Auguri ai Figli Maschi
Pubblicato il 12-11-2007 da SergioBentornato nel Mio blog. Se trovi queste pagine interessanti abbonati gratuitamente tramite RSS feed o tramite Email!
Venerdì sono uscito a cena con una giovane mamma.
Non pensare male, nulla di galante o compromettente, semplicemente il ritorno in società di una ex collega e cara amica.
Al tavolo sedevano le amiche con i rispettivi fidanzati, e gli amici rispettivamente single come me.
Si è parlato naturalmente del bimbo, del padre, del costo del latte in polvere, dei travaglio del parto e di tutte queste bellissime scene familiari.
Naturalmente, si è parlato anche di come procedessero i rispettivi lavori o studi e di che fine avesse fatto questa o quell’altra persona.
Chi finirà lettere e cercherà di trovare un posto come insegnante, chi sta incidendo un disco e calcherà probabilmente le scene di San Remo, chi si sposa, chi convive, chi ha cambiato vita, chi ha ricominciato a farsi sentire e chi è scomparso.
Discorsi da adulti insomma, non molto diversi da quelli che fanno i miei genitori a tavola con i loro amici.
E ti trovi li, a ripensare a te stesso, a come è andata la tua vita fino ad oggi e come pretendendoti ancora un adolescente non hai ancora capito cosa vorrai fare da grande.
Ripensi a come se le cose fossero andate in maniera diversa ora potresti essere incastrato in un lavoro che odi, ma che non puoi molare per tirare la fine del mese, di come potresti essere ancora sui libri intento a completare qualche master o peggio ancora fuoricorso all’università senza sbocchi professionali in vista. E ancora pensi che potresti essere fidanzato, o addirittura sposato e magari con un figlio in arrivo anche tu. Oppure un cane.
Pensi alle sottili trame del destino che hai tessuto, a volte inconsapevolmente, e a quelle che ti sono state tessute attorno e ti chiedi “ma sono quello che voglio? Ne sono convinto?”.
Le frasi non dette, le cose non fatte, la paura di legarsi a qualsiasi cosa possa anche solo lontanamente minacciare la tua libertà, l’incapacità di accettare qualsiasi compromesso, anche il più banale, per poi scoprire come dietro alla libertà si nasconda la solitudine. Eppure…
Eppure ti guardi indietro e non ti riconosci: no, non eri tu quel cretino romantico e testone.
Tipico di quelli come me cominciare un semplice post di tre-righe-tre, dove dare felicitarsi con i nuovi genitori e trasformarlo in un ennesimo inutile sfogo personale.
Ho rubato fin troppo spazio e me ne scuso, quindi i miei complimenti e migliori auguri ai genitori di Francesco, e ai genitori di Gabriele che ho il privilegio di conoscere di persona, ma anche ai genitori di Matteo che invece conosco solo via Blog,
Mentre a me stesso, e a tutti quelli come me, dedico questa canzone
