Spegnere la TV per Scollegarsi alla Realtà
Pubblicato il 01-10-2008 da Sergio LongoniRiflettevo l’altro giorno sul ruolo della televisione nella nostra società.
Lo spunto è derivato dalla ripresa della stagione dei reality, se non erro, con l’Isola dei Famosi.
Io la televisione la guardo veramente poco. Non perché non mi piacciano i programmi televisivi, ma perché non riesco più ad accettare di dovermi sedere ad una determinata ora per guardare quello che voglio. Dal podcast in avanti ho sempre cercato di avere tutto “on-demand” ed ho una buona scorta di materiale audiovisivo da vedere quando mi annoio (le conferenze del TED o la sezione Movie di Archives sono ottime fonti gratuite) e se proprio dovessi rimanere a corto c’è sempre YouTube.
In pratica mi piace selezionare quello che guardo e guardarlo quando voglio: quindi è molto raro che mi sintonizzi su un canale e che ci resti per più di un quarto d’ora.
Per la maggioranza della gente che mi circonda non è così.
I dati di ascolto di un programma di punta, quale un reality sono per me inquietanti. Ci sono interi contesti sociali che frequento nel quale tutte le persone seguono uno stesso programma – Amici solitamente – e questo molto spesso diventa l’argomento di discussione davanti ad una birra.
Anni fa giravo con Fan di Star Trek: con queste persone era normale sedersi ad un tavolo e parlare del trattato di pace Organiano come si parlerebbe di un evento di attualità o di un evento storico.
Certamente anche i Fan più sfegatati sanno benissimo la differenza tra realtà del mondo e finzione dell’ultima frontiera dello spazio: però sono rimasto sempre molto colpito da come le reazioni causate da un evento “reale” o da un elemento di fiction siano molto simili se questi due contenuti sono erogati dallo stesso mezzo. Ogni volta che ci penso mi viene in mente il test di Turing sulle intelligenze artificiali. Riusciamo a distinguere il vero dal falso?
Amici, o qualunque altro reality, non è più quindi un semplice programma di evasione ma una esperienza condivisa, una parte della realtà per un grandissimo numero di persone. La differnza che c’è tra il capitano Kirk e il suo amico dalle orecchie a punta e i personaggi di un reality è palese: mentre tutti siamo perfettamente consci del fatto che il Signor Spock è l’opera della fantasia di un autore, lo stesso non si può dire per i personaggi di un reality che, che appaiono più reali del reale.
Essendo un fenomeno di massa chi ne è fuori è fuori da una realtà, allo stesso modo in cui chi non segue il calcio si troverà molto probabilmente a disagio prendendo il caffè al “bar sport” il lunedì mattina.
Trovo paradossale che per evadere dalla realtà sia necessario spegnere il televisione e non accenderlo.

Tempo fa era anch’io un fan dei reality, ma quelli un po’ finti (scusa il gioco di parole) tipo quelli trasmessi su La7 (Cambio moglie, Aiuto Tata, ecc.)
Io penso che l’importante quando guardi la TV è rilassarti, non tanto riflettere, soprattutto dopo una giornata di lavoro …