Back!

Pubblicato il 12-10-2010 da Sergio Longoni | 2 Commenti

Back (in black)

Rieccomi!

L’ultimo post risale ormai al 27 Luglio e immagino che tu – fedele abbonato al mio feed rss – abbia ormai perso ogni speranza di rileggermi.

E invece no! Contrariamente a tutte le previsioni rieccomi qui ad infestare la rete con i miei vaniloqui.

Quale è stato l’evento che ha causato la sospensione di questo blog? L’esclusione della nazionale italiana dai mondiali di calcio? Certo che no.

In realtà ho smesso di bloggare banalmente perché il mio wordpress ha avuto qualche problemino tecnico. I commenti infatti avevano smesso di funzionare tutto ad un tratto nel Maggio del mese scorso.

Già questo blog non riceve molti commenti, però anche continuare a scrivere essendo consci del fatto che nessuno riuscirà mai a commentare non è bello.

La soluzione a questo problema nei commenti non è stata nulla di complicato, ma data la mia maledetta tendenza a procrastinare all’infinito da Maggio solo oggi ho trovato il tempo di sporcarmi le mani con MySQL e cercare di riparare il tutto.

Come ho fatto? Questo sarà l’argomento del prossimo post.

E a tal proposito: non so per quanto durerà, ma mi sono ripromesso di riprendere a scrivere un post al giorno come facevo nei primi anni di vita di questo spazio. Per quanto riuscirò a mantenere quest’impegno secondo te?

Bene. Dicevo, i commenti sono di nuovo funzionanti, quindi se mi hai letto fino a qui dammi un segno della tua esistenza!

Starcraft

Pubblicato il 27-07-2010 da Sergio Longoni | Nessun Commento

Prima missione di Starcraft

Oggi è uscito in tutto il mondo l’attesissimo secondo capitolo di Starcraft.

Starcraft, per chi ancora non lo conoscesse, è uno strategico in tempo reale di ambientazione fantascientifica uscito nel lontano 1998, e da allora è stato per molti il migliore videogioco strategico in tempo reale disponibile sul mercato.

Starcraft è stato prodotto da Blizzard dopo i primi due fortunati capitoli della serie Warcraft (1994 e 1995) utilizzando inizialmente le stesse meccaniche di gioco e lo stesso motore grafico, si potrebbe dire quasi uno spin-off futuristico della serie.

Questo ultimo nato si è subito rivelato enormemente migliore rispetto ai “genitori” fantasy su diversi fronti quali la grafica migliorata, le meccaniche di gioco, il multiplayer e soprattutto la storia.

Quando uscì Starcraft io ero ancora impegnato a giocare a Command & Conquer e a Red Allert: entrambi giochi eccezionali dal punto di vista delle meccaniche di gioco, della storia e del multiplayer.

In quegli anni in cui internet era ancora sostanzialmente fatta da lenti e rumorosi modem a 56k ci si ritrovava a casa di amici portandosi dietro il computer – minitower e monitor CRT da 15 pollici – perché nessuno aveva un laptop e con un cavo seriale si giocava uno contro uno in multiplayer. Ricordo ancora le furiose partite a C&C che inevitabilmente si concludevano a colpi di missili nucleari…

Quando arrivò Starcraft fu effettivamente una rivoluzione: tre razze e non due come al solito, e tre storie non alternative ma sequesnziali: tre capitoli tutti da giocare.

Nel primo capitolo si impersonano i rozzi Terran: caratterizzati come dei Redneck con tanto di bandiera confederata sono la cosa più simile a quello che ti potevi aspettare da uno strategico di quegli anni: controlla le risorse, costruisci, espandi, conquista.

Poi passi agli Zerg e la musica cambia: immediatamente ti accorgi che devi modificare in maniera radicale il tuo approccio al gioco ed entri nella logica dello swarm (sciame nella traduzione italiana) e cominci a produrre, produrre, produrre, quindi logorare le difese e in fine assaltare in massa.

