Il Browser e la Croce
Pubblicato il 12-11-2009 da SergioBentornato nel Mio blog. Se trovi queste pagine interessanti abbonati gratuitamente tramite RSS feed o tramite Email!
Quando penso alla corte europea, penso al crocifisso nelle classi e ad Internet Explorer in Windows.
In entrambi i casi le decisioni della corte europea non hanno avuto conseguenze nel mondo reale: il crocifisso bene o male resterà nelle aule dove è ancora esposto e -di fatto- i computer con Windows 7 preinstallato continuano ad avere anche Internet Explorer installato, magari dal distributore.
A causa dell’abuso di posizione dominante la chiesa cattolica è riuscita a preinstallare crocifissi un po’ in ogni dove.
I laici accusano la Chiesa di essere retrograda, di bloccare il progresso tecnologico, e di non essere compatibile con lo standard HTML e CSS, ma nonostante quello che possano dire i laici rimane comunque predominante la fetta di mercato che rimane legata al crocifisso invece di riscoprire la fede come vorrebbe la religione del panda rosso.
Anche il culto di Internet Explorer, nonostante sia entrato in una fase di lento declino, è ormai per la maggior parte degli utenti una parte della nostra cultura: molti utenti infatti riconoscono internet nel simbolo di Internet Explorer.
Molti di voi pensano di essere nel bel mezzo di una guerra culturale e che quindi per difendere la “nostra cultura” occorra limitare la libertà di chi non usa Internet Explorer.
Queste persone affermano che se non reagissimo subito in breve tempo fanatici di Google costringano tutti gli altri browser a girare per strada indossando un Chrome Frame che nasconda interamente l’area di navigazione lasciando scoperti solo gli occhi.
Il mio punto di vista è diverso: non mi da fastidio che una classe arrivi con un crocifisso preinstallato o che in un sistema operativo venga appeso un determinato browser a patto che la mia libertà di appendere un altro browser in aula o di mettere un altro simbolo religioso nel mio sistema operativo non venga limitata e che allo stesso modo la mia religione (o anche la mia non religione) e il mio proselitismo nella causa di un web migliore tramite l’adozione di browser più aderenti agli standard non venga limitata dalla legge e soprattutto dalla cultura del nostro paese.
Dobbiamo imparare ad essere più aperti e a far crescere le nostre idee confrontandole con quelle degli altri, soprattutto se sono radicalmente diverse dalle nostre.
Lo so, è difficile andare contro le regole del branco, ma andare contro le regole del branco ci rende animali migliori.


Che dire. Sante parole.
Applausi.
Andrea Pazienza dicva qualcosa del tipo “Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi”
@Shinji, anche tu in attesa di sviluppi riguardo quoob sul digitale terrestre, eh?