Aggiornato 14/04/09
Oggi c’è stato parecchio casino nella capitale moldava.
In seguito all’ennesima vittoria dei comunisti alle elezioni parlamentari (50% rispetto al 12% del secondo e terzo partito) circa 30.000 persone (10.000 secondo la questura) hanno occupato la piazza (più che una piazza uno stradone) antistante al parlamento nella capitale Chisinau (che fa in tutto 700.000 abitanti).
I manifestanti – per lo più studenti giovani e giovanissimi – chiedono a gran voce il riconteggio dei voti. Apparentemente ci troviamo di fronte ad un’altra “rivoluzione arancione”, solo che in questo caso le cose hanno preso da subito una brutta piega.
Le ragioni dei sospetti brogli vanno ricercate nella procedura di voto
ieri l’opposizione ha fatto vedere con quale modalità abbiano potuto votare più volte le stesse persone: il tibro di voto viene messo su un documento che accompagna la carta d’identità (fa parte del documento), non è un foglio a parte come da noi, quindi un osservatore internazionale non può notare se una persona possiede più di questi fogli e va a votare in diverse sezioni
e nei risultato del voto dei Moldavi all’estero: il 90% dei moldavi in Italia avrebbe votato per il partito comunista.
Le manifestazioni, inizialmente organizzate dai partiti di opposizione, sono sfuggite di mani trasformandosi in una sorta di rivolta studentesca coordinata anche attraverso Twitter.
I manifestanti pubblicano su internet aggiornamenti in tempo reale usando telefonini e portatili. Ci sono molte foto e molti video degli scontri cercando su Youtube. Penso sia uno dei primi casi di una manifestazione di simile entità coperta dal vivo direttamente dalla piazza e dai manifestanti.
I manifestanti moldavi stanno sventolando bandiere europee in segno di libertà e opposizione al comunismo.
Manifestazioni più piccole hanno interessato altre città moldave.
Tra gli slogan urlati in piazza si chieda l’unificazione della Moldavia con la Romania, in contrapposizione alle spinte identitarie e nazionaliste dell’attuale governo comunista moldavo.
La protesta pacifica è degenerata già in mattinata: ci sono stati scontri di piazza e sembrerebbe esserci già un morto confermato e due presunti ma non sembrerebbero esserci state vittime.
Il parlamento è stato dato alle fiamme mentre sull’ingresso della residenza del presidente è stata appesa una bandiera rumena, e la bandiera moldava sulla cima del palazzo è stata sostituita con una europea.
L’incendio si è protratto fino alla serata quando i vigili del fuoco e la polizia hanno riconquistato l’edificio: apparentemente i vigili del fuoco non sono intervenuti per lungo tempo senza una ragione apparente.
I manifestanti hanno tenuto la piazza fino a notte fonda nonostante la polizia abbia caricato ripetutamente, voci affermano che siano stati sparati dei colpi a salve per disperdere la folla.
Il Presidente Moldavo Vladimir Voronin ha dichiarato che quello che è attualmente in corso è un colpo di stato e ha richiesto l’intervento delle forze internazionali.
In solidarietà con gli insorti moldavi sono scesi in piazza diversi manifestanti a Bucarest e in altre città della Romania.
Eventi del 8/4/09
Quest’oggi è cominciato il terzo giorno di manifestazioni, il presidio durante la mattinata è stato ridotto: circa un migliaio di persone – molti studenti erano costretti a scuola – si contano circa 200 arresti tra i manifestanti. Alcuni di questi manifestanti sarebbero stati picchiati nelle camionette della polizia e inoltre non per alcuni di essi non è chiaro dove siano stati portati dopo l’arresto.
Le relazioni tra governo moldavo e governo rumeno sono deteriorate, la moldavia ha espulso l’ambasciatore rumeno e ora richiede il visto di ingresso per i cittadini rumeni: la Romania è accusata dal governo moldavo di fomentare le rivolte. Sono interrotte le linee ferroviarie tra Romania e Moldavia e alcuni giornalisti rumeni sono stati bloccati in aeroporto.
