Skeuomorfismi

Pubblicato il 04-01-2011 da Sergio Longoni

Oggi ho scoperto l’esistenza della parola skeuomorfismo (o almeno spero sia una parola italiana).

Lo skeuomorfismo è un oggetto derivato che mantiene come decorazione un elemento funzionale dell’oggetto da cui è derivato.

Chiaro? Forse è meglio fare qualche esempio:

In architettura la merlatura presente nei castelli medievali ha una chiara funzione difensiva mentre la merlatura dei castelli costruiti dopo la diffusione delle armi da fuoco, come Neuschwanstein è puramente decorativa; nell’abbigliamento possono essere i bottoni decorativi cuciti sui polsini di un cappotto; nell’arredamento penso al truciolare nobilitato.

Questo concetto è particolarmente utile quando si vuole far accettare una innovazione tecnologica o una nuova idea: se si progetta un prodotto innovativo in modo che abbia l’aspetto del prodotto che prova a sostituire.

Parlando di elettronica, informatica e internet questo concetto è particolarmente utilizzato: dal banale layout “Foglio A4″ dei programmi di videoscrittura, al perfettamente inutile tastierino numerico telefonico nell’interfaccia di Skype; dal “click” sintetico emesso dalle macchine fotografiche digitali, alla suoneria dei telefonini che simula lo scampanellio di un telefono degli anni ’80; chi progetta questi strumenti innovativi si impegna al massimo per darci un senso di familiarità.

Ma forse chi riesce meglio in questo intento è Apple.

Nei programmi base dell’iPhone infatti possiamo trovare: degli orologi a lancette praticamente inutili nella schermata dei fusi orari che però ricordano quelli degli uffici, un blocco note giallo stile legal pad, una calcolatrice simile a quella progettata da Dieter Rams per la Braun, la macchina fotografica ha un otturatore centrale finto (che sembra più un diaframma e in realtà si chiude al posto di aprirsi, ma rende l’idea).

E ancora iBooks mostra una libreria in legno e quando si legge un libro è possibile sfogliare realmente le pagine e per concludere ecco quello che considero un piccolo tocco di genio: la tastiera a schermo dell’iPad ha i piccoli rilievi sulla F e sulla J – naturalmete irriconoscibili al tatto.

Su come utilizzare questo concetto nel design delle interfacce grafiche senza però abusarne ti consiglio questo articolo da cui per altro ho scoperto la parola “Skeumorphism” e la curiosità sulle tastiere a schermo dell’iPad.


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4 Commenti a “Skeuomorfismi”

  1. Fabrix scrive:

    Lo stesso layout dei tasti della tastiera è uno skef.. skaeiou.. skeoumorfismo..

  2. Sergio scrive:

    Esatto: il QWERTY è derivato dalla disposizione dei tasti sulle macchine da scrivere influenzato dai limiti meccanici. Come scritto nell’articolo linkato quello del layout della tastiera è un esempio di path dependence: ovvero un tratto inefficiente che non può essere cambiato (gli errori dei padri ricadono sui figli).

  3. […] simile alla carta. Su un textbook di Apple si può “Andate a pagina 34″ un terrificante skeuomorfismo. Cosa mi servono le pagine su un media elettronico dotato di ricerca? Sarebbe come dire andare alla […]

  4. WarlorD scrive:

    credo che l’espressione italiana più vicina sia “organo vestigiale” usato in biologia…quindi si potrebbe parlare di “caratteristica vestigiale”!