Nel terzo capitolo si passa al controllo dei Protoss: estremamente più potenti ed evoluti, quest’ultima razza richiede un approccio molto più strategico dei precedenti.

La cosa incredibile di questo gioco è come abbia creato tre razze con tre stili così diversi e con armi asimmetriche ma comunque estremamente bilanciate tra di loro: non c’è da stupirsi quindi se starcraft è tuttora uno dei pochi videogiochi multiplayer giocati professionalmente.

Non so se il capitolo uscito oggi potrà rendere giustizia e soddisfare le aspettative di migliaia di fan. Personalmente ho deciso di non comprare il titolo prima di Settembre, altrimenti rischierei di chiudermi in casa queste vacanze, e vorrei proprio evitare una “abbronzatura da programmatore“.

Dato che il gioco non è in vendita su Steam penso che ordinerò via Amazon la collector edition, naturalmente in inglese.

Nel mentre però mi lascio trasportare dalla nostalgia e gioco ancora una volta al primo grande Starcraft!

Cinque anni di Kromeboy

Pubblicato il 23-06-2010 da Sergio Longoni | Nessun Commento

Sono già passati 5 anni da quando, quasi per scherzo, ho aperto questo blog.

Internet 5 anni fa era parecchio diversa: Facebook era ancora un neonato sito per studenti americani, l’iPhone forse solo un progetto in qualche cassetto a Cupertino, l’internet mobile era ancora una cosa per sperimentatori e gli ebook non avevano ancora avuto l’esplosione successiva all’introduzione di Kindle.

Aprire un blog cinque anni fa non era esattamente un atto da early adopters, anzi, penso di aver scelto proprio il momento in cui sono cominciati i barcamp, le cene tra blogger, in cui le aziende hanno cominciato a dialogare (più che dialogare, in molti casi si limitavano ad offrire tramezzini) a chi aveva la fortuna di trovarsi nella Top 100 di blogbabel.

Poi con il corso degli anni la rivoluzione che ha portato internet e il social media è continuata, ed ora è normale per chiunque avere un account su Facebook e dialogare con gli altri.

Questo penso che abbia necessariamente tarpato le ali all’idea di blog come diario online, e in qualche modo ritengo che abbia influenzato la frequenza con cui scrivo su queste pagine.

Nonostante tutto ciò penso ancora di voler continuare, con il mio ritmo di circa un post alla settimana, almeno fino a quando questo blog collasserà su se stesso.

E a tal proposito, le prime avvisaglie del collasso potrebbero essere proprio i commenti, che per qualche ragione a me ancora sconosciuta, sembrano aver smesso di funzionare nelle ultime settimane.

Cercherò di riparare questo problema il prima possibile.

Grazie per avermi letto finora!

Ritorni

Pubblicato il 30-04-2010 da Sergio Longoni | 1 Commento

Duomo dalla Metropolitana

Dopo un anno di lavoro nella provincia bergamasca finalmente ho ricominciato a lavorare a Milano.
Per quanto possa sembrare strano a me Milano piace parecchio, soprattutto come luogo di lavoro.

Milano è una città dinamica: mentre il traffico veicolare è fermo dalle prime ore della mattina fino alla tarda serata la metropolitana corre sottoterra trasportando i pendolari avanti e indietro; o almeno dovrebbe correre, ma in realtà è molto più facile che si guasti paralizzando anche il sottosuolo della città.

Forse è proprio per questo motivo che la gente a piedi a Milano corre a grande velocità: salta giù dalla metropolitana come uno sciatore alla partenza di una discesa libera e corre sulle scale mobili schivando i sonnolenti turisti per riversarsi insieme a tutti gli altri lungo le strade del centro.

Il lunedì mattina a Milano è facile vedere correre insieme agli altri i pendolari che vivono in città arrivare con il loro fido trolley dopo aver trascorso fino all’ultimo minuto del week end lontano da questa famigerata città che sembra non voler far altro che lavorare.

Io ho la fortuna di vivere a pochi chilometri da Milano, e quindi posso permettermi il lusso di spostarmi avanti e indietro ogni giorno con i mezzi pubblici, anche se questo richiede ben due ore, che però fortunatamente posso impiegare leggendo dei libri o sonnecchiando quando ho la fortuna di sedermi.

