Perché un Kindle retroilluminato?

Pubblicato il 06-09-2011 da Sergio Longoni | Commenti disabilitati

Techcrunch ha collaudato il nuovo Kindle e non è certamente quello che mi sarei aspettato.

Amazon dopo aver portato avanti la causa dell’e-ink creando un lettore di ottima qualità dal prezzo contenuto e dopo essersi fatta “inseguire” da Apple nel mercato dei tablet (più o meno) ha deciso di cambiare rotta e inseguire il successo di iPad proponendo un tablet multitouch retroilluminato da 7 pollici con sistema operativo Android customizzato il tutto creando un prodotto molto simile al fallimentare Blackberry Playbook o al Nook Color.

Perché l’e-ink non basta più ad Amazon? Amazon potenzialmente può vendere molto di più dei soli libri: film e serie tv, musica, riviste e persino applicazioni. Per questo motivo l’unica soluzione attualmente praticabile è inseguire l’iPad sperando in una ampia adozione del tablet kindle spinta da una parte dall’ampia offerta di contenuti e dall’altra dal prezzo ancora competitivo attorno ai 250$ ovvero a metà prezzo dell’iPad base.

Per garantirsi questa fetta di mercato Amazon sa bene che deve controllare anche il marketplace delle applicazioni allo stesso modo di Apple, per questo motivo il nuovo Kindle pur essendo su base Android sarà incompatibile con l’Android Market per la gioia degli sviluppatori che dovranno passare anche il processo di approvazione e vendita di Amazon se vorranno raggiungere anche questo device.

Il nuovo Kindle dovrebbe montare appena 6 GB di memoria (spero espandibili via USB), contro i 16 GB della versione base dell’iPad: questo renderebbe il Kindle un “Cloud device” ovvero un dispositivo da mantenere sempre connesso a internet per fruire in download dei contenuti. Questo però si scontra con la limitazione del primo modello che verrà messo in vendita, ovvero l’avere solo la connessione WiFi.

Con poca memoria, nessuna connessione telefonica e tutti gli svantaggi degli schermi retroilluminati e della durata inferiore delle batterie (rispetto all’e-ink) per chi vuole semplicemente leggersi un libro o un giornale questo dispositivo mi sembra essere poco più che un prototipo messo in vendita per cercare di accaparrarsi una fetta del mercato dei tablet prima che sia troppo tardi.

Amazon starebbe lavorando anche ad un tablet ibrido multitouch e-ink, ma è ancora lontana dal completarlo e quindi per questa stagione ci ritroviamo il Kindle Retroilluminato.

Per quanto mi riguarda come non sono attirato dall’iPad o dei tablet in generale anche questo nuovo prodotto non mi convince: continuo a preferire e a trovare più utile il kindle classico, quello che è poco più di un lettore di ebook.

Amazon vende più Ebook che edizioni cartacee economiche

Pubblicato il 31-01-2011 da Sergio Longoni | Commenti disabilitati

Si tratta di un passaggio simbolico di una certa rilevanza, secondoquesto comunicato stampa Amazon.com avrebbe venduto nel corso del 2010 più ebook che edizioni economiche (in brossura/paperback), più precisamente avrebbe venduto 115 ebook per ogni 100 paperback, tutto questo contando anche i libri cartacei senza edizione per kindle ed escludendo gli ebook distribuiti gratuitamente.

La vendita delle edizioni rilegate (hardcover) si è attestata a circa un terzo delle edizioni Kindle e quindi non sembra poi così lontano il sorpasso delle vendite di ebook rispetto a quelle dei libri di carta sul portale principale del più famoso ecommerce di libri al mondo.

Questo incredibile risultato è probabilmente dovuto a due fattori: da una parte la ricchezza del catalogo che conteggia più di 810.000 titoli e dall’altra la diffusione del Kindle, in particolare della sua ultima versione che come volumi di vendita ha superato il record precedente segnato da “Herry Potter”.

Questi dati dovrebbero convincere una volta per tutte gli scettici del possibile mercato degli EBook: Amazon si è mossa per tempo e ora viene premiata da dei volumi di vendita notevoli – alla faccia della crisi dell’editoria. In Italia (e in Europa) mi sembra si sia rimasti al palo… Penso sia ora che qualcuno dei grossi editori cominci a lavorare sul serio, altrimenti ad un certo punto Amazon deciderà di espandersi sui mercati nazionali diventando quello che iTunes è per la musica digitale.

