Comunità vs Reti Sociali

Pubblicato il 08-07-2007 da Sergio

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Come promesso comincio la mia serie di confronti tra i trend del Web1.0 e quelli del web 2.0

Una premessa: tutti gli elementi che confronto non appartengono esclusivamente ad uno dei due modi di pensare il web. Esistono elementi vecchi nelle applicazioni nuove, come si possono anche trovare elementi propri del web 2.0 nelle applicazioni più vecchie. Parlo appunto di trend: ovvero di caratteristiche che sono diventate più o meno importanti nella nuova concezione del web.

Il primo confronto è tra comunità (o community) e reti sociali (o Social Network).

La maggior parte della socialità negli anni passati del web era organizzata a comunità: c’erano le comunità dei forum, le comunità dei canali di chat, le comunità dei Newsgroup e così via.

Le comunità sono appunto insiemi di persone. Entrando in una comunità si è subito in contatto con tutti i suoi partecipanti. Lasciando un messaggio in un forum, ad esempio, tutti i membri possono leggerlo.

Con il web 2.0 al concetto di comunità si è aggiunto, e in alcuni casi si è sostituito il concetto di rete sociale. Entrando in un servizio parto inizialmente da solo e devo quindi aggiungere “i miei amici” per entrare in contatto con altre persone.
Esempi di rete sociale vanno da MySpace a Twitter, ma quasi tutte le moderne applicazioni social sono dotate di una rete sociale. Ad esempio esiste la rete sociale degli amici di Last.fm con la quale puoi vedere le canzoni più ascoltate tra i tuoi amici, o la rete sociale di del.icio.us con la quale puoi vedere i bookmark di chi preferisci.

Vediamo le differenze tra i due approcci:
In una comunità tutti vedono tutto, mentre in una rete sociale quello che vedi dipende sempre da chi sono i tuoi amici (chi usa Twitter può capire esattamente di cosa sto parlando).
Le comunità tendono ad essere sistemi chiusi: è molto difficile che concetti o idee possano muoversi da una comunità all’altra, in una rete sociale invece idee e concetti si muovono con velocità impressionante: se pensiamo a Twitter, o anche alla blogosfera intesa come insieme di blogger che scrivono e leggono i propri amici, possiamo vedere con quale velocità informazioni e idee si propagano (hai presente i meme?).
Le comunità hanno un limite numerico di partecipanti attivi: questo limite non è tecnico ma sociologico. Il numero di Dumbar pone questo limite a 150 unità. Raramente mi è capitato di partecipare a comunità online dove ci fossero più di 150 persone attive: in quei casi ho dovuto operare una scelta decidendo cosa leggere e cosa no.
In una rete sociale decido a priori chi seguire e chi no e quindi ho mi metto a posto da solo con i miei limiti sociologici (su twitter seguo attualmente 116 persone (non tutte attive) e già a qualche messaggio mi trovo a dire “e questo chi è?”), e mentre io sono a posto con i miei limiti l’intera rete può arrivare a comprendere migliaia di utenti che possono facilmente influenzarsi a vicenda dato che raramente si trovano oltre i 10 gradi di separazione.
In una comunità si evidenziano rapidamente alcuni tipi particolari di utente: ci sono persone che contribuiscono attivamente e fanno gran parte del lavoro, ci sono persone che intervengono raramente (lurker), quelli che disturbano in tutti i modi possibili (troll), quelli appena arrivati (niubbi) e così via, in una comunità bisogna avere a che fare con tutti questi problemi (e in molti casi è necessario eleggere un moderatore) mentre in una rete sociale posso sempre scegliere con chi avere a che fare.

In definitiva: le comunità vanno benissimo in ambiti di discussione ristretti, specifici e poco partecipati come erano quelli del web 1, ma ora con l’attuale numero di utenti e la crescente possibilità che questi hanno di partecipare alle discussioni essendo molto vicini allo essere sempre online, è naturale che le discussioni, le comunicazioni e le relazioni sociali sul web tendano ad essere organizzate a reti di amicizia.

Il web di oggi assomiglia di più al mondo e quindi, come nel mondo non si discute sempre con tutti, cosi anche in questo caso ci si organizza per relazioni di amicizia.


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