Genio e follia

Pubblicato il 24-01-2011 da Sergio Longoni

Roger was an engineer in an area of the product where a typical new hire would take 3 months to become fully productive. Roger came fully up to speed in two days. On his third day, we gave him a project that was scheduled to take one month. Roger completed the project in 3 days with nearly flawless quality. More specifically, he completed the project in 72 hours. 72 non-stop hours: No stops, no sleep, no nothing but coding.
[...]
It turns out that Roger was bi-polar and had two significant drug problems: 1. He did not like taking his bi-polar medication and 2. He was addicted to cocaine.

Queste sono le parole usate da Ben Horowitz in un suo post riguardante l’assunzione dei “menti geniali” in una compagnia tecnologia.

Queste poche frasi dove viene descritto un caso limite di “flake” mi hanno particolarmente colpito facendomi ripensare alla mia esperienze sia professionali che personali in questi anni di vita su internet: seppure non mi è mai capitato di avere a che fare con un bipolare cocainomane (o almeno credo) nel corso degli anni ho visto un discreto campionario di caratteri, personalità e impostazioni mentali associati a persone – a volte realmente dotate – in un particolare aspetto della tecnologia.

Nerd? Certamente è una definizione ombrello che raccoglie molti di questi casi, ma quello ce lo si aspetta da qualcuno che lavora tutto il giorno sui computer; affetti da NADD? Anche questo ci sta: quasi tutti dannatamente multitasker in grado di scrivere codice parlando al telefono mentre seguono una chat su skype; Euforici entusiasti di cominciare qualcosa di nuovo e pessimisti più di Marvin dopo pochi giorni? Visto anche quello in svariati casi; incazzati come bestie per la minima cosa o aggressivi passivi? Come no.

Ok, messo così tutto in fila potrebbe sembrare che io abbia a che fare con i pazienti Arkham in tutti questi anni, ma in realtà questi fenomeni potrebbero tranquillamente essere circoscritti, però ci sono.

Data questa esperienza mi chiedo due cose.

Succede solo nell’informatica o è una condizione comune a tutti i lavori di ufficio?

E se succedesse prevalentemente nell’informatica è il lavoro che ti porta a questi comportamenti o sono questi comportamenti che ti avvicinano al lavoro sui computer?


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