Lettore di Ebook eInk a Colori

Pubblicato il 12-01-2011 da Sergio Longoni | Commenti disabilitati

Hanvon ha presentato al CES 2011 di Las Vegas il primo ereader a colori basato su tecnologia e ink.

Siamo alla terza generazione della tecnologia e ink: la prima è quella del mio “vecchio” lettore di ebook (ma anche quella della maggior parte dei lettori in commercio), la seconda denominata E Ink Pearl è quella del nuovo Kindle. La terza generazione risale allo scorso Novembre ed è denominata E ink Triton, mostra 4096 colori e 16 tonalità di grigio.

Il lettore Havon dovrebbe essere il primo ad arrivare sul mercato: si parla di Maggio, almeno per la Cina. Non ci sono ancora indiscrezioni sul prezzo.

Chi lo ha provato dice che i tempi di refresh della pagina sono ancora lenti (attorno al secondo) e che la saturazione non è il massimo. Ad occhio direi che è un’ottima tecnologia per sdoganare completamente i quotidiani e i libri di testo sul formato elettronico, ma non la userei per mostrare le foto delle ferie. Comunque da quello che si vede nel filmato qua sopra direi che siamo già ad un livello sufficiente per chi ama evidenziare i libri di testo con colori differenti.

Ora, naturalmente è ancora presto per parlare di anti iPad, ma questa tecnologia migliora drasticamente l’esperienza dei libri elettronici.

[via Simplicissimus]

Cinque cose che sono cambiate nel 2010 (in Italia)

Pubblicato il 27-12-2010 da Sergio Longoni | Commenti disabilitati

Questa settimana sarà naturalmente dedicata alla classica serie di post di fine anno: nei prossimi giorni 0aspettati valutazioni sull’anno passato e sogni per l’anno che verrà.

Comincio quest’oggi analizzando i 5 trend che a mio parere si sono radicati, o hanno cominciato a radicarsi nelle nostre vite durante l’ultimo anno (alla faccia di chi dice che non cambia mai nulla)

Cinema 3D

Sull’onda di Avatar di James Cameron le sale cinematografiche sono state inondate di film in 3D. Praticamente tutti i film di animazione digitale e gran parte dei film d’azione usciti nell’ultimo anno sono stati distribuiti nelle due versione con e senza occhialini.

Personalmente ho visto solo Avatar in 3D, sto valutando se vedere Tron (ma penso che opterò per il 2D) e sono disposto a mettermi gli occhialini solo se uscirà nuovamente Guerre Stellari.

Indipendentemente dal mio giudizio però è abbastanza normale andare al cinema spendendo qualcosa in più per vedere i personaggi della pellicola uscire dallo schermo.

Tablet computing

Come l’iPhone ha cambiato radicalmente il modo di intendere i telefonini anche l’iPad, uscito quest’anno ha cambiato per molte persone il modo di percepire i computer.

Mettiamo subito in chiaro una cosa: i tablet esistevano prima dell’iPad. L’iPad ha preso l’idea del tablet e l’ha mischiata con quella dell’iPhone creando un device portatile facile da usare che ha fatto subito presa sul pubblico e soprattutto sui produttori/distributori di contenuti che sono corsi a sviluppare applicazioni e pagine ottimizzate per questo nuovo device (mettendo spesso anche una “tassa” per accedere ai contenuti).

La mia opinione sull’iPad già le conosci, ma in ogni caso sono contento che questo device abbia aperto la strada a decine di altri tablet di altre marche.

Ebook

Complice l’uscita dell’iPad venduto anche come lettore di ebook – nonostante lo schermo retroilluminato e la durata delle batterie lo rendano tecnicamente meno adatto allo scopo dei dispositivi eink – si è accesa anche in Italia la voglia di Ebook.

Io che posseggo da anni un lettore eink ho visto con piacere che tutti i principali distributori di libri, dopo anni di tentennamenti, hanno finalmente messo online i propri negozi di ebook.

Certo: leggere in formato digitale non è ancora un uso comune in Italia, ma anche qui da noi “sempre piú persone leggeranno sempre piú parole da sempre piú schermi e sempre meno parole da un numero sempre minore di pagine”. Probabilmente questo trend si consoliderà nel 2011.