Naturalmente sto pensando, come molti altri pendolari, di trasferirmi in città, anche se naturalmente comprare casa sembra alquanto al di la delle mie risorse, ma forse un monolocale abbastanza periferico in affitto lo posso anche trovare.

Come al solito staremo a vedere: per il momento mi godo questo meritato ritorno in patria e questa frenetica, Milano da bere.

Bloggando in movimento

Pubblicato il 25-07-2009 da Sergio Longoni | Nessun Commento

Valsassina

In queste settimane estive sono sempre in costante movimento. Alterno le settimane lavorative nella calura brianzola e bergamasca con i weekend rilassanti sulle prealpi orobiche.

Incredibilmente questa settimana per la prima volta son riuscito ad avere una serata serena e quindi ho preso l’occasione per fare in giro in quota.

Adoro le mie montagne!

The Traffic is Stuck and You’re Not Moving Anywhere

Pubblicato il 08-01-2009 da Sergio Longoni | 1 Commento

Nevicata del 7/1/09 a Cavenago

Questa è la situazione che mi si è presentata questa mattina andando a prendere il pulman. Normalmente mi muovo in auto fino a Gessate, ma questa mattina le strade erano decisamente impraticabili senza catene e inoltre dubito che una volta arrivato a Gessate avrei trovato un parcheggio praticabile e quindi ho deciso di fare un tentativo con il trasporto pubblico.

Sotto una abbondante nevicata, quindi sono uscito di casa per recarmi alla fermata: c’era molta gente che come me aveva deciso di lasciare a casa l’auto per un giorno.

Dopo un’ora passata a prendere neve nella quale, stando all’orario, sarebbero dovuti passar tre pulman, ho realizzato che le strade fuori dal paese dovessero essere ancora più impraticabili di quelle all’interno del paese. Mi sono arreso all’evidenza che fosse discretamente impossibile muoversi in tali condizioni e sono rientrato a casa.

Durante la mattinata lo spalaneve girava con sufficiente regolarità, ma lo spargisale non si è visto: per questo la neve sulla strada era molto battuta e ghiacciata, ideale per lo sci di fondo ma impraticabile per qualunque veicolo non adeguatamente attrezzato con catene o pneumatici da neve.

Quindi, non avendo molto da fare sono sceso a dare una mano a spalare i vialetti del palazzo e a pulire un pezzo di marciapiede. La gente camminava in mezzo alla strada dato che i marciapiede erano ingombri della neve spalata dalla strada e quindi ci siamo limitati a tenere aperto un varco per poter entrare ed uscire.

I volontari della protezione civile intanto erano all’opera nello spalare la neve dai marciapiede più larghi delle vie centrali.

Il personale della scuola invece, ridotto ai minimi termini dato che quasi tutti i professori non risiedono in paese, si stava impegnando per aprire la strada di accesso all’istituto: anche il preside era intento a spalare.

Una volta sparso il sale i sentieri pedonali restavano, naturalmente puliti, allo stesso modo lo sarebbero state le strade se solo fossero passati in questi due giorni gli spargisale…

Vado a fare la spesa e trovo un supermercato molto più pieno del solito: incontro molti dei pendolari che come me lavorano a Milano, anche loro bloccati in paese questa mattina. Il supermercato non è molto grande e molti scaffali sono quasi vuoti alle 11 di mattina. Penso che questo sia dovuto alla combinazione di fattori: l’uscita da un periodo festivo e quindi al rientro a casa di molte persone che normalmente avrebbero fatto la spesa in uno dei molti centri commerciali che circondano il nostro paese, ma che essendo bloccati dalla neve e non essendo riusciti ad andare al lavoro hanno deciso di fare la spesa nel supermercato di paese. Inoltre penso che i rifornimenti del supermercato, come qualunque cosa, fossero in ritardo.

