Cosa Ha Sbagliato Microsoft Flight
Pubblicato il 27-07-2012 da Sergio LongoniPer la seconda volta in pochi anni Microsoft ha deciso di chiudere un suo progetto di simulatore di volo commerciale.
Flight era un progetto particolarmente anomalo: si trattava di un simulatore di volo civile rivolto alla fascia dei “casual gamers”, ovvero non si trattava di un vero e proprio simulatore rivolto ai giocatori appassionati di volo ma più che altro un passatempo rivolto al grande pubblico (qui puoi trovare la mia recensione di Microsoft Flight).
Dove ha sbagliato Microsoft con questo progetto? Secondo me ha sbagliato completamente il targer: il gioco era appunto gratuito, ma si potevano acquistare scenari ed aerei aggiuntivi, per un giocatore casual probabilmente quanto proposto dal gioco gratuito di basa è abbastanza, anzi, per essere precisi è abbastanza per annoiarsi e tornare a giocare con Farmville.
A mio parere quindi i casual gamer non possono essere interessati a questo tipo di gioco. Esiste però un’altra fascia di giocatori molto più di nicchia ma molto più disposta a spendere soldi: si tratta degli appassionati di simulatori di volo. Quello che Microsoft non ha capito è che in questo momento ancora la maggior parte di questi appassionati sta giocando con il suo vecchio titolo Microsoft Flight Simulator X e ancora oggi sta spendendo parecchi soldi in aerei e scenari aggiuntivi per questo gioco.Questi soldi però vanno direttamente ad aziende che producono questi addon e ai negozi che li vendono.
Microsoft in tutto questo discorso come poteva entrare? Semplice: al posto di concentrarsi su un gioco casual di volo civile potenzialmente rivolto alla massa ma realmente rivolto a nessuno avrebbe potuto sviluppare un nuovo capitolo del simulatore di volo per appassionati, magari andando ancora più a fondo nella ricerca del realismo e quindi avrebbe potuto venderlo insieme ad un marketplace per vendere i contenuti sviluppati da terze parti. Un modello simile viene utilizzato da Train Simulator (il vecchio Railworks) che attualmente distribuisce su steam 85 pacchetti aggiuntivi per il suo titolo, che tra le altre cose è venduto a prezzo pieno e non free-to-play; Rise of Flight è un altro esempio: si tratta di un simulatore di volo di aerei della prima guerra mondiale distribuito proprio con lo stesso modello di MS Flight.
Per determinati tipi di titoli e in particolare se si vuole puntare molto sui pacchetti aggiuntivi è meglio rivolgersi ad una nicchia, che sarà felice di comprare tutto quello che proponi, piuttosto che alla massa che verrà certamente a giocare con il tuo giochino gratuito per un’oretta ma troverà altro da fare appena proponi un contenuto a pagamento.
Mi rendo conto però che non è una cosa facile il rivolgersi ad una nicchia di mercato quando sei la multinazionale che propone prodotti mass market come windows e l’Xbox ma è per questa ragione che questo tipo di esperimenti riescono molto meglio a realtà più piccole.