Digitale Terrestre

Con lo switch-off delle trasmissioni analogiche il digitale terrestre è entrato a forza nelle abitudini degli italiani. Se si escludono per un momento i vari problemi di ricezione dei diversi decoder (ad esempio quello integrato nella mia TV non riceve i canali di Premium, altri di miei amici non ricevono La7) ci siamo ritrovati nel corso di questo anno ad avere un pacchetto considerevole di canali aggiuntivi senza ricorrere al satellite.

Questi canali, a pagamento ma anche gratuiti, diversificano parecchio l’offerta televisiva: in particolare i canali Rai permettono di vedere ogni sera un sacco di materiale di archivio. Ok Rai storia parla praticamente solo della seconda guerra mondiale; Rai 4 recupera anche le peggio serie degli anni 90, come Millenium; ma grazie a questa rivoluzione ho potuto rivedermi le sempre attuali, quasi profetiche repliche di avanzi e il pomeriggio di natale al posto del classico “Tutti insieme appassionatamente” mi sono visto Akira. Tutto sommato un bel vantaggio.

Farmville e Giochi di Zynga

Come Facebook e i social network avevano fatto presa sull’italiano medio tra 2007 e il 2009, nel 2010 la naturale conseguenza è stata l’esplosione dei giochini di Zynga .

Oramai è diventato comune scambiarsi delle pecore e raccogliere verze (virtuali mi raccomando). Nell’ultimo mese sono stato contagiato anche io da questa epidemia dato che ho cominciato a giocare a Cityville, ovvero un Farmville mascherato da City Builder: Sull’argomento dedicherò uno o più post in futuro.

Bene: questo conclude la lista delle 5 cose cambiate nel 2010. Domani vedremo cosa potrà cambiare nel 2011.

Il futuro dell’editoria

Pubblicato il 14-10-2010 da Sergio Longoni | Commenti disabilitati

Concept di un lettore di ebook arrotolabile

Su encob.net si discute del futuro dei libri.

L’intrigante domanda è: come saranno i libri tra mezzo secolo?

Cinquanta anni forse sono tanti per una previsione, soprattutto guardandosi indietro a come era il mondo nel 1999 e nel 1989.

Gli ultimi 2 decenni hanno letteralmente rivoluzionato il nostro modo di comunicare: se penso a come era il mio sito internet solo dieci anni fa… certamente era quasi impensabile poter gettare parole in un editor di testi con così tanta facilità. Ok dieci anni fa esistevano già i cms e blog, ma l’adozione da parte massiccia è avvenuta negli anni successivi (wordpress è del 2003).

Pensando ai libri immagino che la carta durerà ancora e ancora ma diventerà sempre di più un oggetto da collezione.

Immagino che già nei prossimi 10 – 20 anni spariranno i giornali di carta e i libri in brossura (paperback), sinceramente non saprei dire chi dei due prima ma penso i libri: rimarranno solo le edizioni eleganti con copertina rigida un po’ come sta succedendo nella musica dove di fronte all’avanzata dell’mp3 stanno sparendo i CD mentre sono ricomparsi i vinili.

Le riviste saranno dure a morire: soprattutto quelle dove la fedeltà dei colori è estremamente importante (ad esempio Vogue) e quelle che vendono grazie ai gadget allegati (ad esempio Panorama con i suoi DVD o TGM con i suoi videogiochi allegati). Mi suonerebbe strano ricevere una rivista digitale con allegato un gioco su Steam… ma tutto può succedere.

Nel campo della scrittura dei libri mi aspetto tante rivoluzioni, soprattutto nei manuali che potranno essere aggiornati e corretti dopo la pubblicazione sincronizzandosi via internet, mentre i “libri” di testo che potranno diventare multimediali.

Nella narrativa mi aspetto meno cambiamenti: la bellezza di un romanzo è perfettamente espressa dalle lettere nere su una superficie bianca, cosa che gli attuali ereader basati su eink fanno egregiamente. Certamente mi aspetto di trovare tutto il catalogo disponibile in digitale… e questo spero entro i prossimi 5 anni.

