Differenze tra il Commento Rai e il Commento BBC
Pubblicato il 31-07-2012 da Sergio LongoniHo visto la bellissima cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Londra sulla Rai e quindi ho “recuperato in qualche modo” la stessa trasmissione completa effettuata dalla televisione di casa: la BBC.
C’è una differenza abissale tra il modo in cui la trasmissione è stata proposta dalla Rai e da come è stata proposta dal servizio pubblico inglese. Vogliamo cominciare dalle cose molto gravi? Ok
La pubblicità
La trasmissione italiana era intervallata in maniera casuale da degli spazi pubblicitari: no, non singoli spot come può avvenire durante una partita di calcio ma veri e propri break pubblicitari di qualche minuto. Considerando che la trasmissione era in diretta, che lo spettacolo non era studiato per contenere pause pubblicitarie e che queste ultime cadevano casualmente allora si può capire come mai il segmento sulla cultura Pop è stato scorciato del bellissimo inizio e anche il numero di Rowan Atkinson è stato a suo modo mutilato. Ottimo lavoro.
Ah questo problema della pubblicità in realtà colpisce tutta la copertura Rai: può capitare che un nostro atleta salga in pedana mentre la Rai cerca di venderti i pannolini. Sempre ottimo lavoro. Soldi del canone ben spesi.
Il Commento
I commentatori italiani sentono un immenso vuoto se tengono la bocca chiusa e quindi continuano imperterriti a parlare: parlano sopra i numeri musicali; parlano sopra i monologhi di Kennet Branagh; parlano sopra la regina; parlano durante l’inno nazionale; parlano, parlano, parlano… e per dire cosa? Il più delle volte per dire delle castronerie: tipo che la regina era in realtà la sua controfigura; che il punk inglese sarebbe un fenomeno degli anni 90; che l’undici settembre sarebbe il Remambrence Day e altre amenità del genere.
Cosa fanno invece i tre commentatori della BBC? Stanno zitti! Si tratta di un concetto molto semplice: se chi commenta non ha nulla di interessante da aggiungere che possa migliorare l’esperienza visiva dello spettatore allora è meglio che stia in silenzio. C’è uno spettacolo di musica, teatro, cinema, danza e fuochi d’artificio che mischia elementi comici ad elementi più intensi; uno spettacolo visivo e auditivo unico: c’è tutto questo bisogno di continuare a parlarci sopra? No!
I commentatori della BBC infatti si sono limitati a mettere qualche nota a margine, qualche didascalia e a legare insieme le diverse fasi dello spettacolo introducendole mano a mano che queste si dipanavano.
Questo dovrebbe essere il commento televisivo di uno spettacolo del genere, non un continuo chiacchiericcio di fondo di qualcuno che ha compreso solo superficialmente le sfumature dello spettacolo di Danny Boyle.
La BBC quindi si è limitata a fornire un commento intenso e continuo nell’unica parte lenta della cerimonia di apertura, ovvero quella dove le squadre hanno cominciato a sfilare. Li è necessario fornire un commento continuo dato che si tratta probabilmente delle due ore televisivamente più noiose degli ultimi quattro anni; una parata che nei telespettatori ha fatto questi effetti, e questo appunto ha influito anche sui commentatori della BBC che non avevano proprio proprio qualcosa da dire per tutte tutte le nazioni
Some of these country descriptions are Borat style. “Errr, Guinea-Bissau. Has lots of calcium. And several trees”
— Ben Moreau (@Ben_Moreau) July 27, 2012
Per concludere la Rai anche in questo evento internazionale continua a dimostrarsi inadeguata rispetto a chi sa fare veramente televisione di pubblico servizio.
