Arcturus Obama

Pubblicato il 22-01-2009 da Sergio Longoni

Ascoltando il discorso di insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti ho avuto un senso di deja vu.

Alcune delle frasi del discorso di Obama erano assimilabili alle frasi del discorso di insediamento di un altro presidente: il dittatore Arcturus Mengsk del videogioco Starcraft.
Qui puoi leggere e vedere il discorso di Barack Obama

e qui quello di Arcturus Mengsk (video)

In particolare la frase di Obama

And for those who seek to advance their aims by inducing terror and slaughtering innocents, we say to you now that our spirit is stronger and cannot be broken — you cannot outlast us, and we will defeat you.

Mi ha richiamato la conclusione del discorso di insediamento di Mengsk

And to all the enemies of humanity, seek not to bar our way. For we shall win through… No matter the cost.

Naturalmente con questo stentato paragone non voglio certo avvicinare la figura di Obama a quella del dittatore terran di Starcraft, ma voglio azzardare qualche parallelismo tra questo personaggio di fantasia e l’attuale presidente.

In Starcraft i Terran, ovvero i terrestri sono riuniti in una confederazione e rispondono a diversi stereotipi degli stati conservatori nel sud degli USA: non a caso la bandiera della confederazione è la stessa dei confederati nella guerra di secessione americana, mentre i personaggi, sempre con sigaretta in bocca, rispecchiano lo stereotipo del redneck e a far da sfondo ci sono i pianeti di frontiera del tutto simili al selvaggio.

Le colonie confederate sono minacciate dagli Zerg: una razza aliena di insetti giganti simili a quelli di Starship Troopers, che infestano i pianeti e attaccano in massa facendo strage di civili. Il governo confederato trama in segreto contro la sua stessa popolazione sviluppando tecnologie in grado di attirare gli Zerg. In questo scenario Arcturus Mengsk diviene il capo di uno dei vari movimenti di rivolta: i figli di Korhal.

Mengsk riuscirà attraverso una serie di sporchi maneggi a portare al collasso la confederazione e ad autoproclamarsi dittatore.

La situazione Statunitense attuale non è così drammatica come l’invasione Zerg e Protoss e l’ascesa al potere di Obama non è avvenuta tramite un colpo di mano, ma tramite un movimento popolare di cambiamento e una regolare quanto incredibilmente netta elezione popolare; però sia il “Change we need” di Obama sia la “Call to reason” di Mengsk sono un chiaro segnale: cambiare per sopravvivere, cambiare per non venire distrutti.

E da questo l’appello all’unità sia di Obama sia di Mengsk risultano particolarmente chiari. Una unità che nel discorso di Mengsk è riferita agli umani, mentre in quella di Obama è riferita agli Americani.

La logica noi-e-loro è ancora viva e presente: proprio come nei videogiochi.

Certo, il discorso di Obama include frasi come

Recall that earlier generations faced down fascism and communism not just with missiles and tanks, but with the sturdy alliances and enduring convictions. They understood that our power alone cannot protect us, nor does it entitle us to do as we please.

Oppure

To the people of poor nations, we pledge to work alongside you to make your farms flourish and let clean waters flow; to nourish starved bodies and feed hungry minds. And to those nations like ours that enjoy relative plenty, we say we can no longer afford indifference to the suffering outside our borders, nor can we consume the world’s resources without regard to effect. For the world has changed, and we must change with it.

Ma comunque per questo non penso ci si possa illudere che il “Yes We Can” di Obama possa essere troppo diverso negli obbiettivi dal “America First” di McCain: certamente lo sarà nei metodi e nelle politiche – cosa estremamente positiva – ma la direzione sarà la stessa, ovvero il sogno americano.

Sono a favore di Obama da quando la favorita era ancora la Clinton e non ho certo cambiato idea adesso. Sono tuttora convinto che Obama sia “The change we need” ma non per una questione di amministrazione, ma per una questione di movimento.

L’elezione di Obama ha creato un movimento politico di cambiamento all’interno degli Stati Uniti come non ne avevo mai visti (essendo degli anni ’80). L’eco di questo movimento si è diffusa in tutto il mondo, infatti eravamo in molti questo martedì ad assistere in diretta all’insediamento del presidente statunitense.

In un momento storico come quello che stiamo attraversando è vitale l’esistenza di un movimento: il fatto che il leader di questo movimento di cambiamento e di speranza sia Obama poco conta. Obama può, come presidente, sbagliare. Del resto ha sbagliato anche JFK, ma il movimento di opinione e di attenzione sui problemi degli stati uniti e internazionali esiste ed esisterà comunque e avrà un effetto di cambiamento enormemente maggiore rispetto a quello che potrà avere la potentissima amministrazione americana.

Il cambiamento è possibile, ma non è una responsabilità di Barack Obama, è una responsabilità mia e tua.

Yes we can!


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Un Commento a “Arcturus Obama”

  1. Hans scrive:

    Kromeboy ha scritto: “La situazione Statunitense attuale non è così drammatica come l’invasione Zerg e Protoss e l’ascesa al potere di Obama non è avvenuta tramite un colpo di mano, ma tramite un movimento popolare di cambiamento e una regolare quanto incredibilmente netta elezione popolare”

    Io vedo zerg in africa e sudamerica, vedo protoss in russia e cina. E vedo terran disperati in Europa e USA.
    La vera differenza fra il mondo di starcraft e il mondo reale sta, come Einstein insegna, nel punto di vista.
    Starcraft lo giochiamo in terza persona, il mondo lo viviamo in prima persona. Ogni analogia, non solo narrativa, ma anche storica, mi porta a pensare che i colpi di mano ci sono sempre. Va notato che anche Mengsk, in una situazione di crisi, ha goduto di un netto consenso popolare.

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