Qualche altro consiglio per chi cerca lavoro

Pubblicato il 04-11-2009 da Sergio

Bentornato nel Mio blog. Se trovi queste pagine interessanti abbonati gratuitamente tramite RSS feed o tramite Email!

Scrivo questo post in risposta a questo post di Luca Sartoni.

L’argomento è delicato e ha già scatenato discussioni su blog e friendfeed.

Aggiungo qui le mie riflessioni personali.

Le variabili in gioco
Non penso che le uniche variabili in gioco siano l’impegno richiesto e la retribuzione. Specialmente se si tratta del primo lavoro -o se si lavora in un settore in costante mutamento come l’informatica- occorre stare sempre attenti alle reali prospettive fornite dal lavoro offerto: avrò possibilità di imparare protocolli e metodologie standard o emergenti oppure dovrò configurare un software sviluppato dall’azienda e quindi tutta l’esperienza che accumulerò in quel posto di lavoro varrà praticamente zero dalle altre parti?

Questo è difficile da valutare, ma ci si può comunque fare una idea guardando il portfolio aziendale: in particolare se l’azienda fa siti web.

Che tipo di sfide dovrò affrontare? Mi dovrò occupare di un singolo aspetto di sistema (ad esempio il sistema di pagamento di un ecommerce) o avrò una visione di insieme del progetto (ovvero tutto il sistema di ecommerce dall’interfaccia, alla fatturazione, alle campagne di adsense)?

Ah, penso sia inutile dirlo: altra variabile in gioco è il tipo di contratto.

La selezione è a carico dell’azienda
Vero, ma comunque anche il candidato è il caso che si concentri su delle offerte idonee al suo profilo piuttosto che mandare CV a pioggia e poi girare come una trottola da un colloquio all’altro.

La retribuzione la propone il candidato
In genere si, a parte per il primo lavoro è sempre andata così. Una cosa: la retribuzione naturalmente dovrebbe essere commisurata alle retribuzioni degli altri dipendenti: e qui si apre un capitolo a parte dato che è abbastanza comune non sapere la retribuzione dei colleghi.

Esiste solo un motivo per essere rifiutati
Ovvero l’essere incompatibili con la posizione ricercata. Nell’essere compatibili con una posizione rientra però anche la retribuzione richiesta. Se poi una azienda cerca un CSW (Certified Specialist of Whatever) ed è disposta a pagarlo solo poche centinaia di pizze di fango del Camerun allora non penso esista alcun candidato compatibile con la posizione ricercata.

Stage
A differenza di Luca io non sono contrario agli stage a patto che
1) Sia il mio primo impiego
2) Ci sia un minimo di rimborso spese
3) La durata dello stage non sia superiore alle otto settimane
4) Esista una figura di “tutor” o comunque le condizioni per essere inseriti nell’azienda.

In assenza di queste condizione lo stage è una perdita di tempo e soldi -anche per l’azienda- a mio parere.

Per i restanti due paragrafi del post fortunatamente non ho esperienze in merito e quindi sono d’accordo con quanto scritto da Luca.

I commenti naturalmente restano aperti per continuare il dibattito.


Trackback | | Stampa

4 Commenti a “Qualche altro consiglio per chi cerca lavoro”

  1. Overlord scrive:

    Sergio, non la vedo proprio così. Con i tempi che corrono devi baciare terra anche se ti fanno fare lo stage. Ho trovato una difficoltà di pazzi a trovarne uno: non retributo ne rimborsato!

  2. Sergio scrive:

    Il mio commento sugli stage voleva già essere più possibilista rispetto al “Non fate gli stage” di Luca.

    Certamente tutte le valutazioni e i consigli vanno poi confrontate con la realtà: già quando avevo cominciato io, 8 anni fa, era praticamente impossibile venire assunti direttamente e quindi ho dovuto fare un paio di mesi di stage prima di avere il contratto di apprendista.

    Immagino che ora la situazione possa essere anche peggio per chi deve cominciare.

  3. [...] Qualche altro consiglio per chi cerca lavoro [...]

  4. valentina scrive:

    fate gli stage ma solo se gratis o retribuiti

Lascia un commento