I computer del futuro

Pubblicato il 22-04-2011 da Sergio Longoni

Encob si chiede come saranno i computer tra 50 anni.

In questo esercizio di fantasia immagino che tutti i computer – ma più che computer le apparecchiature elettroniche in genere – del pianeta siano connessi da una unica grande rete figlia della attuale internet in modo da poter semplificarci la vita in maniera trasparente.

Già oggi attraverso un cellulare collegato ad internet possiamo accedere a montagne di informazioni, comprare i biglietti del treno, vedere una cartina, comunicare attraverso i social network … Penso che in futuro tutto questo diventerà ancora più facile e trasparente.

Non penso a mirabolanti interfacce alla Minority Report o ai comandi vocali di Star Trek, penso invece a macchine intelligenti in grado di comprendere il linguaggio naturale e di eseguire con rapidità i compiti a loro assegnati. Penso a qualcosa di simile ai robot di Guerre Stellari, ma senza l’inutile scafandro di metallo.

Un assaggio di quello che potrebbe essere un computer in grado di interpretare il linguaggio naturale e svolgere un compito complesso l’abbiamo visto quest’anno con Watson.

Ed è quello che sogno: dei “robot” in grado di capire i nostri gusti e fare la spesa online per noi, magari aiutandoci a bilanciare la dieta e il portafogli – si ok, è il famoso frigo che fa la spesa da solo, cavallo di battaglia della domotica anni 90 (e forse anche 80).

Allo stesso modo i robot potrebbero consigliarci quali libri leggere, quali film vedere, dove andare in viaggio: anche qui ci siamo tutto sommato.

La vera rivoluzione avverrà però solo se i computer interconnessi tra di loro riusciranno a scambiarsi e incrociarsi le informazioni: qui entrano in ballo discorsi di standardizzazione, privacy e possesso dei dati, ma penso che in qualche modo un passo alla volta arriveremo all’integrazione dei sistemi. Già oggi possiamo spostare con relativa facilità la nostra lista di contatti da un social network ad un altro.

Per quanto riguarda le interfacce non prevedo nulla di radicale: penso che se vorremo ancora scrivere (e spero di si) continueremo ad usare una buona vecchia tastiera. Magari il mouse sarà rimpiazzato da qualcosa di più avanzato tipo una tavoletta stile iPad o una combinazione touch screen/tastiera.

Ma forse scriveremo molto di meno: quelli che abbiamo davanti potrebbero tranquillamente diventare gli anni del video e, anche se i videoblog e i video social network non hanno ancora preso piede degli esperimenti come chatroulette potrebbero essere indicatori di un modo completamente diverso di intendere la rete.

Una cosa è certa: ci attendono anni interessanti!


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