Fortunatamente nel pomeriggio ha cominciato a piovere e le strade si sono ripulite praticamente da sole. Spero che la notte non porti una nuova gelata e spero che domani la situazione sia decisamente migliore: non ho ancora deciso se muovermi con i mezzi pubblici o prendere l’auto.

Sento alla televisione che quella di oggi è stata una emergenza neve. Ma quale emergenza! Si tratta di una normale nevicata, di due giorni prevista da almeno una settimana. Siamo in nord Italia ed è inverno, non è un fatto incredibile che possa nevicare per due giorni di fila.

Se la neve non viene spalata, se non viene sparso il sale è normale che tutto si blocchi: se si spala la neve e si sparge il sale le strade rimangono pulite. I vialetti del mio palazzo spalati e salati questa mattina sono tutt’ora puliti.

Immagino che non sia così semplice e che spalare il mio vialetto non sia l’equivalente di spalare un intero paese o una intera città come Milano, ma il ruolo di una amministrazione è la gestione di questo tipo di fenomeni, magari coinvolgendo e coordinando i cittadini che comunque, almeno dove abito io, hanno preso le pale e hanno fatto autonomamente la propria parte. Non possiamo avere una “emergenza” ogni volta che nevica per due giorni. Non mi risulta che più a nord di noi il mondo si fermi ogni volta che nevica no?

In Una Notte Come Questa

Pubblicato il 14-12-2008 da Sergio Longoni | Nessun Commento

In una notte come questa, dopo due giorni di febbre e un conseguente numero vergognoso di ore passate a dormire è praticamente impossibile mettersi a letto.

In questo momento sto meglio: mentre la febbre, praticamente passata, oscilla tra 37.2 e 36.8 mi sto beccando tutti i postumi tra i quali tosse e voce tipo Batman il cavaliere oscuro nel doppiaggio italiano.

Non ho voglia di mettermi a quest’ora a lavorare al mio “nuovo grande progetto” e quindi ho deciso di fare un giro di prova della nuova versione di WordPress scrivendo un post. Questa nuova versione di wordpress sembra funzionare altrettanto bene, ma noto che l’interfaccia dell’amministrazione è stata nuovamente stravolta: mi chiedo perché.

Nel frattempo sull’altro PC stanno girando una serie di programmi di ottimizzazione, in particolare un defrag, nel vano tentativo di migliorare, seppur di poco, le prestazioni di GTA 4. GTA 4 nella sua versione per PC verrà ricordato come uno dei giochi peggio lanciati sul mercato. Su amazon attualmente è valutato una stella e mezzo e i motivi delle recensioni negative sono semplici: il gioco non parte. GTA 4 infatti ha una serie di incredibili problemi causati in gran parte dall’assurdo sistema di DRM/Autenticazione che richiede di essere loggati a 2 servizi online per poter giocare: Games For Windows Live e Rockstar Social Club. Mentre il secondo è obbligatorio solo se si vuole giocare online o salvare i filmati il primo è necessario anche solo per salvare le partite. Questi servizi web sono dipendenti da varie cose tra quali Service pack di windows, librerie di .net e persino versione di flash player! Per farsi un’idea di quanto questo gioco sia stato lanciato male basta dare un’occhiata a questo thread nel forum di Steam.

Mentre raduno qualche idea da scrivere in questo post, sto vagando senza meta su internet e mi sto imbattendo in periferiche per computer abbastanza particolari come questa pedaliera per i simulatori d’auto che costa quasi 600 €.

Bello vedere quante costosissime passioni e manie videoludiche esistano: personalmente quella che ritengo più hardcore dal punto di vista delle periferiche è la simulazione di volo. Infatti solo i flightsimmer più appassionati vorranno comprarsi la leva del carrello del 737 da usare con un accuratissimo modello di flight simulator. Per quanto mi riguarda da Flightsimmer più modesto (ma non per questo meno malato :-) ) mi accontenterei di questo modesto volantino (volantino nel senso di quell’affare con cui si pilotano gli aerei se non fosse chiaro).

400 parole, secondo quello che mi dice l’editor di WordPress, possono bastare e quindi per questa notte è tutto. Alla prossima!