Spero inoltre che torneranno migliaia di libri fuori stampa da decenni. Libri come “Le fontane del paradiso” di Clarke sono praticamente introvabili in italia (a meno di ritrovare un vecchio Urania su ebay o in qualche mercatino) e così è stato fino a qualche anno fa anche per classici come “Praticamente innocuo”.

Grazie agli ebook basterà riversare in digitale un libro e quello sarà praticamente l’unico costo da ammortizzare con le successive vendite. E per tutti i libri scritti negli ultimi decenni, quindi già in digitale, il procedimento sarà ancora più facile. Questo dovrebbe voler dire che nessun libro andrà più fuori stampa e che quindi potremo accedere (pagando si intende) a qualunque titolo comodamente da casa.

C’è da dire che per gli Urania questa opera di digitalizzazione è già in corso da parte dei cosiddetti “pirati”: è in questo modo infatti che sono riuscito a procurarmi una copia delle fontane del paradiso in pdf. Come è avvenuto per la musica se il mercato non è abbastanza veloce gli appassionati (pirati) si fanno carico di mettere su un sistema di distribuzione estremamente efficiente (come spiega bene anche Paolo Attivissimo).

E parlando di editoria, quello che è stato per il fenomeno dei blog per il giornalismo, come è stato myspace per la musica domani saranno ebook per l’editoria.

Chiunque voglia scrivere un libro potrà farlo con la stessa facilità di salvare un documento in un editor di testi. Questo naturalmente è possibile anche oggi: io posso scrivere ilromanzochehonelcassetto, metterlo in pdf e cercare di diffonderlo, ma dato che gli ereader non sono ancora così diffusi ma in un futuro (5 – 10 anni) quando gli ereader saranno comuni come i lettori di mp3 allora chiunque potrà buttare diffondere (gratuitamente) il suo libro e cercare di affermarsi senza nessun intermediario e nessun editore. Starà poi alla bravura di ciascuno e al giudizio del pubblico decidere quali ebook si diffonderanno e quali no.

Si: mi rendo conto di non aver precisamente immaginato come saranno i libri tra mezzo secolo, con tutta la buona volontà non riesco a pensare oltre ai prossimi 20 anni perché – e questa è una domanda interessante – non riesco ad immaginarmi come sarà internet tra 50 anni!

Penso che non comprerò un iPad

Pubblicato il 25-02-2010 da Sergio Longoni | 4 Commenti

Guarda il prototipo di schermo nel video qua sopra.

La tecnologia si chiama IMoD di Mirasol ed è uno schermo non retroilluminato simile all’eInk ma a colori e con una velocità di refresh in grado di rendere anche i filmati.

Certamente la fedeltà dei colori e la velocità di refresh non sono nulla di paragonabile a quelle dello schermoIPS LCD, ma sono un grande passo avanti rispetto alle scale di grigio e i secondi di refresh dell’eInk.

Sembra che anche il consumo di energia sia parecchio inferiore rispetto a quello di uno schermo oled almeno per il mantenimento di una immagine fissa: sembrerebbe quindi una tecnologia valida anche per i telefonini (magari in combinazione con una retroilluminazione opzionale).

Suppongo che i primi prodotti con questa tecnologia potranno essere nei negozi in un paio di anni.

Questo sembra proprio il tipo di schermo che potrà “rimpiazzare” la carta: unica incognita il prezzo.

Quello che abbiamo di fronte sembra proprio un prodotto rivoluzionario, altro che iPad.

via simplicissimus

iPad: Cosa ne penso

Pubblicato il 08-02-2010 da Sergio Longoni | 5 Commenti

Ho voluto rimandare il mio commento sul nuovo giocattolino della Apple fino a quando non avessi visto il video della sua presentazione e penso di aver fatto bene.

Cos’è l’iPad

L’iPad è il device di mezzo tra uno smartphone e un laptop. Per device di mezzo si intende qualcosa che non è in grado di sostituire uno smartphone o un laptop ma che invece è in grado di svolgere alcune funzioni al meglio.

L’iPad non è un netbook: i netbook sono sostanzialmente dei laptop ridotti per dimensioni, prestazioni e prezzo.

Quali sono le funzioni di un iPad

Le funzioni principali di un iPad le ha elencate Steve Jobs e sono
Browsing, Email, Foto, Video, Musica, Videogiochi e EBook reader.

