Il Problema non è nella Rete ma Nei Nodi
Pubblicato il 13-01-2010 da SergioBentornato nel Mio blog. Se trovi queste pagine interessanti abbonati gratuitamente tramite RSS feed o tramite Email!
Gianni Riotta parla del “Declino del Web” riportando le opinioni di Jaron Lanier.
Secondo l’articolo, commentato tra gli altri anche da Gigi Cogo e Luca De Biase, il web è oramai ridotto ad “una poltiglia di informazione amorfa [che] rischia di distruggere le idee, il dibattito, la critica.”
Tutto questo perché oramai chiunque può dire la sua attraverso un blog o facebook e quindi i pareri di un premio nobel e quelli della mia vicina di casa sono distinti solo da un diverso URL, e poi perché “la gente” sul sito del corriere e di repubblica guarda i video stupidi (accuratamente selezionati dai redattori di repubblica e corriere).
Ecco i miei commenti
è l’intenet bellezza!
Internet è fatta così, è una rete paritaria tutto vale uguale e tutte le opinioni competono allo stesso modo. Cosa c’è di male in questo? Fa paura? Certamente. Fa paura che chiunque possa essere editore e che qualunque punto di vista (per quanto ignorante o estremista) possa potenzialmente raggiungere milioni di persone.
Ma io in questo non ci vedo nulla di male perché…
Internet non ha un palinsesto
A differenza della televisione, dove se accendi al giovedì sera su Canale 5 ti becchi “il Grande Fratello” e non ci si può far niente, su internet i contenuti sono praticamente illimitati, e quindi cosa guardare lo scegli sempre tu. Puoi perdere il tuo tempo guardando i video selezionati dalla massa, o puoi andarti a cercare qualcosa che ti apra la mente.
Ad esempio io negli ultimi anni ho scelto di guardare molti video di conferenze, in particolare quelli del Ted.
La “massa” seleziona in maniera pessima, e la massa di italiana poi seleziona anche peggio: per avere un’idea basta guardare la quantità di figa presente nell’edizione italiana della pravda rispetto alle edizioni nelle altre lingue.
Ma grazie ad internet è possibile selezionare un insieme ridotto di persone a noi affini ed effettuare un filtro collaborativo, e possiamo usare quest’ultimo al posto di Google, quando stiamo cercando qualcosa: ad esempio musica, libri o film.
Wikipedia funziona se la si legge in modo critico
Wikipedia funziona così. Ogni voce ha una serie fonti che posso valutare di volta in volta attendibili o meno quando leggo un articolo. Se l’articolo non ha fonti allora è il caso di discuterne, e proprio wikipedia permette la discussione articolo per articolo.
Se il tema è controverso possono esserci casi di vandalismo, ma è sempre possibile tornare indietro e vedere gli articoli prima delle modifiche.
La qualità delle fonti è solitamente molto alta: raramente vengono accettati blog o altre fonti semplicemente modificabili.
Certo. Chi legge deve usare un po’ di spirito critico, ma questo dovrebbe valere per ogni cosa.
Facebook è un telefono
Per me facebook è uno strumento di comunicazione al pari del telefono con il quale posso tenermi in contatto con le persone che conosco in maniera sincrona o asincrona e senza perderci troppo tempo. Grazie a facebook risparmio un sacco di telefonate del tipo “Ciao come stai” e di conseguenza ho un sacco di tempo che posso dedicare ad attività più interessanti (ad esempio leggere libri) e allo stesso modo però posso incontrare i miei amici più spesso perché rimanendo costantemente in una relazione a bassa intensità e facile organizzare serate anche con chi non vedi o senti da mesi.
Oltre a facebook utilizzo anche skype e l’email per lo stesso scopo: rimanere in contatto risparmiando tempo.
Il resto del “fenomeno facebook” pur essendo affascinante mi interessa ben poco.
Le voci autorevoli me le scelgo da solo. Grazie.
Un sottotesto che mi pare di intravedere nell’articolo di Riotta è l’idea che possano esistere persone oggettivamente e incontrovertibilmente autorevoli, e che queste ultime sarebbero essere i depositari della www.verità del titolo.
No. Sono disposto ad accettare qualunque parere di qualunque persona e valutare con la mia testa i fatti che quest’ultima mi sottopone allo stesso modo.
Penso che Copernico sia stato per i suoi tempi una fonte meno autorevole della Bibbia, per questo motivo preferisco scegliere personalmente a cosa credere.
Il problema è nei nodi
Il problema non è quindi nella rete ma nei nodi. Sono le persone il problema, non tanto per quello per scrivono, ma più per quello che leggono, o ancora meglio per come lo leggono.
Anni di cultura massificata hanno atrofizzato il cervello collettivo della “massa” che quindi anche di fronte ad medium selvaggio come è internet, preferiscono spegnere il cervello e cliccare sul video più letto.
Può essere anche vero che la sovrainformazione alla quale siamo esposti ci renda tutti più stupidi, ma di questo sarà l’argomento di un mio prossimo pezzo.
In conclusione penso che internet stia migliorando anno dopo anno e che già oggi esista chi ha la volontà, la capacità e la necessità di usare internet così com’è al suo pieno potenziale.
Mi auguro che con gli anni e con la diffusione del mezzo questa gente aumenti.
Questa la rivoluzione che spero internet porti nel mondo.
[Foto di Greendragonflygirl]

