Postmortem di Volunia

Pubblicato il 12-06-2012 da Sergio Longoni

C’è una particolare fase di ogni progetto web nella quale si possono imparare delle grosse lezioni: questa fase è il “postmortem”.

Il postmortem è solitamente una riunione effettuata al termine di un progetto, o di una fase importante di un progetto, nella quale se cercano di stabilire quali siano le cose andate bene e quali invece siano le cose andate male.

I postmortem sono particolarmente interessanti e istruttivi nel caso un progetto abbia fallito alcuni o tutti gli obiettivi.

Oggi Massimo Marchiori ha lasciato Volunia, il progetto che lui stesso aveva ideato e per il quale era stato l’unico elemento visibile.

Pensavo di aver scritto qualcosa riguardo a Volunia ma non riesco a trovarlo: era un insieme di critiche negative che probabilmente ho preferito cestinare dato che non sia particolarmente costruttivo e incoraggiante scaricare tutte le critiche negative su un progetto nascente e poi lamentarsi che in Italia non si combina nulla.

Volunia per chi non lo sapesse vorrebbe essere – secondo le parole della prima videopresentazione tenuta dallo stesso Marchiori – un “nuovo motore di ricerca innovativo”, che propone una “nuova prospettiva”.

La nuova prospettiva di Volunia è apparentemente la prospettiva isometrica delle mappe dei siti.

Nella prima presentazione, un quasi teaser o meglio ancora un elevator pitch Marchiori sembra contraddire completamente quello che scrive oggi sulle pagine de Il Sole 24 Ore.

Il progetto iniziale – per come lo avevo concepito già anni fa – non hai mai avuto un motore di ricerca proprietario.

E allora perché alla domanda cosa è Volunia la risposta è “un motore di ricerca?” allora perché se apro Volunia la prima cosa che vedo è un campo di ricerca?

In tutta la lettera Marchiori sembra voler scaricare tutte le responsabilità su altri, sia dal punto di vista della grafica, sia da quello della comunicazione, sia da quello tecnico.

Bene capisco che Marchiori non è il CEO di Volunia ma dovrebbe essere il Wozniak della situazione, ovvero quello come che

ha creato un team e l’ha guidato nella costruzione da zero del sistema, ha affrontato le difficoltà di una startup e cercato soluzioni a mano a mano che la complessità aumentava, sempre con la visione del progetto globale.

E quindi la lettera al Sole dove scarica su altri tutte le responsabilità del fallimento del progetto difendendo al contempo la validità delle proprie idee e dei propri algoritmi mentre dall’altra parte tutte le decisioni errate sono state prese da qualcun altro contro il suo parere.

E allora perché il nome di Volunia è rimasto così legato alla figura di Marchiori? Perché in ogni articolo di giornale che parla di questo motore si finisce sempre a tirare fuori la storia del ricercatore italiano novello Meucci?

Se il progetto stava così chiaramente dirigendosi verso il fallimento perché Marchiori non ha lasciato almeno la posizione di Frontman rimanendo solo con un ruolo tecnico più anonimo? Perché si è esposto così tanto dicendo cose nelle quali non credeva? E soprattutto perché oggi arriva e ritratta tutto quello che fino a ieri aveva difeso?

Questo è il massimo del postmortem che posso fare (umilmente, da uno che non si è mai lanciato in qualcosa di così ambizioso come Volunia). Sarei invece interessato alla reale parte del postmortem fatta dal diretto interessato nella quale però non vengano elencate solo le responsabilità degli altri – non siamo qui a distribuire colpe – ma dove si riconoscono i propri errori e si cercano modi per evitarli in futuro.

Penso che sia tutta qui la cultura del fallimento di Silicon Valley.


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3 Commenti a “Postmortem di Volunia”

  1. andrea scrive:

    Condivido in pieno, questo che riporto e’ il mio commento all’articolo sull’addio del professore inviato a repubblica, dailywired il sole 24 ore e altri blog, repubblica e dailywired hanno censurato senza ritegno sia il mio che tutti i commenti contrari al professore di cui discutiamo del postmortem, eccolo:

    Prof. Marchiori, in certi momenti sarebbe piu’ oppurtuno star zitti e conoscere l’arte del non apparire, anziche’ parlare senza dare spiegazioni e addossando le responsabilita’ sempre ad altri. Sono power user dal primo giorno, mi sembra che il direttore tecnico fosse lei, e non ho mai ricevuto alcun riscontro ai miei feed inviati, alcuni semplici come un problema sul mio account, altri piu’ complessi, come l’addon per IE. L’unica responsabiltia’ e l’unico errore commesso pare sia avere accettato compromessi, ma sa come funzionano le aziende?

