The Newsroom: la mia recensione

Pubblicato il 06-07-2012 da Sergio Longoni

Un paio di settimane fa HBO ha cominciato a trasmettere The Newsroom, la nuova attesissima serie scritta da Aaron Sorkin.

Come West Wing ci ha portato dietro le quinte della casa bianca, The Newsroom ci porta dietro le quinte di un telegiornale in prime time di una rete All news in stile CNN.

[da qui in avanti ci sono spoiler sulla prima e seconda puntata della serie quindi se non le hai ancora viste potrei rovinarti qualche sorpresa]

The Newsroom racconta le vicende dell’anchorman Will McAvoy che ha raggiunto il successo grazie ad un abile cerchiobottismo. La carriera di McAvoy subirà una brusca sterzata quando durante una conferenza in una università farà una lunga tirata sul fatto che l’america non è più al primo posto nel mondo.

In seguito a questa sbandata la sua redazione subirà grossi cambiamenti, in particolare quando Mackenzie MacHale la nuova Produttrice Esecutiva e vecchia fiamma di McAvoy prenderà le redini della trasmissione trasformandola da una innocua trasmissione cattura telespettatori ad un controverso notiziario d’assalto.

A differenza dell’america immaginaria di West Wing: the Newsroom è ambientato nella reale america di Obama e partendo dal 2010 questa serie ci racconterà le vere notizie avvenute negli scorsi anni rinarrate dal punto di vista di Sorkin. In pratica The Newsroom mette in scena una vera alternativa ai notiziari reali; immagino che questa cosa allo spettatore americano magari non piaccia molto: collegati anche settimana prossima così Aaron Sorkin ti spiega quanto sei disinformato e naturalmente tutto questo funziona molto meglio per noi che lo guardiamo dall’altra parte dell’atlantico e che non ci sentiamo direttamente tirati in casusa.

Nel primo episodio ambientato il 21 aprile 2010 la redazione salta per prima sulla notizia dell’anno: il disastro della Deepwater Orizon. Da quando arriva la notizia in redazione fino alla fine dell’episodio il ritmo continua ad aumentare ed è sempre incredibile vedere di cosa è capace Sorkin usando solo dei dialoghi frenetici.

Con la prima puntata si ha la sensazione che tutti i giornalisti della redazione siano perfetti, intuiscano le notizie al volo, abbiano tutti i contatti e non sbaglino mai; nella seconda puntata invece emerge il lato umano e la sequenza di errori che fa degenerare il notiziario in qualcosa di imbarazzante.

Le due puntate sono diverse tra di loro, la prima ha una sequenza veramente mozzafiato ma un lungo periodo morto subito dopo la sigla, la seconda è più bilanciata e più umana e mi ha lasciato con parecchia voglia di vedere come la storia procede.

The Newsrooom fortunatamente è già stata rinnovata per un’altra stagione e quindi – nonostante per il momento non mi sembra che ci troviamo di fronte a qualcosa della grandezza di West Wing – resterò in attesa delle prossime puntate.


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