Equo Compenso e Copia Privata: Cerchiamo di Capirci Qualcosa
Pubblicato il 21-01-2010 da SergioBentornato nel Mio blog. Se trovi queste pagine interessanti abbonati gratuitamente tramite RSS feed o tramite Email!
Come oramai saprai, se hai letto le notizie in questi giorni, il governo che aveva promesso di non mettere le mani nelle tasche degli italiani ha appena varato un nuovo balzello a favore della SIAE.
Non proprio una nuova “tassa”, ma una estensione della vecchia compenso per copia privata a tutta una nuova serie di supporti digitali.
C’è un po’ di confusione in giro. Cerco di fare chiarezza per quello che ci ho capito: se sbaglio qualcosa dammi una mano a correggere questo articolo.
Cos’è l’equo compenso per copia privata
Contrariamente a quello che molti pensano il compenso per copia pirata non è un compenso per le perdite sostenute dal mercato musicale e cinematografico a causa della pirateria, ma è un compenso per avere il diritto di creare copie privare di un’opera acquistata legalmente.
Secondo il sito SIAE infatti è stata concessa la possibilità di effettuare copie private di un’opera
a fronte di una royalty forfetaria per compensare del mancato acquisto gli autori e tutta la filiera dell’ industria culturale. L’entità del compenso tiene conto del fatto che sui supporti si possa registrare anche materiale non protetto dal diritto d’autore.
A queste due condizioni
- per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali;
- mediante l’utilizzazione di apparecchi di registrazione e supporti vergini per i quali sia stato corrisposto il compenso per “copia privata” previsto dalla legge.
Quindi io ho un CD regolarmente acquistato e posso ripparmi legalmente i miei MP3 da mettere sul mio iPod dato e per avere questo diritto pago un “compenso” sulla capienza della memoria del mio iPod.
Ora però non capisco una cosa: se io ho il diritto di creare una copia privata allora perché i DRM, che mi impediscono appunto la realizzazione di copie, sono legali?
Chi prende i soldi dell’equo compenso?
I soldi dell’equo compenso spettano (sempre secondo il sito SIAE) ad autori, produttori, editori e interpreti.
Con che criteri vengono ridistribuiti?
Per quello che ho potuto cercare non ho trovato alcuna tabella ufficiale della ripartizione di questi equi compensi
Ma per certo sempre dal sito SIAE si può leggere che
La legge affida alla SIAE il compito di riscuotere il compenso per “copia privata” e di ripartirlo ai beneficiari indicati dalla legge stessa, eventualmente anche tramite le loro associazioni di categoria.
Quindi temo che Silvia Night, gli Einstürzende Neubauten, le Vanilla Ninja e gli Everithing but the girl vedranno poco (niente).
Ma io sui supporti digitali ci metto i miei dati
In determinate condizioni è possibile richiedere un rimborso del compenso per copia privata.
In particolare si si è una pubblica amministrazione o una impresa privata e si utilizzano questi supporti esclusivamente per l’archiviazione di dati. Non sembrano esserci però rimborsi per i privati che sui DVD ci mettono il filmino delle vacanze…
Più informazioni in merito ai rimborsi direttamente dal sito della SIAE
Le mie impressioni
Non penso, visto il momento di vacche magre, che questo inizio 2010 sia un buon periodo per imporre nuovi balzelli, in particolare se come in questo caso rischiano per effetto collaterale di rallentare l’adozione delle nuove tecnologie nel nostro paese.
Inoltre non penso che un sistema simile di raccolta e redistribuzione possa realmente giovare agli artisti: temo che pioverà sempre sul bagnato, e i nuovi artisti emergenti che tanto avrebbero bisogno di due soldi per “campare di musica” non vedranno nulla, ma spero di essere smentito.
In generale penso che nell’era digitale occorra ripensare profondamente il sistema del diritto d’autore, ma questo è l’argomento di altri posto che puoi trovare nella colonna a destra.
Questo per il momento è tutto: i commenti sono aperti per continuare la discussione!
[foto di .imelda]

