Californication
Pubblicato il 13-11-2007 da Sergio LongoniSecondo molti si tratta della serie televisiva dell’anno, quasi tutti sono concordi a definirla una delle trasmissioni televisive più ardite di sempre; Insomma, Californication è un ritorno in grande stile per l’ex Agente Moulder.
Ho visto tutto in un fiato i dodici episodi che compongono la prima stagione e posso dire di non averci trovato nulla di particolarmente estremo: certo, il primo episodio si apre con Hank che entra in una chiesa spegnendo la sigaretta nell’acquasantiera, certo si vedono un bel po di tette al vento e di scene di sesso, certo si parla senza problemi di una vasta serie di perversioni, però penso tu sia abbastanza adulto per tutto questo.
Quindi, il primo motivo che mi aveva allontanato a priori da questa serie è miseramente caduto. Infatti non avevo alcuna intenzione di cominciare a vedere un’altra serie che basasse tutto sul clamore suscitato dai temi trattati.
Ma di cosa si tratta?
Nella serie seguiamo le vicende di Hank Moody, un affermato scrittore sprovvisto della sua vena creativa, che vive suo malgrado a Los Angeles. destreggiandosi tra la sua ex-compagna che è in procinto di sposarsi con un altro uomo, una figlia con molta fretta di crescere e un agente compagnone che tenta in tutti i modi di riportarlo in attività. Mentre Hank cerca di riconquistare la sua lei, lo vediamo saltare dentro e fuori da avventure amorose che durano dall’arco di una notte a qualche settimana.
Californication è una storia d’amore per uomini: in questa storia tutte le donne che “si intrattengono” con Hank hanno in realtà un secondo fine ben preciso e sono meschine ed intraprendenti. In pratica sono lo stereotipo dello sciupafemmine da romanzo rosa, ma al contrario.
E quindi noi maschietti non possiamo che immedesimarci nel povero Hank, nella sua maschera di cinismo e nel suo smisurato romanticismo.
Quasi un maldestro principe azzurro Hank si trova a recitare più volte il ruolo di “io ti salverò”.
Insomma: barili di melassa.
Il tutto però è molto ben confezionato e scorre via benissimo, ogni puntata chiama la successiva, in diverse occasioni si ride e in qualche caso vengono i lacrimoni.
Serie molto bella, con un finale quasi perfetto che, per una volta, fa sperare non venga prodotta una seconda stagione.

Gran bella sorpresa, in mezzo ai sequel-flop di questa stagione.
Si: penso che anche l’aver fatto 12 episodi invece che i canonici 24 abbia giovato non poco. Poche cose ma fatte bene sono meglio che allungare il brodo per arrivare a 24 episodi come stanno facendo più o meno tutti i sequeloni quest’anno (in attesa di vedere cosa ci porterà Lost)
Non so se giudicare fortunati quelli che riesco a trarre qualche interesse nei sequel in onda in questo periodo. Io no, per niente, ma credetemi un pò mi dispiace.
si è indubbio, questa stagione è un po’ in tono minore (o forse le precedenti erano state sopra la media) ma comunque, per quanto i sequel di quest’anno non siano il massimo sono comunque anni luce avanti rispetto alle Isole-dei-Famosi proposte dalla TV italiana. Il bello di “perscare” su internet la TV è che comunque qualcosa di apprezzabile lo si riesce sempre a trovare.