Pur essendo un dispositivo mobile quindi sembrerebbe progettato per essere usato in salotto piuttosto che stando in piedi in metropolitana, e per enfatizzare questa idea tutta la presentazione avviene da una comoda poltrona. Questo non è un problema se si pensa che questo dispositivo NON sostituisce uno smartphone.

Ma vediamo se, a mio giudizio, l’iPad fa quello che promette.

Browsing

Safari mobile è veramente un browser eccezionale e penso che su grande schermo funzioni ancora meglio ma non supporta flash. Questo è un grosso problema evidenziato anche nella presentazione: navigando sul sito del NYT infatti non è possibile vedere i video.

Flash è ancora troppo diffuso su internet (pensiamo ad esempio ai giochi su facebook) per permettermi di spostare la navigazione da un laptop ad un iPad.

Email

Anche l’applicazione per le email così progettata è molto bella e comoda, ma l’iPad non ha la tastiera (o almeno non di serie) e quindi per chi scrive molto velocemente e senza guardare i tasti non penso possa essere un buon sostituto o in ogni caso comunque non mi sembra di aver visto questa rivoluzione nella gestione delle mail. Probabilmente però questo sistema potrà avvicinare all’email diversi utenti non particolarmente abili con i personal computer.

Foto

L’applicazione per le foto è molto bella e anche la possibilità di usare l’iPad sul proprio dock come una cornice con slideshow è una buona idea, ma i problemi che vedo sono due. Editing: nella presentazione non è stato mostrato alcun software di editing minimo (stile picasa per intenderci) che permetta di risistemare la propria collezione di foto correggendo ad esempio gli occhi rossi. Collegamento alle macchine fotografiche: anche in questo caso devo prima scaricare le foto sul computer, quindi sincronizzarle via iTunes. In pratica è un ottimo album fotografico ma non un sistema per gestire le foto.

Video

Anche per vedere video fuori casa potrebbe funzionare bene: unico dubbio da 8 a 64 Gb non sono un po’ pochi? Quanti film ci stanno in alta definizione anche ammettendo di non caricare musica e foto?

Musica

Qui proprio non capisco: l’iPod non è già perfetto per la musica in mobilità? Mentre per la musica a casa preferisco avere un computer collegato ad un impianto stereo.

Videogiochi

Per i videogiochi per iPhone sono convinto che questo device sarà perfetto. Però per i videogiochi in mobilità esistono altri dispositivi certamente migliori ovvero Nintendo DS e PSP, mentre per i videogiochi casalinghi esistono PC, playstation, xbox e wii.

L’iPad potrebbe ricavarsi un suo spazio nel mondo videoludico se verranno studiati giochi in grado di sfruttare al meglio le sue caratteristiche di multitouch: Federico Fasce descrive alcuni esempi di giochi per iPad.

EBook reader

Non c’è dubbio che l’iPad possa essere un miglior ebook reader rispetto all’iPhone e all’MacBook, ma se vuoi leggere un libro allora niente è comparabile ai dispositivi eink come Kindle di amazon o il mio cybook. L’iPad apre la strada per un nuovo tipo di ebook multimediale, interattivo simile ai CD Rom che andavano di moda negli anni 90.

Penso che Vook potrà essere il formato perfetto per questo genere di cose: francamente mi sarei aspettato da Apple qualche cosa di questo genere piuttosto che lanciarsi all’inseguimento di amazon proponendo il device sbagliato. Sull’argomento ti consiglio di leggere anche il post di Antonio Tombolini.

Io vedo l’iPad come un ottimo strumento per l’elearning, ma se voglio leggere un romanzo preferisco l’eink o al massimo la carta.

Ma alla fine conteranno solo le applicazioni

La prima versione del’iPhone era rivoluzionaria quanto inutile, fu solo con l’introduzione della possibilità di sviluppare e distribuire applicazioni che l’iPhone è diventato quello che è. Per l’iPad vale lo stesso discorso. Si sarà possibile lanciare tutte le applicazioni per iPhone anche su iPad, ma appunto essendo due dispositivi molto diversi non trovo questa cosa particolarmente utile. Sarà necessario ridisegnare e pensare nuove applicazioni per questo nuovo strumento. Apple ha già rilasciato le nuove SDK e immagino che molti sviluppatori siano già all’opera in tal senso: staremo a vedere se riusciranno a tirar fuori qualche killer application.

