Conservazione Digitale a Lunghissimo Termine

Pubblicato il 18-03-2009 da Sergio

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Totanus in risposta ad Antonio afferma che l’analogico ha l’esclusiva di tramandare la nostra cultura nei secoli. Non sono d’accordo.

Considerando che quasi tutti i testi più antichi ci sono arrivati in copie di copie di copie (scritte a mano per secoli) posso ipotizzare che da qua in avanti potremo cominciare copiare in digitale invece che in analogico.

Non possiamo pensare di tenere tutti i quotidiani su microfilm (si usa ancora come tecnologia?) eppure sarebbe bello riuscire a portare anche un quotidiano uscito di oggi avanti di qualche secolo. L’archiviazione digitale potrebbe darci questa possibilità superando il limite dello spazio fisico e del numero di copie necessarie.

Certamente il digitale introduce altri grandi problemi, in particolare la conservazione dei sistemi di riproduzione.

Totanus dice giustamente

Pensa alla fatica che faresti ora a leggere una cassetta con un programma per il commodore64

ma oggi è possibile utilizzare un programma del Commodore 64 (come di altri sistemi obsoleti) grazie alla emulazione. Ovvero non useremo più la struttura originale ma andremo a riversare il contenuto dal vecchio supporto al nuovo. Quindi i vecchi dischetti e le vecchie cassette vengono riversati e conservati in file leggibili dal nuovo sistema.

Quando i sistemi cambiano i passaggi sono graduali e quindi occorre “solo” trasferire le informazioni al nuovo formato.

Anche con i sistemi analogici abbiamo avuto problemi paragonabili nel corso dei millenni. Esistono infatti incisioni in lingue non più tramandate. Succedeva così anche per i geroglifici prima della scoperta della stele di rosetta.

Quindi quello che dobbiamo conservare per ogni sistema digitale è una “stele di rosetta” che permetta a chiunque di reinterpretare i dati nel futuro.

In pratica non è impossibile conservare dati in digitale per secoli, è solo più difficile. In compenso si possono tramandare molte più informazioni e molta più cultura.

Avevo visto un video di una conferenza tenuta da una persona che si sta occupando proprio di conservazione digitale a lungo termine, in cui si parlava di queste problematiche e di altri problemi relativi alla classificazione dei documenti.

Ironia della sorte, non riesco a ritrovarlo :-) . (era su Google Video per quanto ricordo)

Certamente dobbiamo tenere un “backup” analogico di tutte le parti fondamentali della nostra cultura, però cos’è importante e cosa no? Drammaticamente resterà importante quello che avrà avuto maggior successo (quanti di voi conoscono i Beatles? quanti i Kinks?) e quindi tra un millennio chi verrà considerato l’Omero dei nostri anni? Stephen King? Quale potrebbe essere la Divina Commedia del nostro tempo? Harry Potter? Vogliamo correre il rischio di passare alla storia in questo modo? Vogliamo rischiare l’oblio?

Io punterei sul digitale!


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