I for one welcome our new computer overlords

Pubblicato il 01-03-2011 da Sergio Longoni

Ne avevo parlato qualche settimana fa IBM ha sfidato i campioni di Jeopardy! come una volta aveva sfidato il campione del mondo di scacchi.

Come è andata a finire? Per farla breve Watson ha sbaragliato gli avversari.

Nella prima giornata Watson è partito subito alla grande battendo sul tempo gli avversari e rispondendo con precisione a tutte le domande, ma poi a metà è successo qualcosa: Watson ha cominciato a sbagliare.

La prima serata si è conclusa con un pareggio.

Nella seconda giornata Watson, probabilmente messo dopo una messa a punto, ha staccato di misura i suoi avversari non lasciando alcun dubbio sulle proprie capacità… almeno fino alla domanda finale.

L’indizio faceva parte della categoria Città degli Stati Uniti e sorprendentemente Watson ha risposto “What is Toronto?????”.

La domanda in realtà non era neanche difficilissima, ma IBM ci spiega quali possano essere le ragioni dell’errore madornale di Watson.

In ogni caso ci siamo potuti accorgere dell’errore solo perché in quel particolare tipo di domanda era richiesta obbligatoriamente una risposta: ciò nonostante Watson ha sostanzialmente tirato a indovinare…

Nell’ultima giornata Watson ha continuato a dare del filo da torcere agli umani che, per batterlo sul tempo, hanno optato per prenotarsi in ogni caso e cercare di risolvere la domanda dopo… questo naturalmente solo per le categorie più facili.

Non è bastato.

Watson ha concluso la terza giornata con un vantaggio considerevole sugli avversari umani, dimostrando quanto possono essere avanzate le macchine oggi.

Ken Jennings ha scherzosamente riconosciuto la sconfitta scrivendo la frase “I for one welcome our new computer overlords” – un meme ispirato ai Simpson e prima ancora a Empire of the Ants – certamente la frase più adatta.

Ma ora per Watson il tempo del gioco è finito: è ora di mettersi al lavoro… verso la singolarità!


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Un Commento a “I for one welcome our new computer overlords”

  1. [...] Un assaggio di quello che potrebbe essere un computer in grado di interpretare il linguaggio naturale e svolgere un compito complesso l’abbiamo visto quest’anno con Watson. [...]

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