Un Giorno di Ordinaria Follia

Pubblicato il 07-10-2008 da Sergio Longoni | Nessun Commento

Decisamente un buon modo di cominciare la settimana.

Questa mattina, appena salito in metropolitana, mi accorgo che le due signore in elegante tailleur nei sedili accanto al mio stavano riorganizzando gli impegni settimanali della loro agenda mentre, parlando freneticamente al telefonino, annullavano tutti quelli della mattina.

Motivo: la metropolitana verde è guasta. Classico.

Come ogni pendolare sono ormai abituato ai guasti e alla chiusura di una o due stazioni con relativi autobus sostitutivi, ma questa volta sembra qualcosa di più grave.

Le metropolitane sono infatti bloccate da Cascina Gobba a Caiazzo: sei stazioni chiuse. Ottimo.

Scendo a cascina gobba insieme a tutto il mio treno che naturalmente, essendo le otto di mattina è stipato all’inverosimile di pendolari.

Scendo nel piazzale insieme alla fiumana di gente per cercare di salire sull’autobus sostitutivo e qui trovo una massa impressionante di persone. Capisco subito perché: le metropolitane arrivano stracariche al ritmo di una ogni cinque minuti e restando a guardare per quasi un quarto d’ora ho visto farsi largo tra la folla solo due autobus sostitutivi, che al massimo avrebbero potuto contenete l’equivalente di due vagoni, ovvero un terzo di treno.

A cercare di mantenere in ordine la folla ci sono una manciata di vigili urbani e qualche militare, penso di quelli in di pattuglia in seguito al decreto sicurezza. Il massimo che potevano fare era separare il mare di folla per far passare i pulman.

Una brutta situazione nella quale ci si rende conto di quanto un italiano medio (non dico milanese perché c’era gente di tutti i dialetti) non sia disciplinato e non abbia il minimo interesse per il mantenimento dell’ordine e la calma e anzi cerchi di prevaricare sugli altri a spintoni. Poco importa se gli altri sono anziani, bambini o stranieri allibiti dal nostro comportamento.

Faccio un rapido conto: 6 stazioni di metropolitana da coprire con poche decine di autobus sostitutivi (63 stando a Blogosfere) imbottigliati nel traffico milanese del lunedì mattina = meglio trovare un modo alternativo di giungere al lavoro.

Mi metto in marcia, proprio come il protagonista di “Un giorno di ordinaria follia” sulla strada pedonale al fianco della metropolitana. Attraverso e mi metto a percorrere viale Palmanova superando – a piedi – un paio di autobus stracarichi di gente: So long suckers!

Chiamo l’ufficio e avviso del mio ritardo e, già che ci sono mi faccio calcolare al volo un percorso alternativo per arrivare a destinazione. C’è giusto il tram che fa al caso mio alla fine di viale Palmanova.

Dopo i miei allegri 3,5 km a piedi salgo su un tram storico: una vettura che se ho ben capito risale a prima della seconda guerra mondiale e dopo essere sopravvissuta ai bombardamenti e alla modernità è stata restaurata, ed ora è in servizio attivo su alcune linee. Molto pittoresco.

Il tram naturalmente rimane bloccato nel traffico esattamente come ogni altro veicolo. Guardando dal finestrino si ha la netta sensazione che i pedoni vadano estremamente più veloci. C’è poco più di un km per arrivare a piazzale Loreto. avrei potuto anche farmelo a piedi e forse avrei risparmiato tempo, comunque in qualche modo il tram mi scarica a destinazione. Piazzale Loreto.

Riprendo la marcia oramai manca poco a Caiazzo dove finisce il blocco. A Caiazzo, nonostante oramai l’ora di punta sia passata. c’è ancora una discreta folla in attesa degli autobus sostitutivi. buona Fortuna.

Anche al ritorno la situazione è stata più o meno la stessa: infatti alle 19 il guasto non era ancora stato risolto. Ho deciso di provare l’ebrezza dei mezzi sostitutivi, dato che non avevo ne fretta, ne voglia di camminare.

