Autofocus Un metodo per organizzare tutto il resto
Pubblicato il 04-03-2009 da Sergio LongoniDa quando ho letto Getting Thing Done ho cominciato ad interessarmi in maniera ossessiva ai vari sistemi di organizzazione.
Mi sono imbattuto in questo semplice sistema chiamato autofocus.
Mark Forster consiglia di usare questo sistema per tutto quello che si ha da fare, ma personalmente non lo ritengo un sistema sufficientemente affidabile per tre motivi.
Primo: molte delle attività che devo fare coinvolgono altre persone e quindi non è sempre detto che ogni azione inserita in lista risulti sempre attivabile, anzi.
Secondo: alcune attività hanno scadenze e priorità precise e quindi ho bisogno che non vadano disperse all’interno di una lunga lista onnicomprensiva.
Terzo: diverse attività richiedono diversi contesti, per esempio non avrebbe segnare in questa lista quello che devo comprare la prossima volta che passo da un supermercato, meglio semplicemente 0avere una lista della spesa separata. Stesso discorso vale per diversi contesti, una discriminante molto importante per me è la disponibilità o meno di un computer connesso a internet dato che molti dei miei task lo richiedono.
Inoltre ritengo che questo sistema si affidi eccessivamente a giudizi arbitrari. Il mio sistema di organizzazione ideale dovrebbe invece farmi pensare il meno possibile. La sicurezza che deriva dal controllo delle proprie azioni (o anche solo dalla sensazione di controllo) è infatti per me una diretta conseguenza di un meccanismo automatico, un algoritmo in grado di garantire che ogni mio progetto possa essere adeguatamente organizzato al di fuori della mia mente.
Un sistema di organizzazione mi deve permettere di non dover imbattermi ogni giorno su quel progetto che dovrò fare tra sei mesi, ma di avere sempre davanti a me la sequenza di azioni da fare per chiudere ogni urgenza per tempo, o anche più semplicemente ricordarmi di fare gli auguri di compleanno ai miei cari o ricordarmi di comprare i biglietti per il tal concerto.
In ogni caso ho trovato una applicazione eccezionale per il sistema autofocus: ho trovato che il sistema autofocus riesce a gestire perfettamente tutto quello che non riesco ad organizzare in altro modo.
In pratica è diventato il mio sistema per la gestione di tutte quelle cose che voglio fare a tempo perso.
Un esempio perfetto sono le idee per i post di questo blog: prima avevo un foglio dedicato, e ogni volta che avevo una idea dovevo cercare questo foglio ed annotarla. Naturalmente nel giro di poche settimane ho cominciato ad avere con me una serie di foglietti sparsi con le più disparate idee e dopo poco tempo ho buttato via il tutto.
Ora quando ho una idea per il mio blog semplicemente la appunto sul mio “libretto nero dei task indeterminati”.
Su questo libretto oltre alle idee del blog al momento ho appuntato piccole idee estemporanee per progetti, ricerche per trasmissioni radio, film da vedere, libri da cercare, vestiti da comprare, mezze idee da portare avanti, email non urgenti da scrivere e altre cose di questo genere.
Ho cominciato da qualche settimana a utilizzare questo sistema e al momento non ho moltissimi task sul mio quaderno, però effettivamente è un ottimo sistema per avere qualcosa da fare quando non si sa cosa fare ma non si vuole perdere tempo con i videogiochi.
Certamente in questo libretto non ci finiscono i progetti più grossi e organizzati che drammaticamente richiedono principalmente inerzia per essere portati avanti… ma questo argomento lo porterò avanti in un altro post… anzi adesso me lo scrivo sul mio libretto

Domanda? Ma GTD non è abbastanza soddisfacente? Se sì perchè?
Ciao Cluaudio, il GTD è un sistema soddisfacente a patto di riuscire a metterlo in pratica. Il presupposto perché possa funzionar è raccogliere tutto ciò che c’è aperto nella propria vita (open loop) in una inbox e analizzarlo con lo stesso metodo.
In pratica da “comprare una lampadina” a “Diventare presidente dell’universo” tutto deve stare raccolto in un unico punto e venire processato con lo stesso criterio.
Questo passaggio per me è critico, e per questo motivo valuto altri sistemi di organizzazione meno meccanici.