Total Recall e i Treni Gravitazionali
Pubblicato il 25-10-2012 da Sergio Longoni
Ho visto il remake di Total Recall: da una parte non mi è piaciuto quanto l’originale ma dall’altra questo film conteneva una di quelle opere di mega-ingegneria che aspettavo da parecchio di vedere in un film di fantascienza.
Di cosa sto parlando? Del treno gravitazionale, o come viene chiamato nel film The Fall. Cosa è The Fall? Andiamo con ordine, partiamo con una introduzione al film Total Recall.
In questo remake si suppone che la terra sia stata devastata da una guerra e che le uniche aree rimaste abitabili siano parte della Gran Bretagna e parte dell’Australia: in Gran Bretagna ci stanno i ricchi cattivi del governo mentre in Australia ci stanno i poveri operai e naturalmente la resistenza.
I poveri operai devono andare a lavorare tutti i giorni facendo i pendolari dall’australia alla Gran Bretagna. Come fanno? Semplice, attraverso la via più breve: una bella galleria scavata attraverso tutta la terra.
Questo è un treno gravitazionale: un concetto puramente teorico e non realizzabile in un pianeta come la terra, al contrario dell’ascensore orbitale che invece è teoricamente realizzabile superati alcuni limiti strutturali (un cavo che non ceda sotto il suo peso e un climber che riesca ad essere alimentato lungo tutta la salita).
Il concetto affascinante del treno gravitazionale: una sorta di “pendolo” in grado di muoversi da una parte all’altra della terra senza usare energia, cadendo per metà del viaggio e rallentando fino a fermarsi una volta arrivato a destinazione (questo logicamente supponendo una terra perfettamente sferica e un viaggio privo di attrito). Come Galileo ci insegna il pendolo impiega lo stesso tempo indipendentemente dalla ampiezza dell’oscillazione e quindi il treno impiegherà sempre poco più di 42 minuti per compiere il tragitto tra qualunque coppia di punti sempre nella terra teorica. Inoltre se il treno passasse esattamente dal centro della terra per il passeggero del treno tutto il viaggio sarà una costante caduta libera un po’ come se fosse in orbita attorno al pianeta, mentre per viaggi più brevi e quindi distanti dal centro della terra la riduzione di peso sarà solo una frazione a seconda dell’angolo rispetto al centro della terra.
Un concetto a suo modo affascinante che nel film è stato utilizzato molto bene: tuttavia essendo un film gli autori si sono presi giustamente delle belle libertà per far quadrare tutto con la trama.
Per cominciare il treno impiega diciassette minuti contro i 42 del treno teorico; il viaggio è completamente a gravità normale a parte il momento di massima vicinanza con il nucleo dove la gravità svanisce e i sedili ruotano per non farti trovare a testa in giù dall’altra parte del pianeta; infine sembra che non ci sia problema a sporgersi dal finestrino nonostante questo treno viaggi ad una velocità folle.
Le tre cose sopraelencate non guastano (troppo) la visione del film, e in ogni caso abbiamo bisogno di più fantascienza che porti sullo schermo dei concetti teorici assurdi come i treni gravitazionali!
Della troia con tre tette e di tutto il resto parlerò in un altro post
