Elevator pitch

Pubblicato il 15-12-2011 da Sergio Longoni

Uno dei problemi che identifico nel “modo italiano” è l’essere generalmente prolissi quando si vuole comunicare un’idea. Quante volte ad una conferenza il relatore ha continuato sommergere il pubblico con ore di parole e parole senza però arrivare ad un punto? E alla fine della conferenza quante volte è capitato che chi prendesse la parola per fare una domanda ci mettesse dai dieci ai quindici minuti per NON formulare una domanda ma per esprimere un punto di vista?

Il problema penso sempre sia dovuto all’estrema differenza tra essere e apparire: vogliamo apparire e quindi ci lanciamo in lunghe inutili filippiche piene di paroloni ma prive di contenuto credendo che suonando come lo stereotipo del professore universitario formale e parruccone saremo meglio considerati dagli altri, purtroppo in molti casi questo può essere vero.

Però se vogliamo comunicare formalità e paroloni vanno dosati con estrema cura, come le spezie in una ricetta, altrimenti si corre il rischio di scrivere mail come quelle spedite dal comune di Milano.

L’alternativa all’essere prolissi è l’elevator pitch ovvero la capacità di esprimente la nostra idea nel tempo in cui un ascensore di un grattacielo ci porta ai piani alti: l’unico tempo che riusciremo ad avere in compagnia di qualche potenziale finanziatore.

Esprimere la propria idea in meno di cinque minuti. Voi ci riuscite?

Ti racconto un caso estremo di elevato pitch: lavoro al secondo piano e quindi il tempo di corsa dell’ascensore è di circa una ventina di secondi, se ci si incontra con qualche altra persona sconosciuta che lavora nel palazzo di solito si scambia un buongiorno e si aspetta di arrivare al piano (in quello che è quasi sempre un silenzio imbarazzante).

L’altra mattina invece una persona che non avevo mai visto è riuscita nell’arco di quei pochi secondi a raccontarmi una storia di vita vissuta e un suo punto di vista sui mezzi pubblici in Lombardia e il tutto mi è rimasto così bene in mente che ora ne scrivo un post, mentre della conferenza dell’altra settimana probabilmente non ricordo nulla.

Riuscite a semplificare una vostra idea in modo da poterla raccontare ad uno sconosciuto in trenta secondi?


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Un Commento a “Elevator pitch”

  1. [...] prima presentazione, un quasi teaser o meglio ancora un elevator pitch Marchiori sembra contraddire completamente quello che scrive oggi sulle pagine de Il Sole 24 Ore. [...]

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