Una buona mezz’ora su un marciapiede insieme ad una folla ridotta rispetto a quella della mattina (molti infatti hanno trovato metodi alternativi per fuggire dalla città) e in qualche modo un po’ di sfroso riusciamo a salire su un autobus che in realtà, dopo aver fatto scendere i passeggeri diretti verso il centro, andava a far manovra prima di caricare i passeggeri diretti verso la periferia. Ora: girare un autobus in quella zona di Milano ha richiesto un quarto d’ora circa a causa del traffico.

Non so quanto sono stato su quell’autobus: stavo ascoltando un podcast molto lungo e ho perso la cognizione del tempo. Fatto sta che una volta arrivati a Cascina Gobba le metropolitane avevano ripreso a funzionare.

Fine dell’avventura riesco a rincasare per le 21:00 con circa un’ora di ritardo, ma forse qualcosa in più, rispetto al normale.

Cosa ho imparato da questa esperienza:

  1. Il traffico a Milano è collassato.
  2. Basta poco per scatenare gli istinti animali della gente.
  3. Con un po’ d’ordine e coordinazione le cose andrebbero meglio.
  4. Quando si guasta la Metropolitana perderai molto tempo: accettalo
  5. Urlare e incazzarsi peggiora le cose
  6. Rimanere tranquillo, magari ascoltando della buona musica, è meglio per il tuo stress
  7. Certa gente non sa più camminare se sale sul sostitutivo a Caiazzo per scendere a Loreto (500 Metri)
  8. Stampati un po’ di percorsi alternativi per far fronte ai prossimi inevitabili guasti.

Buon Viaggio!

Mentre Tutti Vanno a Riva del Garda…

Pubblicato il 11-09-2008 da Sergio Longoni | 1 Commento

Mentre tutti vanno a Riva del Garda per l’evento blogosferico italiano dell’anno il sottoscritto parte per un più rilassante week end in Valle d’Aosta dove mi ritroverò con il mio compagno di scorribande in Shiri Krug.

Sperando di trovare bel tempo cercherò di recuperare in questi due giorni tutte le passeggiate che non ho fatto durante l’estate e chissà, magari potrebbe scattare l’occasione buona per registrare una nuova puntata di SK per il podcast di Brianza Radio Attiva.

quindi ci si becca lunedì prossimo: e non gozzovigliate troppo alla blog fest!

Riprendere Lost Non è Mica Facile

Pubblicato il 02-09-2008 da Sergio Longoni | Nessun Commento

Come tutti gli anni la programmazione di Lost negli Stati Uniti è parecchio frammentata.

Per chi la segue (in qualche modo) in tempo reale, l’anno scorso se ben ricordo c’era stata una pausa di circa un mese (o forse di più?).

In quel periodo di salto ho cominciato a seguire altre serie e altre cose e quindi quando sono ricominciate le puntate sono rimasto indietro e alla fine ho smesso di seguire la serie.

Visto che oramai la programmazione italiana mi ha superato e visto che comunque mi dispiace abbandonare la serie più inconcludente della storia della televisione questa sera, nell’afa settembrina, non avendo di meglio da fare ho deciso di recuperare le puntate perse.

Riprendere Lost non è assolutamente facile: mi sono trovato a seguire gli sconclusionati eventi che si susseguivano puntata dopo puntata in maniera abbastanza acritica. Mi sono divertito a riconoscere diverse “citazioni” tipo “la ragione per la quale ci sono due chiavi…” che è presa pari pari da caccia a ottobre rosso. Quello che non ho fatto è il gioco da settimana enigmistica di unire i puntini e scovare gli indizi nascosti, pur rendendomi conto che nelle ore di programmazione ce ne erano nascosti fin troppi.

Inoltre ho avuto una strana sensazione: ma stanno mischiando per caso i personaggi di Lost con quelli di Heroes?

In ogni caso mi sa che oramai porterò a termine anche questa quarta stagione, anche se, oramai, sono sempre meno convinto che possa uscirne qualcosa di buono.

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