Come installare la vecchia versione di Amarok su Kubuntu 9.04

Pubblicato il 27-04-2009 da Sergio | Nessun Commento

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Ho da poco aggiornato Kubuntu alla versione 9.04 e oramai la mia Linux Box ha visto una bella serie di aggiornamenti e cambi di percorso.

Per questo e per altri motivi avevo già pensato di reinstallare il tutto al più presto e di ricominciare da una versione pulita dell’ultimo kubuntu.

Ho però notato, dopo l’aggiornamento che, almeno sulla mia installazione, Amarok 2 ha qualche problema.

Innanzi tutto nel passaggio ha perso parecchie configurazioni, in particolare quelle dei podcast ed inoltre sembra aver perso anche la capacità di comunicare con il mio Zen Stone.

Avendo deciso di reinstallare a breve non ho voluto cimentarmi nella risoluzione di questi problemi, e dovendo utilizzare Amarok per caricare il mio lettore di mp3 e ho preferito ripristinare la versione precedente di Amarok.

Se anche tu vuoi fare un passo indietro ecco la procedura.

Aggiungi il repository che trovi qua seguendo le istruzioni.

Quindi da terminale lancia i seguenti comandi.

sudo apt-get update
sudo apt-get remove amarok && sudo apt-get install amarok14

ed avrete il vostro caro vecchio amarok 1.4 perfettamente funzionante!

Quando vi sentirete fiduciosi nella nuova versione di amarok potrete reinstallarla con il comando da terminale

sudo apt-get remove amarok14 && sudo apt-get install amarok

L’italia Delle Libertà

Pubblicato il 18-04-2009 da Sergio | 17 Commenti

Io ci noto una certa somiglianza

Ci crederesti se ti dicessero che nel tuo paese l’Italia dei Valori sta distribuendo un volantino scritto dalla Casa delle Libertà?

Impossibile vero? Bene allora continua a leggere.

Quest’anno ci saranno le elezioni comunali e L’Italia dei Valori sembra essere intenzionata presentare una propria lista.

Il sabato mattina è la giornata in cui le forze politiche presenti sul territorio distribuiscono i loro volantini e da un paio di settimane anche l’Italia dei Valori ha approntato il suo gazebo. Come tutti i sabati sono passato da buon cittadino a recuperare tutti questi volantini e, naturalmente li ho anche letti.

Quello dell’Italia dei Valori mi ha colpito.

Il volantino ciclostilato fronte-retro reca sotto la firma “Coordinamento Provinciale Brianza Est Italia dei Valori di Monza e Brianza” una lettera di un cittadino cavenaghese.

Leggendo questa lettera la mia fronte ha cominciato ad aggrottarsi, tutto poteva sembrare fuorché una lettera scritta da un cavenaghese. Non penso infatti che alcun mio concittadino oserebbe definire il nostro paesino di provincia Città di Cavenago e per il resto si tratta di un testo molto vago che potrebbe andare bene per qualunque comune.

Per questo motivo ho aperto Google per vedere se – per caso – la stessa lettera del sedicente cavenaghese fosse stata recapitata anche alle sedi dell’Italia dei Valori di altri paesi della Brianza Est.

Usando un classico trucchetto da blogger trovo in internet un documento con un testo molto simile: il progetto politico di Roberto Cassamagnaghi, candidato sindaco al comune di Bresso nel 2008.

Apro il documento, aspettandomi di trovarci il logo dell’Italia dei Valori e…

Sorpresa!

Ecco in bella vista i simboli di Popolo della Libertà, Lega Nord e UDC!

Comincio a leggere il programma e vedo che la lettera del Cittadino cavenaghese è uguale parola per parola con quella del cittadino bressese.

Ma c’è di più! Anche la risposta dell’Italia dei Valori alla lettera è copiata parola per parola da un paragrafo della proposta firmata da Roberto Cassamagnaghi!

E andando avanti c’è altro: entrambe le pubblicazioni hanno una lista di proposte, in pratica un riassunto per punti del programma elettorale.

Anche la lista delle proposte è stata copiata!

Copiata copiata proprio no, fortunatamente chi ha redatto questo volantino ha avuto il buon gusto di togliere il punto 18 riferito a Parco Nord e Aeroporto!

