Radiohead In Rainbows: Diamo i Numeri
Pubblicato il 09-11-2007 da SergioBentornato nel Mio blog. Se trovi queste pagine interessanti abbonati gratuitamente tramite RSS feed o tramite Email!
Penso avrai sentito parlare di In Raindows: l’ultimo album dei Radiohead distribuito via internet al prezzo che vuoi tu.
Quando era stata annunciata, questa operazione è stata indicata come il chiaro segno della crisi del mercato musicale come lo conosciamo, ovvero quello delle Major.
Le settimane passano e il clamore della novità si smorza naturalmente.
Questa settimana In Rainbows torna a far parlare di se sui media internazionali ai blog, fino al Corriere della Sera che titola “I Radiohead traditi dal paga quanto vuoi”.
Tutti o quasi sono unanimi a dichiarare il fallimento dell’operazione perchè 3 persone su 5 avrebbero scaricato l’album senza sborsare una sterlina.
I Radiohead infatti non hanno imposto un prezzo minimo: quindi è possibile scaricare l’album gratuitamente.
E poi giù a sparare analisi sociologiche sui giovani che non hanno rispetto, che non apprezzano l’arte, e che pretendono di avere tutto, subito e gratis; il tutto per arrivare alla conclusione che le “sante” major sono l’unico modo per un musicista di campare del suo lavoro.
Ma da dove vengono questi dati? Chi li ha diffusi? I Radiohead? I gestori del loro sito? No!
I dati sono stati diffusi da ComScore: un istituto di ricerca statistica dell’uso di internet paragonabile alla più nota Alexa.
Nel loro comunicato stampa nelle note piccole si può leggere
comScore, Inc. (NASDAQ: SCOR) is a global leader in measuring the digital world. This capability is based on a massive, global cross-section of more than 2 million consumers who have given comScore permission to confidentially capture their browsing and transaction behavior, including online and offline purchasing.
Semplificando: questi qua hanno un software simile alla Alexa Toolbar ma più potente che viene distribuito – stando a wikipedia anche in maniera controversa – ad un campione di due milioni di utenti non selezionati e pertanto poco rappresentativi.
Questi due milioni di utenti dovrebbero essere rappresentativi di qualcosa come un miliardo e duecento milioni di utenti.
I comportamenti di queste persone cosa possono veramente rappresentare qualcosa?
Faccio un esempio della validità di questo tipo di ricerca.
Alexa, il quale software ha una base di utenti più grande (si parla di 10 milioni di download), questo luglio calcolava che YouTube facesse più visite giornaliere di Google.
Una assurdità: Google fa quasi 10 volte tanto le visite di YouTube!
Come avrai capito la mia idea è che questo tipo di ricerche valgono poco o niente.
Per correttezza però ti consiglio di leggere anche la versione dei fatti di ComScore.
E per concludere, forse mi sono perso qualcosa ma, ho una domanda;
Chi ha commissionato la ricerca?

forse le majors sanno qualcosa in proposito…
Ma perche’ continuiamo a dire che hanno fatto flop con questa scelta di vendita!?!
quanto ne sta parlando la stampa di tutto il mondo?
1. i soldi che hanno raccolto anzitutto sono NETTI, senza spese di discografie o altro
2. in vendita per gli appassionati c’e` anche un cofanetto che copre sicuramente i costi e che, appunto fra gli aficionador, andra’ a ruba
3. hanno avuto un impatto mediatico COMPLETAMENTE GRATUITO in tutto il mondo. Ne stanno parlando tutti. costo?! pari allo 0.
4. in questo modo sono entrati in contatto con fasce di mercato che solitamente non ascoltano i Radiohead e che e’ possibile che in futuro comprino anche il cd nei negozi
A riprova di tutto questo, i Radiohead non sono stati i primi a scegliere questa strategia, ma i piu’ penseranno di si`. Allora, chi ha piu’ successo, l’ultimo di christina aguilera o l’ultimo dei radiohea?!
Bhe dire che tre su cinque hanno scaricato l’album senza pagare può corrispondere a un flop se dall’altra parte la proposta è tolleranza zero alla pirateria.
Penso che sia una operazione di FUD al pari delle ricerche commissionate da Microsoft per dimostrare che Linux è più costoso di Windows,
Secondo me chi ha commissionato questa ricerca ha voluto provare a stroncare l’iniziativa di Radiohead e stando a “l’uomo della strada” che ho sentito in questi giorni ce l’ha anche fatta.
Che i media abbiano diffuso la notizia non mi stupisce, che alcuni blog l’abbiano ripresa pari pari un po’ si.
Di sicuro il mondo non restera’ senza buona musica solo perché fare il musicista non ti fa vendere milioni di dischi… l’industria del disco (inteso come supporto) é morta. Giusto o sbagliato bisogna che questi signori si inventino sempre nuove cose da vendere, perché i dischi sono ormai delle commodities gratuite e nessuno puo’ cambiare questa situazione.
Brutta notizia
Per una volta che un artista di questo calibro mette in piedi un’iniziativa lodevole come questa, 3/5 si mettono a scaricare senza mettere nemmeno un centesimo???
Qualcosa mi dice che ne passerà di acqua sotto ai ponti prima che vedremo di nuovo promozioni di questo tipo…
[...] Naturalmente saranno messi in vendita 11 EP da collezione contenenti ciascuno 4 canzoni in massima qualità; un po’ come successo per In Rainbows dei radiohead. [...]