Se Pensate che l’Istruzione sia Costosa Provate l’Ignoranza
Pubblicato il 31-10-2008 da Sergio | 2 CommentiBentornato nel Mio blog. Se trovi queste pagine interessanti abbonati gratuitamente tramite RSS feed o tramite Email!
Oggi mentre andavo a “contare i denti ai francobolli” mi sono trovato circondato da una insolita folla.
Scendendo alla stazione di Lanza tutto intorno a me si trovavano adolescenti, ragazze e ragazzi della mia età o poco meno, adulti, bambini vestiti in modi diversi, con pettinature radicalmente opposte, ma con un chiaro obbiettivo comune: protestare contro i tagli all’istruzione.
La riforma della scuola, spinta da tagli di bilancio, reintrodurrà il maestro unico, il voto in condotta, il grembiule e il calamaio al posto del PC riducendo il numero di docenti e conseguentemente il tempo scuola.
Leggendo la mia soggettiva descrizione della riforma è facile capire come oggi, in occasione dello sciopero della scuola, in piazza ci siano andati un po’ tutti: estrema sinistra ed estrema destra, professori e maestre, bidelli e personale di segreteria, studenti e genitori.
Probabilmente tutte le persone che oggi erano in piazza, e io che invece ero al lavoro abbiamo frainteso questa riforma dato che siamo faziosi e se non capiamo come il taglio di risorse economiche possa migliorare l’insegnamento infondo è solo perché non vogliamo capire.
Probabilmente mi sfugge qualcosa: ma io questa ricetta per migliorare la scuola più la leggo, più non la capisco. Sostituire tempo scuola con doposcuola, sostituire i professori di lingua con maestri unici – che in molti casi non sanno l’inglese – non migliorerà certo le cose.
Ma infondo non è un mio problema no? Io le scuole le ho finite da un pezzo e mi hanno dato fortunatamente molto: mi hanno dato la voglia e le basi per continuare a studiare e a migliorarmi indipendentemente dal conseguimento di titoli di studio.
I tagli nella scuola, in particolare in quella elementare hanno l’innegabile vantaggio di non essere immediatamente verificabili: solo tra 13 anni quando gli studenti di prima elementare di quest’anno conseguiranno un diploma potremo valutare i veri effetti di questa riforma. Non saranno i voti della maturità ma il numero di diplomati che riuscirà a trovare lavoro e si renderà produttivo. Per chi andrà avanti ci saranno ancora 3/5/7 anni di università ma poi prima o poi qualcuno valuterà se tutto questo tempo scuola è servito a qualcosa.
In questi 13 anni ci saranno molte altre riforme della scuola e quindi gli effetti di questa riforma si mischieranno a quelli delle altre, come è successo nei miei anni di scuola.
Ed è giusto così: il mondo cambia e la scuola si deve adattare rapidamente: è giusto che ogni governo decida di conseguenza quanto e come “scommettere” sulla scuola.
Se le risorse risparmiate nella scuola serviranno a far riprendere l’economia o a innescare qualche meccanismo virtuoso è probabile che questa riforma si riveli alla fine giusta.
Ma allo stesso modo in una democrazia un governo non può semplicemente andare avanti ignorando le opposizioni e le minoranze: certo non deve farsi dettare l’agenda da chi protesta, dato che non basta protestare per avere ragione, ma non può neanche andare avanti ignorando tutto e tutti come se si stesse dirigendo una fabbrica.
La democrazia è condivisione di responsabilità: le responsabilità delle azioni di ogni governo ricadono su tutti i cittadini: non è colpa della “sinistra” o della “destra”: se la sovranità appartiene al popolo, anche le responsabilità sono del popolo.
E quindi chi oggi è sceso in piazza causando disagi, come ne ha causati a me che mi son dovuto fare qualche chilometro a piedi sotto la pioggia – indipendentemente dal fatto che abbia ragione o torto – si sta prendendo le proprie responsabilità di fronte ad un governo democraticamente eletto che prende decisioni impopolari (come d’altronde deve) senza fornire le adeguate giustificazioni.
Lo so che non la pensiamo tutti allo stesso modo, e naturalmente quello che ho scritto qua sopra sono solo mie opinioni. Per questo i commenti sono aperti: cerchiamo di tenere toni pacati e di confrontarci.
PS: il titolo del post l’ho rubato ad un cartello del corteo di Bergamo, chi ha scritto il cartello a sua volta ha rubato la frase a Derek Bok