Sono apparsi alcuni video dove si vedono i poliziotti moldavi intenti a spaccare le pietre che successivamente saranno lanciate dai manifestanti, oltre ad altre presunte prove della presenza di “agitatori” infiltrati dalla polizia durante gli scontri di ieri.
Si vocifera che Facebook sia stato bloccato dalla Moldtelecom, principale provider internet moldavo naturalmente controllato dallo stato.
Il servizio segreto moldavo avrebbe cercato di bloccare il sito di controinformazione unimedia.md sovraccaricandolo di visite.
I manifestanti hanno distribuito oggi in piazza un primo volantino nel quale si dichiarano un movimento indipendente da ogni partito: il nome del movimento è FAM – Forului Anticomunist din Moldova
Eventi del 9/4/09
Giornata con poche manifestazioni di piazza ma con diverse reazioni da parte del governo moldavo: tutti si stanno preparando alle grandi manifestazioni annunciate per domani.
L’opposizione ha cominciato la verifica delle liste elettorali, ha solo tre giorni ancora per terminare questa verifica.
Diversi studenti sono stati arrestati o “portati via” da poliziotti o agenti in borghese non meglio identificati. Alcuni giornalisti e blogger arrestati.
Arrestato ad Odessa in Ucraina l’imprenditore Gabriel Stati, sospettato di essere la mente dietro alle manifestazioni di questi giorni. Gli uffici delle sue aziende vengono perquisiti dalla polizia.
Viene annunciato che l’azienda elettrica statale moldava taglierà la corrente in diverse zone del paese domani, durante le manifestazioni.
Una manifestante racconta dei pestaggi all’interno delle caserme in seguito agli arresti.
Critiche dai social democratici Tedeschi al governo Moldavo, critiche da parte di Amnesty International
L’Unione Europea chiede che il governo Moldavo ripristini le normali relazioni diplomatiche con la Romania.
Sembra che molti siti siano ora bloccati dal provider internet di stato moldavo tra i quali unimedia.md, unimedia.info, jurnaltv.md, hotnews.md, protv.md, facebook.com, odnoklassniki.ru e twitter.com.
Eventi del 10/4/09
Le notizie dalla Moldavia diventano via via più scarse dato che il governo Moldavo continua ad arrestare, rapire, minacciare o espellere i giornalisti e i blogger presenti sul territorio. Alcuni giornalisti hanno chiesto asilo politico nella ambasciata USA.
Le grandi manifestazioni programmate per la giornata di oggi non hanno riscontrato il successo sperato: pochi i coraggiosi manifestanti che hanno pacificamente presidiato la piazza tenendo in mano fiori in fronte a polizia ed esercito equipaggiati direttamente dalla russia.
Diversi agenti sono andati a controllare i registri scolastici per verificare i nomi degli studenti assenti dalle lezioni durante le manifestazioni dei giorni precedenti. Molti studenti sono stati bloccati dalla polizia fuori dalla capitale.
Intanto il governo ha annunciato il riconteggio dei voti
La situazione oggi appare disperata: possiamo solo sperare che la comunità internazionale decida di prendere una posizione ferma.
Eventi dal 10/4/09 al 13/4/09
La domenica di Pasqua si è tenuta un’altra grande manifestazione di piazza, il numero dei partecipanti oscilla tra i 3000 e i 10000. Questa manifestazione, a differenza di quelle della scorsa settimana, è stata organizzata direttamente dai partiti di opposizione e infatti la maggior parte dei partecipati è adulta.
Purtroppo si segnala il primo manifestante morto per mano della polizia: Valeriu Boboc di 23 anni morto durante le manifestazioni di mercoledì. Secondo la polizzia sarebbe morto soffocato dai gas lacrimogeni ma il suo corpo è stato recuperato dai genitori coperto di ematomi e con una costola rotta.
Eventi dal 14/4/09
Il sindaco di Chisinau, membro del partito liberale, ha scritto un appello perché si fermino le violenze e venga ripristinata libertà di stampa e diritto: puoi leggerlo qui.
C’è una seconda vittima: il ventiduenne Ion Ţâbuleac. Sembra che il corpo riportante evidenti segni evidenti di tortura, sia stato gettato da un’auto del ministero degli interni.
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