Rimangono i problemi dell’iPhone

L’iPad condivide i problemi dell’iPhone: sistema chiuso e senza multitasking.

Il sistema operativo chiuso è un problema che verrà probabilmente superato tramite delle crack. Il sistema chiuso e controllato è un problema per chi crede nel software libero ma posso capire che vuole sacrificare un po’ di libertà in cambio della facilità d’uso.

La mancanza del multitasking è IL problema. Tutte le funzioni molto belle dell’iPad sono azzoppate dalla possibilità di non poterne usare due contemporaneamente. Certamente, se la tua idea di applicazione è iFart o iMussolini rientri nella categoria dei “Fascisti scoreggioni” e quini per te il multitasking è praticamente inutile (a meno di voler sovrapporre sonori peti ai discosi del duce).

Se invece semplicemente ti piacerebbe avere la finestra di chat di Skype sovrapposta a quella del browser, o anche solo immagino parlare con skype (o al momento anche essere loggato) mentre fai altro (tipo appunto navigare su internet) il multitasking diventa necessario. In alcuni casi è inoltre importante avere una applicazione in backgroud, ad esempio Instapaper richiede un po’ di tempo per sincronizzare via internet la lista di lettura e non sarebbe male poter fare altro mentre questa lavora.

Drammaticamente il multitasking è ancora più necessario sull’iPhone, dove il navigatore satellitare si chiude quando arriva una telefonata (e a proposito, non c’è modo di mandare le chiamate direttamente in segreteria?) e che la stessa cosa avviene con RunKeeper interrompendo un allenamento per rispondere al telefono.

Conclusione

Per concludere quindi al momento non penso che l’iPad faccia ancora per me, ma sono comunque molto curioso di vederlo all’opera appena uscirà. Se in futuro dovessero uscire delle buone applicazioni per questo dispositivo e soprattutto se venisse introdotto il multitasking allora anche questo oggetto con la mela potrebbe diventare interessante.

Costi degli Ebook e DRM

Pubblicato il 11-11-2008 da Sergio Longoni | 7 Commenti

Se sei un mio lettore, saprai certamente che sono un entusiasta della “ebook revolution” oltre che un felice possessore di un Cybook.

Secondo il mio ottimistico punto di vista siamo ad una svolta epocale: per la prima volta dai tempi di Gutenberg i libri possono essere fruiti comodamente senza i limiti del supporto cartaceo portando la rivoluzione digitale che ha già coinvolto l’audio e il video, alla parola scritta.

Però, esattamente come è successo per la musica, il mercato è quantomeno in ritardo.

Per il momento con il mio lettore ho letto solo libri privi di DRM distribuiti liberamente e legalmente su internet come, ad esempio, quelli del progetto liber liber.

Voglio leggermi Tribes, il libro di marketing più di moda quest’anno (a quanto ho capito).

Su Amazon UK posso comprare una copia cartacea in brossura per circa 12 € spedizione compresa (via halcyonbooksuk).

La copia digitale in formato Mobipocket
costa invece 19.95$ ovvero circa 15 €: di più del corrispettivo cartaceo!

Cercando su internet si può trovare lo stesso libro a qualche dollaro in meno presso altri negozi, ma per quanto ho visto non si scende sotto i 13$

L’idea di pagare un ebook l’equivalente della copia cartacea potrebbe quasi starci, dato che l’ebook da la possibilità di copiare frasi, oltre che evidenziare e annotare il testo senza rovinare la copia del libro. Il problema è il DRM.

Il DRM è stato l’elemento che mi ha spinto a comprare la copia cartacea: una volta terminato questo libro, se l’avrò trovato interessante, vorrò prestarlo ad uno o più colleghi. Con il cartaceo posso farlo senza problemi, con il digitale no.

Certamente la pirateria è un problema e potrebbe diventare un problema anche per chi vende libri – se già non lo è. A mio parere però i lucchetti non fanno altro che peggiorare le cose. Non ci sono lucchetti nella versione cartacea, come non ci sono sulla maggior parte dei CD musicali attualmente in vendita, ma in entrambi i formati digitali è quasi impossibile trovare un prodotto – in vendita – senza.

I lucchetti sono un problema e un limite per chi compra ma non per chi scarica una copia pirata. La copia legittima di un ebook, come di una canzone, rimarrà legata ad un numero limitato di device, la copia pirata potrà essere spostata ovunque.

