Dell’Essere e dell’Apparire Professionali
Pubblicato il 14-03-2008 da SergioBentornato nel Mio blog. Se trovi queste pagine interessanti abbonati gratuitamente tramite RSS feed o tramite Email!
Professionalmente, come tutti penso, cerco di migliorare progressivamente il mio modo di lavorare.
Da quando ho cominciato come “programmatore dall’inferno” causando più problemi di quelli che riuscivo a risolvere penso di aver fatto un po’ di strada.
L’esperienza mi ha insegnato via via:
- a tenere in ordine i file di lavoro
- a trovare una nomenclatura standard per quello che produco
- ad avere dei backup
- ad avere un sistema di versioni ed in seguito ad usarlo proficuamente per lavorare in team
- a risolvere i bug in un ambito diverso da quello dello sviluppo in modo da procedere con lo sviluppo e risolvere i problemi sul software in produzione in maniera automatica
- a razionalizzare funzioni, classi e strutture di dati
- a strutturare la documentazione
- a gestire i piani di lavoro in task atomici stimati in ore e a cercare di rispettare questi piani di lavoro (e qui ho ancora molta strada da fare)
- a impostare procedure standard per ogni azione comune e a delegare alle macchine queste procedure quando possibile
- a fissare linee guida per le operazioni eccezionali e ad avere qualche regola per evitare di fare danni in fase di disaster recovery
- ad imparare a distinguere il metodo e lo strumento migliori per ogni occasione
e naturalmente molto altro.
Mi rendo conto di quanto mi trovi ancora distante dalla professionalità alla quale aspiro, ma guardandomi indietro sono soddisfatto della strada compiuta fino ad ora.
Eppure.
Eppure mi sono accorto come questa professionalità venga poco percepita.
Al contrario, se si usa quella parola tecnica azzeccata in una email o in una telefonata, se ci si presenza in un determinato modo, se si usa un determinato attrezzo del mestiere al momento giusto, se si fanno certe domante (il più delle volte inutili) durante una riunione subito si viene riconosciuti come molto professionali, competenti ed esperti.
In breve: l’abito non fa il monaco, ma un monaco senza tonaca non viene facilmente riconosciuto come tale.
Quindi se vuoi essere professionale e ci tieni che questo venga percepito esternamente ricordati che devi anche apparire professionale.
Al contrario se cerchi un professionista ricordati di andare sempre oltre le apparenze: l’apparenza si impara in meno di una settimana mentre per imparare il mestiere occorre molto più tempo e soprattutto impegno.
I soli anni di esperienza non sono infatti proporzionali all’esperienza acquisita.
Mi rendo conto di non aver scritto sconvolgenti verità per chi lavora da qualche anno, ma spero di aver dato qualche spunto di riflessione per chi, essendo meno inserito nel mondo del lavoro crede di venir riconosciuto professionista solo presentando un titolo di studio o una determinata competenza.
Purtroppo, è brutto dirlo, ma l’apparenza conta più di quanto siamo disposti ad accettare.
