Google Reinventa l’email con Wave

Pubblicato il 04-06-2009 da Sergio

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In questi giorni c’è grande fermento attorno alla presentazione di Google Wave a Google I/O 2009.

Google Wave è un nuovo medium di comunicazione che può essere descritto come una nuova forma di documento multi utente. (definizione data nel protocollo)

Wave è un prodotto di comunicazione real time avanzato.
In pratica l’utente avrà a disposizione un sistema di collaborazione ed editing di documenti basato su browser con il quale potrà comunicare in real time con altri utenti modificando lo stesso thread (wavelet); questi documenti potranno includere rich-text e elementi multimediali; Il sistema notifica l’utente delle modifiche apportate ad ogni Wave (insieme di Wavelet) e permetterà di riesaminare in maniera intuitiva lo storico delle modifiche al documento.

Wave è una piattaforma aperta estendibile ed embeddabile
Wave metterà a disposizione degli sviluppatori tool e API per creare estensioni e per includere porzioni di Wave all’interno di altri media.

Le estensioni saranno di due tipi: Gadget ovvero estensioni dell’interazione dell’utente con la piattaforma e robot ovvero sistemi automatici che andranno ad interagire con una Wave. Un esempio di gadget può essere un plugin per inserire in una wave un video di YouTube, mentre un esempio di robot può essere un applicativo che traduce in un’altra lingua quello che stiamo scrivendo.

Come possibilità di embed potremo aspettarci molto: dal pubblicare su un sito delle wavelet al raccogliere dati come commenti o voti in sondaggi creati all’interno di una wavelet tramite un plugin.

Wave è un protocollo di comunicazione aperto
Wave si fonda su un protocollo aperto che mira a garantire l’interoperabilità di diversi provider. L’idea di Google è che terze parti potranno gestire dei server creandoli da zero o modificando il codice messo a disposizione da Google.

La rete di server Wave sarà aperta, paritaria e non controllata direttamente da Google.

Questa rete di server manterrà copie sincronizzate delle wavelet e garantirà la modifica in real time dei contenuti. Ogni server sarà responsabile delle wavelet create dai propri utenti e si occuperà anche dell’autenticazione. Il protocollo di comunicazione è basato su XMPP

Qui puoi trovare maggiori informazioni sul protocollo.

Il progetto nel suo complesso è estremamente ambizioso, anche per una grande azienda come Google. La parte che mi lascia più dubbi è quest’ultima del protocollo: da quello che ho letto appunto ogni server avrà la responsabilità di mantenere le wavelet create dai propri utenti e di gestire la comunicazione in real time degli aggiornamenti con la rete di server che partecipano alla wavelet.

In uno scenario con pochi provider, o uno (Google appunto) il tutto funziona a meraviglia: sincronizzo una volta una modifica con il provider, e il provider si occupa di avvisare tutti gli utenti interessati; ma in uno scenario con tanti server penso che il real time risulti molto più complicato. Sto provando ad immaginarmi wavelet estremamente partecipate (tipo un forum di discussione tra diverse aziende) con centinaia di server.

Inoltre ho dei dubbi sulla responsabilità delle wavelet

Dalle whitepaper

Remote wavelets are hosted by other wave providers. The wave server maintains cached copies locally and updates them with wavelet operations that it gets from the hosting wave providers. When a local participant submits a wavelet operation to a remote wavelet, the wave server forwards the operation to the wave server of the hosting provider. When the transformed and applied operation is echoed back, it is applied to the cached copy. Read access to local participants is done from the cached copy without a round trip to the hosting wave provider.

Ovvero se una particolare wavelet dovesse trovarsi su un server “latitante” (diciamo che il server non è disponibile perché dei velociraptor stanno assaltando la webfarm) tutti i partecipanti non riusciranno a modificare contenuti mentre il server è giù.

Il problema è che in uno scenario del genere, a differenza di un guasto sulla posta elettronica, il sistemista avrà poco da fare quando l’utente comincerà a far squillare il telefono lamentandosi del disservizio. E la differenza sarà che l’utente non potrà neanche scrivere il messaggio, e non solo che, come succede oggi, il messaggio non arriverà a destinazione.

In quello che ho letto mi sembra venga descritto un sistema ideale, ma se l’obbiettivo di Google è cercare di soppiantare l’email penso ci sia ancora parecchio da lavorare.

E ci lavoreranno immagino: infatti quanto reso pubblico oggi è ancora in uno stato di sviluppo (in particolare il protocollo) e l’idea di Google è lanciare il prodotto entro l’anno.

Le promesse sono altissime e le aspettative altrettanto elevate: vedremo se Wave sarà in grado di rivoluzionare il nostro modo di comunicare e collaborare online o se resterà solo un altro tool dimenticato tra quelli sfornati da Google.


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