A questo punto immagino che vorrai confrontare i documenti:

Noti anche tu una certa somiglianza?

Rivolte a Chisinau

Pubblicato il 08-04-2009 da Sergio | 6 Commenti

Aggiornato 14/04/09

Oggi c’è stato parecchio casino nella capitale moldava.

In seguito all’ennesima vittoria dei comunisti alle elezioni parlamentari (50% rispetto al 12% del secondo e terzo partito) circa 30.000 persone (10.000 secondo la questura) hanno occupato la piazza (più che una piazza uno stradone) antistante al parlamento nella capitale Chisinau (che fa in tutto 700.000 abitanti).

I manifestanti – per lo più studenti giovani e giovanissimi – chiedono a gran voce il riconteggio dei voti. Apparentemente ci troviamo di fronte ad un’altra “rivoluzione arancione”, solo che in questo caso le cose hanno preso da subito una brutta piega.

Le ragioni dei sospetti brogli vanno ricercate nella procedura di voto

ieri l’opposizione ha fatto vedere con quale modalità abbiano potuto votare più volte le stesse persone: il tibro di voto viene messo su un documento che accompagna la carta d’identità (fa parte del documento), non è un foglio a parte come da noi, quindi un osservatore internazionale non può notare se una persona possiede più di questi fogli e va a votare in diverse sezioni

e nei risultato del voto dei Moldavi all’estero: il 90% dei moldavi in Italia avrebbe votato per il partito comunista.

Le manifestazioni, inizialmente organizzate dai partiti di opposizione, sono sfuggite di mani trasformandosi in una sorta di rivolta studentesca coordinata anche attraverso Twitter.

I manifestanti pubblicano su internet aggiornamenti in tempo reale usando telefonini e portatili. Ci sono molte foto e molti video degli scontri cercando su Youtube. Penso sia uno dei primi casi di una manifestazione di simile entità coperta dal vivo direttamente dalla piazza e dai manifestanti.

I manifestanti moldavi stanno sventolando bandiere europee in segno di libertà e opposizione al comunismo.

Manifestazioni più piccole hanno interessato altre città moldave.

Tra gli slogan urlati in piazza si chieda l’unificazione della Moldavia con la Romania, in contrapposizione alle spinte identitarie e nazionaliste dell’attuale governo comunista moldavo.

La protesta pacifica è degenerata già in mattinata: ci sono stati scontri di piazza e sembrerebbe esserci già un morto confermato e due presunti ma non sembrerebbero esserci state vittime.

Il parlamento è stato dato alle fiamme mentre sull’ingresso della residenza del presidente è stata appesa una bandiera rumena, e la bandiera moldava sulla cima del palazzo è stata sostituita con una europea.

L’incendio si è protratto fino alla serata quando i vigili del fuoco e la polizia hanno riconquistato l’edificio: apparentemente i vigili del fuoco non sono intervenuti per lungo tempo senza una ragione apparente.

I manifestanti hanno tenuto la piazza fino a notte fonda nonostante la polizia abbia caricato ripetutamente, voci affermano che siano stati sparati dei colpi a salve per disperdere la folla.

Il Presidente Moldavo Vladimir Voronin ha dichiarato che quello che è attualmente in corso è un colpo di stato e ha richiesto l’intervento delle forze internazionali.

In solidarietà con gli insorti moldavi sono scesi in piazza diversi manifestanti a Bucarest e in altre città della Romania.

Eventi del 8/4/09

Quest’oggi è cominciato il terzo giorno di manifestazioni, il presidio durante la mattinata è stato ridotto: circa un migliaio di persone – molti studenti erano costretti a scuola – si contano circa 200 arresti tra i manifestanti. Alcuni di questi manifestanti sarebbero stati picchiati nelle camionette della polizia e inoltre non per alcuni di essi non è chiaro dove siano stati portati dopo l’arresto.

Le relazioni tra governo moldavo e governo rumeno sono deteriorate, la moldavia ha espulso l’ambasciatore rumeno e ora richiede il visto di ingresso per i cittadini rumeni: la Romania è accusata dal governo moldavo di fomentare le rivolte. Sono interrotte le linee ferroviarie tra Romania e Moldavia e alcuni giornalisti rumeni sono stati bloccati in aeroporto.

