Netiquette. Tutti conoscevano le regole e tutti le rispettavano a parte qualche occasionale niubbo e naturalmente i Troll.

Era vitale scambiare informazioni nel minore numero di passaggi possibile dato che ogni passaggio era costoso in termini di tempo e denaro.

Era bellissimo. Faticoso ma bellissimo.

Si aveva la chiara percezione di comunità: si era tutti diversi, tutti unici, ognuno aveva le sue idee ma insieme si collaborava a tenere in piedi uno splendido spazio di libertà, espressione e condivisione. Ognuno era conscio della fatica e del costo dell’essere e per questo suppongo c’era molto più rispetto reciproco (sempre escludendo i Troll naturalmente).

In tutti questi anni la rete è divenuta un fenomeno di massa, estremamente semplice, gli spazi di espressione si sono moltiplicati all’infinito e non costa più alcuna fatica prendere parte alla conversazione.

Per quella che è la mia esperienza la comunicazione ne ha risentito parecchio. Si scrive peggio e si legge meno. Si fraintende spesso il contenuto dei messaggi, si prende sul serio ogni battuta ogni battuta sarcastica sprovvista di :-)

E non sto parlando degli altri, dei niubbi: parlo di me! Sono io il primo a scrivere peggio, a leggere male e a fraintendere.

Ho l’impressione che ci stiamo lentamente trasformando tutti quanti in un branco di troll.

Mi mancano tantissimo quegli anni dove comunicare su internet era difficile ma intenso.

In questi momenti mi vien voglia di spostare tutto il blog su gopher: chi avrebbe il coraggio di seguirmi?

Mediaset vs YouTube Secondo Me

Pubblicato il 21-08-2008 da Sergio | 3 Commenti

Uno dei temi del momento è la causa milionaria intrapresa da Mediaset contro YouTube.

Grazie al lavoro di Matteo (al quale va tutta la mia ammirazione tecnica) Mediaset ha potuto reclamare, dati alla mano, i suoi diritti contro la grande G.

Da più parti nella rete (aka Grillo e Grillini) si sono levate voci di scandalo e di vergogna che prospettando una censura della rete dalla parte del biscione.

Cominciamo con il chiarire una cosa: Mediaset ha il pieno diritto di reclamare i diritti su quello che ha prodotto e che viene distribuito a sbaffo su YouTube.

Però…
Però non mi sembra che mediaset sia il primo network televisivo a scontrarsi con YouTube. Per quanto ne so la soluzione è sempre stata la rimozione da parte degli amministratori di ogni video caricato senza diritti.

Ad esempio, per un determinato periodo è stato parecchio difficile reperire filmati del Saturday Night Live dato che puntualmente venivano rimossi (ora la situazione sembra cambiata).

Il sistema funziona anche troppo. Per fare un esempio: proprio oggi abbiamo scoperto che YouTube ha bannato dal canale aziendale dove lavoro alcuni video musicali realizzati da noi e per i quali avevamo ricevuto autorizzazione di pubblicazione da parte dei clienti.

Quindi, non vedo il perché di questa causa, e penso che il tutto si risolverà con l’eliminazione dei video incriminati o poco più.

Un’altra cosa che non capisco è come mediaset pretenda di calcolare il danno subito. Se ho capito bene si parla di ore di trasmissione (e introiti pubblicitari derivanti) persi. Ma Mediaset ha 3 televisioni e in una giornata ci sono 24 ore: quando sarebbero dovute andare in onda queste “repliche” per le quale si accusa youtube di danno? Mediaset non li avrebbe mai fatto tutti quei soldi rimandando in onda il suo archivio… o sbaglio?

Per quanto mi riguarda Mediaset ci rimette portando avanti una simile azione. Io non guardo praticamente mai la TV però, seguendo i consigli dei miei amici, ho “recuperato” diversi spezzoni di trasmissioni mediaset tramite YouTube (in particolare Mai Dire Martedì). In qualche modo, quindi, pur tenendo la televisione spenta sono entrato in contatto con le trasmissioni mediaset.

Quando Mediaset eliminerà i suoi video da YouTube io smetterò definitivamente di guardare i suoi programmi. Quindi, ora un martedì sera non avendo nulla da fare potrei decidere di guardare “Mai Dire Martedì” dato che ho visto alcuni video simpatici su YouTube. In futuro invece guarderò altro.

Nella mia esperienza una volta assaggiato il sistema di YouTube, il video on Demand e il VidCast non ho più intenzione di tornare ad accettare il dominio di un palinsesto. Se voglio vedere una trasmissione (o uno spezzone della stessa) voglio decidere io quando cominciare, quando interrompere e quando riprendere, a seconda del mio tempo libero.

YouTube è sterminata e anche se non ci fossero i video “rubati” alle televisioni l’offerta sarebbe comunque vastissima e di buona qualità.

Certo: “l’uomo che usciva la gente” è molto divertente, ma personalmente mi diverto di più con le avventure di Chad Vader.

Quindi cosa aggiungere? Grazie Mediaset che hai deciso ripulire YouTube dai tuoi video generalisti e banali lasciando più spazzio all’enorme massa di video User Generated che aspettano solo di essere scoperti dagli spettatori.

Extinction never felt so good!