Il paradosso del DRM fa si che chi compra ottenga una versione inferiore del prodotto rispetto a chi scarica una copia pirata slucchettata.

Se non ti ho convinto ti consiglio di leggere queste 25 tesi contro l’utilizzo del DRM.

Tornando al mercato degli ebook per il momento continuerò a leggere libri liberi in formato digitale mentre per le nuove uscite mi vedrò costretto a ripiegare sulla “vecchia” carta stampata.

Tu cosa ne pensi?

Evviva il Cybook!

Pubblicato il 21-04-2008 da Sergio Longoni | 17 Commenti

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E alla fine non ho resistito!

Lo spirito dell’Early Adopter ha vinto e quindi, in vista del mio imminente compleanno ho deciso di farmi un regalo anticipato: il Cybook Gen 3

Questo lettore di ebook di ultima generazione è dotato della famosa tecnologia eink che promette di portare finalmente, e dopo anni e anni di ripetuti annunci, al successo il libro digitale.

Ho deciso di comprare il Cybook per questioni di prezzo: l’iLiad, nonostante l’evidente superiorità tecnica, sfonda la mia soglia psicologica di prezzo per questo genere di dispositivo, e quindi, non necessitando di funzioni avanzate quali pennino o wifi e volendo un dispositivo delle dimensioni ridotte (nella foto si vede come l’ingombro sia assimilabile, custodia compresa ad un libro di 250 pagine) la mia scelta è caduta sull’ottimo Cybook.

Un giudizio al volo: Rivoluzionario!

E ora qualche pensiero sparso…

La lettura è perfetta, l’illusione di trovarsi di fronte ad un libro stampato è molto alta, lo schermo – pur riflettendo in minima parte – risulta sempre perfettamente leggibile, e sarò ottimista, ma dopo un’ora di lettura la mia vista è meno affaticata rispetto alla carta.

Infatti, rispetto alla carta, non essendoci limite al numero di pagine del documento è possibile impostare il carattere delle dimensioni preferite, mentre l’interlinea è abbastanza ampia da agevolare la lettura.

Fa un certo effetto l’uniformità del colore dello schermo e la nitidezza delle parole, il tutto ha un aspetto molto più perfetto rispetto ad un libro stampato.

La custodia in pelle è d’obbligo se si vuole avere il “look & Feel” di un libro cartaceo: usando la custodia infatti si può tenere il dispositivo in maniera più ergonomica come si è abituati a fare con un normale libro.

Il cambio di pagina è veloce, il lampo nero non da fastidio ma il pulsante non reagisce sempre istantaneamente.

La batteria sembra durare parecchio: dopo una giornata passata sostanzialmente a cambiare pagina avanti e indietro e qualche ora di lettura l’indicatore segna ancora 90% di carica.

L’interfaccia è comoda: nonostante il controller a quattro direzioni più tasto centrale sembri minimale, l’interfaccia è ben concepita e tutte le funzioni necessarie si trovano dopo un discreto numero di click.

I PDF come immaginavo non vanno benissimo, infatti si tratta di un formato di stampa e quindi se è non sono correttamente formattati per le dimensioni dello schermo il testo è troppo piccolo.

Ma questo non è un problema, infatti tramite un semplice programma gratuito è possibile convertire i PDF, così come altri formati di testo comuni, in mobipocket.

Ho provato a convertire un fumetto in mobipocket al volo e i risultati sono stati eccellenti: in ogni caso, grazie alla scala di grigio anche i fumetti si leggono discretamente.

Così, per quello che ho potuto provare, mobipocket mi sembra il formato ideale per i libri elettronici.

Come avrai capito sono entusiasta del mio ultimo acquisto e per quanto mi riguarda mi fermerei qui con la mia recensione, anche se avrei altro da dire (magari scrivo un altro post). Se hai qualche curiosità chiedimela pure nei commenti.

Sono sempre più convinto che questa tecnologia rivoluzionerà il nostro modo di leggere nello stesso modo in cui gli MP3 hanno rivoluzionato il mercato musicale.

