Google Wave: Shiny!
Pubblicato il 15-10-2009 da SergioBentornato nel Mio blog. Se trovi queste pagine interessanti abbonati gratuitamente tramite RSS feed o tramite Email!
Da qualche giorno sono stato abilitato alla preview di Google Wave (grazie dell’invito Giovanni) e dopo qualche giorno di test ho finalmente deciso di raccogliere le mie prime impressioni in questo post.
Cos’è Google wave Secondo me
Google Wave è un sistema avanzato di wiki basato su un sistema di messaggistica in tempo reale e organizzato seguendo il modello della posta elettronica.
Questa definizione in una frase può apparire molto complessa: cerco di dettagliarla.
Una wave è un documento condiviso. Ogni partecipante alla wave può editare qualsiasi parte del documento esattamente come succede in una wiki.
Wave però integra anche la possibilità di aggiungere dei messaggi (blip) sotto l’ultimo o dei commenti anche ad una porzione del testo. I commenti sono indentati e raccolti in una wavelet. Chiunque, come dicevo, può editare qualunque blip. Solitamente i primi blip raccolgono la parte fondamentale del documento e vengono seguiti da una serie di commenti.
Pubblico e Privato
Wave è essenzialmente un sistema di condivisione di informazioni tra privati, come può essere una email con più destinatari, ma con una forzatura. Inserendo un contatto speciale (un bot) è infatti possibile rendere pubblica nella wavesfera (non ho saputo resistere
) la propria wave. Ognuno potrà ricercare grazie al potente motore di ricerca integrato, la nostra wave e unirsi alla conversazione.
In questo momento dove molti utenti non hanno ancora nessun amico con cui scambairsi wave le wave pubbliche sono parecchio frequentate.
Uomini e Macchine
Da sola una wave è come una tela vuota: per estendere le funzioni di una wave si possono usare dei bot.
I bot, sono degli utenti speciali, ovvero dei veri e propri programmi che si occupano di varie funzioni di routine all’interno della wave come ad esempio invitare chi fa richiesta di essere aggiunto ad una wave pubblica o trasformare le emoticon da testo a immagine.
Ci sono anche dei chatterbot per chi volesse sfidare Turing.
Nuovo sistema Nuove Regole
Wave è un sistema completamente nuovo che lascia moltissimo potere in mano agli utenti. Chiunque può editare e anche cancellare o stravolgere il contenuto degli altri, chiunque può aggiungere chiunque ad una wave. In una nuova wave non c’è una gerarchia, non ci sono moderatori, è come una wiki con solo amministratori -e nessuno può cancellare le wave o rimuovere altri utenti. Gerarchia e moderazione possono essere in parte aggiunte inserendo dei bot dedicati.
Per questo motivo è stato necessario cominciare a stabilire delle nuove regole di convivenza, ovvero una nuova specifica netiquette.
Ci sono delle wave apposite in lingua inglese dove si cerca di definire quale debba essere il comportamento da tenere nelle wave pubbliche.
La cosa che mi ha sorpreso è come fino ad ora questo meccanismo potenzialmente a rischio troll stia reggendo egregiamente, almeno nelle wave italiane. Diciamo che non mi capita spesso su internet di vedere altre persone che chiedono il permesso di poter scrivere, cancellare o interagire.
Sincrono e asincrono
Una delle funzioni più note e più sorprendenti è l’editing sincrono delle wave carattere per carattere. A differenza di un normale sistema di chat quindi, non solo i nostri messaggi compaiono sul sito in tempo reale ma diventano pubblici carattere per carattere mentre vengono digitati ancora prima di premere invio.
Questo crea delle piacevoli conversazioni dove, in determinate condizioni, si comincia a rispondere sulle mezze domande.
Solo provandolo si riesce a capire quanto questo sistema renda più veloce e più divertente la chat online.
Inoltre fa un certo effetto vedere come in determinate ore di punta qualcuno stia editando i contenuti attorno al tuo, e si rimane un po’ disorientati – specialmente nelle wave più lunghe – nel cercare di tenere il filo di più conversazioni in tempo reale.
Ma esiste anche l’aspetto asincrono: quando mi loggo dopo una giornata di lavoro infatti trovo che qualcuno ha proseguito la wave in mia assenza. Tramite l’interfaccia posso semplicemente andare a vedere i nuovi blip e le modifiche al testo precedentemente scritto (evidenziate in giallo le aggiunte e in rosso le frasi eliminate).
Però fa uno strano effetto andarsi a rileggere dei messaggi tipo “per questa notte stacco, ci si becca domani!” tipici della chat, ma particolari in un contesto e una modalità di fruizione più simile a quella di un forum.
In ogni caso le informazioni passano, e se dopo qualche giorno qualcuno passa ad eliminare i blip di conversazione inutili dal punto di vista di archivio, il risultato finale è migliore sia di quello di una chat che di quello di un forum.
Bugs!
Naturalmente essendo una preview ci sono un numero considerevole di bug.
Prima cosa le prestazioni: quando le wave cominciano ad arrivare a 400/500 blip è facile che tutto il sistema cominci a collassare e potrebbe anche comparire il famigerato messaggio “questa wave sta per esplodere”
Dall’altra parte può succedere, come nella wave aperta da Donato, che la wave deragli e attorno alla quattrocentesima risposta in una wavelet (gruppo di risposte) il sistema si impianti miseramente non lasciando a nessuno la possibilità di editare o cancellare contenuto e quindi di fatto bloccando la wave. Peccato, soprattutto quando questo succede in una delle più partecipate wave italiane pubbliche e nella quale si era cominciato a scrivere la versione italiana delle FAQ (poi salvata e spostata in una wave dedicata a parte)
Ce ne sarebbe ancora tanto da dire, ma direi che visto che sono prossimo alle 900 parole mi fermo qui.
Come Gigi, anche io ripubblicherò il mio post su wave quindi se anche voi siete iscritti magari passate a commentare anche di la.
Se vuoi aggiungermi su wave il mio indirizzo è kromeboy@googlewave.com
E se te lo stai chiedendo, no, al momento non ho inviti disponibili


[...] Come sapete, un sacco di gente sta provando Google Wave, il nuovo servizio del colosso che dovrebbe riunire mail, chat, wiki, ecc… Tra le cavie c’è Sergio Longoni che per il momento ha buttato giù le sue prime impressioni. [...]