When The Bear Broke Free

Pubblicato il 20-08-2008 da Sergio | 3 Commenti

Un Simbolo sovietico su un rubinetto del gas
L’aggressione russa alla Georgia è stato uno degli avvenimenti più sconvolgenti di questo mese.

Ho vissuto le prime drammatiche ore dell’attacco dalla Moldavia, leggendo le notizie attraverso internet e discutendo con i locali. Nonostante la Moldavia sia geograficamente a distanza di sicurezza dalle zone del conflitto quelle notizie sono diventate subito il centro di quasi tutte le discussioni.

La Moldavia infatti è un ex paese dell’unione sovietica e, come la Georgia, ha al suo interno una regione a statuto autonomo, o per meglio dire una nazione non riconosciuta, fedele a Mosca.

Infatti anche nella piccolissima e poverissima Moldavia esiste questo fazzoletto di terra chiamato Transnistria che dalla dissoluzione dell’URSS si è dichiarato unilateralmente indipendente e, con l’appoggio di Mosca, ha instaurato un regime separatista.

Per rendere l’idea la bandiera Transnistra ha ancora la falce e il martello, nelle piazze ci sono statue di Lenin e soprattutto l’esercito russo è tuttora presente.

La Transnistria così come l’ossezia del sud o l’Abkhazia sono eredità dell’unione sovietica che la Russia ora può sfruttare per accrescere la sua egemonia sulla regione.

Durante il periodo sovietico (ma anche prima) infatti, per accrescere la coesione e placare i conflitti etnici di un così eterogeneo impero è stato attuato un processo di russificazione: sono state imposte lingua e cultura russa, sono state fatte affluire molte famiglie di “etnia” russa e, in taluni casi, sono avvenute deportazioni in massa delle etnie autoctone.

In pratica tutto il territorio sovietico è stato uniformato. Ed effettivamente incontrando gli anziani moldavi ci si rende subito conto di quali segni ha lasciato questo processo. Un anziano abitante del villaggio mi ha raccontato di come abbia passato gran parte della sua giovinezza nella marina sovietica, vedendo le foto e i documenti di un anziano professore di geografia si potevano vedere ovunque falce e martello e scritte in cirillico e, per fare un esempio più stupido, la scatola di paté di carne che mangiavamo a pranzo (o almeno provavamo) oltre ad essere scritta in cirillico recava in bella mostra una immagine del Cremlino sull’etichetta.

Come analizza correttamente Vortexmind la fine dell’unione sovietica non è stata la fine dell’egemonia russa. Se dal punto di vista degli armamenti non hanno mai abbassato la guardia allo stesso modo non hanno mai cambiato orientamento dal punto di vista politico e culturale.

L’effetto russo sulle nazioni ex sovietiche è percepibile: basta guardare le vetrine dei negozi o accendere una radio e ci si rende subito conto di essere ancora dall’altra parte della cortina di ferro.

A questo si aggiunge che spesso le identità nazionali delle nuove repubbliche sono al quanto precarie nonostante il grande spirito nazionalista di quasi tutte le nazioni. Per esempio in Moldavia c’è praticamente un solo eroe nazionale Stefano il grande raffigurato su tutte le banconote oltre che nella statue e nei musei.

Politicamente poi questo ha effetti ancora più devastanti: se pensiamo alle ultime presidenziali ucraine sfociate nella rivoluzione arancione e all’avvelenamento di Yushchenko probabilmente per mano russa è facile capire come Mosca non voglia certo stare a guardare.

La guerra in Ossezia per quanto possa sembrare imprevista è una diretta conseguenza di una lenta escalation nei conflitti tra Georgia e regioni separatiste: me ne ero già occupato tempo addietro.

La Russia quindi sta riprendendosi con metodi politici o con altri mezzi quello che considera suo: ha il pieno interessa a non lasciar troppo margine di manovra alle repubbliche indipendenti. Penso quindi che nella regione compresa tra i confini dell’unione europea e il mar Caspio la situazione potrebbe riscaldarsi a meno che il blocco occidentale non decida di mettersi di traverso.

Ritorno a Casa

Pubblicato il 18-08-2008 da Sergio | 3 Commenti

Io che prendo l\'acqua al pozzo

Sono rientrato venerdì scorso dal mitico viaggio in Moldavia.

Come al solito, al rientro da questo genere di esperienze mi ritrovo con sommerso da un’onda di sentimenti e pensieri.

Una esperienza semplicemente indimenticabile: 15 giorni intensi nel quale mi sono trovato a vivere in una realtà radicalmente differente da quella che vivo ogni giorno.

Dormire in terra, prendere l’acqua al pozzo, lavorare con lentezza, festeggiare ogni occasione circondato da persone semplici e ospitali: mai avrei pensato di sentirmi a casa in una condizione del genere.

Ripenso anche ai miei compagni di avventura con i quali ho condiviso questi momenti. Incredibile pensare che un gruppo di estranei possa diventare una squadra affiatata e fraterna in così poco tempo. Spero che la quotidianità non ci divida.

Per il resto sono a casa.

Senza troppa voglia sto riprendendo in mano le redini, leggendo gli innumerevoli feed e rispondendo alle svariate email che si sono accumulate in questi giorni.

Si ricomincia insomma!