Si Fa Presto a Dire Censura
Pubblicato il 26-05-2009 da SergioBentornato nel Mio blog. Se trovi queste pagine interessanti abbonati gratuitamente tramite RSS feed o tramite Email!

Internet è la terra dei liberi e la casa degli indignati.
Tutto merita un post denso di forti parole di indignazione, tutto merita un gruppo su facebook e una lunghissima discussione su Friendfeed.
Non si usano mezzi termini: la parola Censura viene venduta un tanto al chilo.
Se a l’azienda dei trasporti di Genova decide di non esporre una pubblicità sui PROPRI autobus si tratta di censura.
Se l’azienda dei trasporti di Roma decide di non esporre altre pubblicità nelle PROPRIE stazioni si tratta di censura.
Ma poi succede l’incredibile. Queste – controversissime – campagne pubblicitarie, certamente in grado di illuminare le menti con il loro dirompente messaggio, vengono normalmente esposte nelle stazioni metropolitane di Milano.
E così ecco che pendolari stanchi dopo una giornata di lavoro si trovano sbattute in faccia queste “verità 6×3″ sfuggite chissà come alla censura dei poteri che sono.
Ma stranamente non scatta nessun effetto “95 tesi di Lutero” anzi, i maschietti sembrano essere più interessati al cartellone pubblicitario adiacente raffigurante una signorina discinta.
Quindi, cari amici blogger indignati cerchiamo in futuro di evitare certe tempeste in un bicchiere d’acqua.
La libertà di espressione non è messa a rischio da una azienda che decide di non concedere i propri spazi pubblicitari per una determinata campagna.
La censura è un’altra cosa: cerchiamo di non inflazionare questa parola. Se definiamo questo censura, che parola useremo se dovessero cominciare a mettere seriamente il bavaglio ai giornalisti?
