Nel Frattempo a Mosca …
Pubblicato il 10-11-2008 da SergioBentornato nel Mio blog. Se trovi queste pagine interessanti abbonati gratuitamente tramite RSS feed o tramite Email!
Mentre gli occhi del mondo sono puntati sugli Stati Uniti in Russia il neo eletto presidente Medvedev ha tenuto lo scorso 5 Novembre il suo primo discorso sullo stato della nazione.
I molti i punti toccati nel discorso sono riassunti in questo articolo della RIA Novosti, l’agenzia di stampa governativa russa.
Ne ho estratto qualcuno tra i più significativi.
- L’offensiva militare Georgiana in Sud Ossezia sono una diretta conseguenza delle politiche unilaterali dell’amministrazione statunitense.
- La Russia non cederà il suo ruolo nel Caucaso
- Ha proposto di estendere i turni parlamentari e presidenziali dai quattro anni attuali a sei e cinque anni rispettivamente
- La Russia dispiegherà dei missili a corto raggio Iskander a Kaliningrad (exclave russa situata tra Polonia e Lituania) in risposta ai piani missilistici Statunitensi in Europa
- La Russia ha cancellato i piani di smantellamento di tre reggimenti missilistici nella parte centrale del paese in risposta al piano di scudo antimissile statunitense per l’Europa
- La russia non si farà trascinare in una corsa agli armamenti ma continuerà ad assicurare la sicurezza dei propri cittadini
- Si augura che la nuova amministrazione statunitense cerchi migliori relazioni con la Russia
- La Russia continuerà i suoi sforzi per risolvere i conflitti post sovietici in Nagorny Karabakh e Transnistria
- La Russia userà la guerra elettronica per neutralizzare lo scudo antimissile Statunitense
- Convertire i pagamenti per Petrolio e Gas in rubli
Come si vede dai punti sopraelencati, ancora una volta la Russia vuole competere come la superpotenza che era precedentemente al collasso dell’Unione Sovietica. Le ragioni economiche e il controllo territoriale si mescolano in questo grande paese troppo lontano dalle luci dei riflettori dei nostri media. Oligarchi, generali e politici stanno stendendo un loro personalissimo piano per il “nuovo secolo russo” e, per quanto possa sembrare anacronistico, il mondo potrebbe tornare a polarizzarsi attorno a due superpotenze.
Questa, tra le molte sfide che si troverà ad affrontare la nuova amministrazione degli Statunitense, potrebbe essere tra le più difficili. Si sono fatti in questi mesi diversi parallelismi tra Kennedy e Obama: speriamo che il nuovo presidente non debba trovarsi ad affrontare una nuova crisi dei missili, questa volta in Europa.