    Perche’ non parla della presentazione, un fiasco e una figuraccia a livello globale, della grafica ridicola, dei mille bug, dell’utilizzo di word press e delle violazioni al sito avvenute i primi giorni, del sistema di ban, e sopratutto perche’ non parla sul silenzio per mesi alle migliaia di feedback inviati dagli utenti, possibile che un direttore tecnico non abbia responsabilita’ in tutto questo?

    Vorrei ricordarle infine che per sua stessa ammissione in Volunia continuera’ ad essere socio e a godere dell’eventuale successo della sua attivita’ imprenditoriale. Proprio per questo, a 6 giorni dal lancio mondiale del progetto di cui si definisce ideatore ma che dalle sue parole sembra sia stato un progetto fatto da altri, avrebbe fatto meglio, a mio parere, a tacere e a risolvere il suoi problemi nel cda della societa’ e non a mezzo stampa contribuendo a diffondere la sua immagine e facendo fare l’ennesima figura a quella che lei definisce la sua creatura ma che evidentemente tanto sua non e’, e’ di altri.

    A tutti gli altri, quelli che non sono mai citati, faccio i miei migliori auguri perche’ continuino a lavorare al progetto con grinta, passione e fiducia e senza farsi condizionare da scelte o minacce velate sul loro futuro, Volunia da quanto dice sono piu’ loro che lei ma le ricordo che Volunia siamo soprattutto noi, sino al 14 semplici power user, dal 14 semplicemente User.

    grazie se pubblicherai, io condividero’ sicuramente il tuo messaggio sulle pagine dei social network

  2. Sergio Longoni scrive:

    Grazie per il commento: direi che completa il post.

  3. Blister scrive:

    Condivido in pieno quanto riportato nell’articolo e nel commento di Andrea. Sono una di quelle persone che ha dato ragione a Marchiori all’apparire della sua lettera. Successivamente però, vedendo l’enfasi mediatica, mi sono posta alcune domande.

    In effetti il 6 febbraio che coincide con l’apertura di Volunia ai power users molti utenti hanno criticato nei feedback proprio quegli aspetti lamentati dal Professore eppure quei feedback non hanno mai avuto risposta.

    Che senso ha una lettera di quel genere quando si suppone che nel team ci siano studenti e ricercatori allievi di Marchiori?
    Eppure Marchiori stesso sa che il progetto andrà avanti perché una volta lanciato, volenti o nolenti, è da folli ritenere che possa essere interrotto. L’unica spiegazione che posso darmi è quella di voler danneggiare il team e Volunia stessa.

    Anche la tempestività della data, qualche giorno prima dell’apertura al pubblico, mi porta purtroppo a pensare che il professore abbia voluto danneggiare progetto e team.

    Singolare e molto grave inoltre che il Professore non abbia sentito il bisogno di ringraziare e salutare pubblicamente quei suoi allievi che ancora credono e portano avanti Volunia. Aspetto che mi porta a riflettere sul fatto che il Professore non abbia le caratteristiche del Maestro e che essere suo allievo sia rischioso in quanto in balia di persona non affidabile. Nell’enfasi mediatica e di parte data alla lettera non c’è nessuno che pensi al team, nessun nome, nessuno si chiede niente sui collaboratori e sul futuro di Volunia: si ritiene evidentemente che Marchiori fosse l’unico a lavorare al progetto e pertanto l’esperienza Volunia è da ritenersi conclusa.

    Il progetto continuerà senza di lui, grazie ai suoi collaboratori. Volunia è stato aperta al pubblico e le critiche degli utenti sono pressoché positive. E’ un progetto nuovo e ambizioso e noi power users faremo l’impossibile perché vada avanti e perché questa triste vicenda venga arginata e dimenticata al più presto. Faremo di tutto per mettere al centro dell’attenzione Volunia e i suoi aspetti innovativi andando al di là di quei personalismi così cari evidentemente a tanti.
    Spero di poter leggere prima o poi articoli incentrati su Volunia.
    Un saluto al team di Volunia.

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