Qualche Previsione Per il 2008 Informatico

Pubblicato il 28-12-2007 da Sergio Longoni | 1 Commento

Ieri abbiamo ripercorso il 2007, oggi invece vorrei provare a lanciare uno sguardo sui dodici mesi che abbiamo davanti. Non ho la presunzione di essere affidabile anzi, scrivo queste previsioni per vedere l’anno prossimo di quanto mi sono sbagliato, quindi non basarci i piani della tua azienda :-)

Gli ebook

Come già detto ieri la rivoluzione degli ebook è solo all’inizio. Nel prossimo anno dovrebbero venire commercializzati nuovi device basati sull’Eink e quindi il mercato è destinato ad allargarsi: attualmente ci sono 6 costruttori di ebook basati su einkMobipocket.

Web 2.0 e La Bolla

Il 2006 e il 2007 sono stati un rapidissimo fiorire di nuovi servizi: penso che molti di questi non supereranno il 2008.
Abbiamo veramente bisogno di così tanti servizi di upload di file di grandi dimensioni, o servizi di video, o radio personalizzate alla Last FM? Ci servono così tante piatteforme di distribuzione di contenuti? di condivisione di fotografie? di social network?
In giro per internet vedo tantissimi servizi clone, tutti gratuiti tutti supportati dalla pubblicità e finanziati con vagonate di dollari. Sono molto dubbioso che molti di questi servizi riescano ad andare a pareggio a fine mese, e non tutti potranno essere acquisiti da Google, Yahoo, Microsoft o Newscorp di turno. Per questo motivo penso che nel 2008 vedremo molti siti web 2.0 finire all’asta su Ebay.

Non penso però che questo porterà ad una nuova crisi del settore: semplicemente penso che solo le vere idee innovative riusciranno a farsi strada. Molte persone che conosco hanno cominciato a cancellare gli account registrati durante questo 2007 sui più disparati servizi, e penso che saranno molto pochi quelli che l’anno prossimo vorranno registrarsi ancora all’ennesima copia di MySpace.

Il Mondo dei Videogiochi

Il mondo dei videogiochi da diversi anni si sta orientando verso le console. Tempi duri per chi come me preferisce ancora giocare con il suo fido PC.
Per il prossimo anno a parte Spore che farà certamente parlare di se non penso dovremo aspettarci titoli destinati a fare storia.
Per i videogiochi su PC confido nei produttori indipendenti che ultimamente mi stanno dando grandi soddisfazioni a partire da PeaceMaker per finire con Democracy 2. Oramai la vendita in scatola non è più necessaria quindi suppongo avremo un leggero sviluppo del settore indipendente.

Per le console dal punto di vista degli Hardcore Gamers vedremo quasi certamente una buona sere di videogiochi spostarsi online: prerogativa delle console di terza generazione è la connessione a internet, e dato che nel 2008 queste si sono già abbastanza diffuse penso potremo vedere entro la fine dell’anno il successo dei primi MMORPG per cosole.

Nintendo invece continuerà ad occuparsi dei casual gamers fornendo giochi semplici quale gli scacchi e proponendo nuove interfacce di gioco quali il Wii Fit che faranno storcere il naso agli appassionati di videogiochi ma, secondo me, convinceranno più di una mamma.

Second Life

Penso che Second Life abbia fatto il suo tempo. A meno di una rivoluzione penso che il fenomeno second life sia destinato a ritirarsi durante tutto il 2008.

Microformati

Il 2008 potrà vedere lo sviluppo di nuovi interessanti microformati in grado di migliorare la nostra vita su internet, come ha fatto l’RSS. Il microformato che sto guardando con più curiosità è l’APML. L’APML promette di fare un po’ d’ordine nel flusso enorme di informazioni che ogni giorno ci sommerge permettendoci di evidenziare automagicamente solo i contenuti rilevanti.
Il formato esiste: ora occorre solo svilupparci sopra. BlogBridge si è già dimostrato interessato a implementare questo standard all’interno del suo aggregatore di RSS. Inutile dire che il primo aggregatore che implementerà l’APML sarà il mio prossimo aggregatore.
Non vedo l’ora di poter gestire l’Information Overload usando un filtro intelligente tarato sui miei reali interessi: per me vorrebbe dire poter aggiungere liberamente quante fonti voglio al mio aggregatore senza preoccuparmi di dover andare materialmente a trovare i contenuti interessanti.

Il 2008 quindi si preannuncia un altro interessante anno dal punto di vista della rivoluzione informatica.

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