Non è Vero che in Italia Non c’è Lavoro

Pubblicato il 28-02-2008 da Sergio Longoni

Non è vero che in Italia non c’è lavoro è solo che è vietato offrirlo!

Ieri ho pubblicato avrei voluto pubblicare un annuncio per un posto di lavoro da web designer (e con questo naturalmente NON voglio certo suggerire a chi fosse interessato di contattarmi), ma grazie ai “mistici meccanismi di autoregolamentazione della blogosfera” sono stato bloccato da Davide, il quale mi ha avvisato che facendolo avrei pestando i piedi allo Stato Italiano.

Sembra infatti che, come riscontrato da Andrea il pubblicare annunci di lavoro sul proprio blog sia punibile con multe da 4.000 a 12.000 euro!!!

Il tutto sarebbe sancito dagli articoli articolo 9 del decreto legislativo n. 276 del 10 settembre 2003:

Art. 9.
Comunicazioni a mezzo stampa internet, televisione o altri mezzi di informazione

1. Sono vietate comunicazioni, a mezzo stampa, internet, televisione o altri mezzi di informazione, in qualunque forma effettuate, relative ad attività di ricerca e selezione del personale, ricollocamento professionale, intermediazione o somministrazione effettuate in forma anonima e comunque da soggetti, pubblici o privati, non autorizzati o accreditati all’incontro tra domanda e offerta di lavoro eccezion fatta per quelle comunicazioni che facciano esplicito riferimento ai soggetti in questione, o entità ad essi collegate perché facenti parte dello stesso gruppo di imprese o in quanto controllati o controllanti, in quanto potenziali datori di lavoro.

2. In tutte le comunicazioni verso terzi, anche a fini pubblicitari, utilizzanti qualsiasi mezzo di comunicazione, ivi compresa la corrispondenza epistolare ed elettronica, e nelle inserzioni o annunci per la ricerca di personale, le agenzie del lavoro e gli altri soggetti pubblici e privati autorizzati o accreditati devono indicare gli estremi del provvedimento di autorizzazione o di accreditamento al fine di consentire al lavoratore, e a chiunque ne abbia interesse, la corretta e completa identificazione del soggetto stesso.

3. Se le comunicazioni di cui al comma 2 sono effettuate mediante annunci pubblicati su quotidiani e periodici o mediante reti di comunicazione elettronica, e non recano un facsimile di domanda comprensivo dell’informativa di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, indicano il sito della rete di comunicazioni attraverso il quale il medesimo facsimile è conoscibile in modo agevole.

Sinceramente non è che questo articolo mi sia chiarissimo: non ho capito ad esempio se i collaboratori possono “comunicare a terzi” una offerta di lavoro inerente alla azienda per la quale lavorano. In ogni caso proverò a chiedere lumi.

Naturalmente se ne sai qualcosa di più di me in materia i commenti sono qui apposta.

Se questo articolo sancisce quello che sembra sancire mi chiedo quale governo può essere stato così scellerato da varare un provvedimento così folle.

Cosa vogliono? Che per cercare un collaboratore una azienda debba avvalersi solo di soggetti accreditati? Un’altra casta? Pure qui?

E pensare che proprio questa mattina stavo pensando a come sarebbe bello creare un portale/aggregatore che raccolga tutte le richieste di lavoro dai vari blog italiani basandosi semplicemente su un tag prestabilito da mettere nei post…

Sono sempre più convinto che la politica Italiana sia l’arte di rendere impossibile il possibile.

Ok, ok la smetto di lamentarmi altrimenti mi ingrillisco e non va bene.


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