Sono apparsi alcuni video dove si vedono i poliziotti moldavi intenti a spaccare le pietre che successivamente saranno lanciate dai manifestanti, oltre ad altre presunte prove della presenza di “agitatori” infiltrati dalla polizia durante gli scontri di ieri.

Si vocifera che Facebook sia stato bloccato dalla Moldtelecom, principale provider internet moldavo naturalmente controllato dallo stato.

Il servizio segreto moldavo avrebbe cercato di bloccare il sito di controinformazione unimedia.md sovraccaricandolo di visite.

I manifestanti hanno distribuito oggi in piazza un primo volantino nel quale si dichiarano un movimento indipendente da ogni partito: il nome del movimento è FAM – Forului Anticomunist din Moldova

Eventi del 9/4/09

Giornata con poche manifestazioni di piazza ma con diverse reazioni da parte del governo moldavo: tutti si stanno preparando alle grandi manifestazioni annunciate per domani.

L’opposizione ha cominciato la verifica delle liste elettorali, ha solo tre giorni ancora per terminare questa verifica.

Diversi studenti sono stati arrestati o “portati via” da poliziotti o agenti in borghese non meglio identificati. Alcuni giornalisti e blogger arrestati.

Arrestato ad Odessa in Ucraina l’imprenditore Gabriel Stati, sospettato di essere la mente dietro alle manifestazioni di questi giorni. Gli uffici delle sue aziende vengono perquisiti dalla polizia.

Viene annunciato che l’azienda elettrica statale moldava taglierà la corrente in diverse zone del paese domani, durante le manifestazioni.

Una manifestante racconta dei pestaggi all’interno delle caserme in seguito agli arresti.

Critiche dai social democratici Tedeschi al governo Moldavo, critiche da parte di Amnesty International

L’Unione Europea chiede che il governo Moldavo ripristini le normali relazioni diplomatiche con la Romania.

Sembra che molti siti siano ora bloccati dal provider internet di stato moldavo tra i quali unimedia.md, unimedia.info, jurnaltv.md, hotnews.md, protv.md, facebook.com, odnoklassniki.ru e twitter.com.

Eventi del 10/4/09

Le notizie dalla Moldavia diventano via via più scarse dato che il governo Moldavo continua ad arrestare, rapire, minacciare o espellere i giornalisti e i blogger presenti sul territorio. Alcuni giornalisti hanno chiesto asilo politico nella ambasciata USA.

Le grandi manifestazioni programmate per la giornata di oggi non hanno riscontrato il successo sperato: pochi i coraggiosi manifestanti che hanno pacificamente presidiato la piazza tenendo in mano fiori in fronte a polizia ed esercito equipaggiati direttamente dalla russia.

Diversi agenti sono andati a controllare i registri scolastici per verificare i nomi degli studenti assenti dalle lezioni durante le manifestazioni dei giorni precedenti. Molti studenti sono stati bloccati dalla polizia fuori dalla capitale.

Intanto il governo ha annunciato il riconteggio dei voti

La situazione oggi appare disperata: possiamo solo sperare che la comunità internazionale decida di prendere una posizione ferma.

Eventi dal 10/4/09 al 13/4/09

La domenica di Pasqua si è tenuta un’altra grande manifestazione di piazza, il numero dei partecipanti oscilla tra i 3000 e i 10000. Questa manifestazione, a differenza di quelle della scorsa settimana, è stata organizzata direttamente dai partiti di opposizione e infatti la maggior parte dei partecipati è adulta.

Purtroppo si segnala il primo manifestante morto per mano della polizia: Valeriu Boboc di 23 anni morto durante le manifestazioni di mercoledì. Secondo la polizzia sarebbe morto soffocato dai gas lacrimogeni ma il suo corpo è stato recuperato dai genitori coperto di ematomi e con una costola rotta.

Eventi dal 14/4/09

Il sindaco di Chisinau, membro del partito liberale, ha scritto un appello perché si fermino le violenze e venga ripristinata libertà di stampa e diritto: puoi leggerlo qui.

C’è una seconda vittima: il ventiduenne Ion Ţâbuleac. Sembra che il corpo riportante evidenti segni evidenti di tortura, sia stato gettato da un’auto del ministero degli interni.

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