Yes We Sem
Pubblicato il 09-06-2009 da SergioBentornato nel Mio blog. Se trovi queste pagine interessanti abbonati gratuitamente tramite RSS feed o tramite Email!
Le diciotto passate. Davanti al seggio parecchie persone attendono i risultati dello scrutinio delle elezioni comunali. Nei loro volti tirati si legge la tensione; uomini camminano avanti e indietro fumando quasi fosse un parto; donne sedute ripetono tragiche frasi quasi fossero Cassandra.
Cinque sezioni su sei hanno terminato il conteggio dei voti e il risultato vede tra le due liste principali il beffardo scarto di un singolo voto.
Ma questa vicenda, giunta ieri alla suo apogeo, è cominciata più di venti mesi fa, quando nel nostro comune muoveva i suoi primi timidi passi il Partito Democratico.
Fin dalle prime riunioni fu subito chiaro che, se gli ex-DC e gli ex-PC avevano trovato una intesa a livello nazionale, lo stesso non era possibile a livello comunale. La giunta di allora vedeva infatti una Lista Civica appoggiata prevalentemente dai DS al Governo, mentre sui banchi dell’opposizione, oltre alla Lega, sedevano i rappresentanti della Margherita.
Per questo motivo la linea del Partito Democratico risultò subito parecchio ambigua dato che il direttivo non era in grado di prendere decisioni unanimi e dato che gli ex-margherita agivano localmente in opposizione alla linea del partito.
I mesi passano: il Partito Democratico perde le elezioni politiche ma, grazie al voto utile, risulta il primo partito a Cavenago. Le elezioni comunali si avvicinano e il sindaco uscente Sem Galbiati si candida per un secondo mandato ricostituendo la lista civica e chiedendo l’appoggio di Sinistra e Libertà (già Rifondazione Comunista) del Partito Democratico.
Senza grosse sorprese gli ex-margherita all’opposizione non ci stanno, ma il partito a maggioranza decide di andare avanti, nonostante l’evidente frattura con gran parte della componente cattolica. Sono serate concitate dove si è tornati in maniera impietosa a ribattere per migliaia di volte le stesse tesi. Sono serate dove alcune persone sono uscite sbattendo la porta.
I mesi passano e a piccoli passi la lista civica si ricompone: nonostante l’amministrazione abbia governato bene negli ultimi cinque anni, il contesto politico richiedeva un cambiamento nei candidati e nella linea politica.
Ed è da qui che è cominciato il lento processo di selezione dei candidati che ha portato ad avere
una studentessa, un ex sindacalista, un gelataio, una guardia di finanza, una imprenditrice edile, un ingegnere e futura mamma, una maestra elementare, una professoressa delle medie, uno delle superiori, un maestro di judo, un allenatore di calcio, una operatrice sociale, una ragioniera, un volontario della protezione civile, e un pensionato e un architetto uniti.
Nello stesso periodo viene inaugurata la sezione del Partito Democratico di Cavenago Brianza (attualmente senza nome) che diventa il quartier generale della campagna elettorale.
I mesi passano: piano piano, riunione dopo riunione, congiuntivo dopo congiuntivo viene ultimato il programma elettorale. Le discussioni politiche cominciano a lasciare spazio a quelle strategiche e, come nelle migliori campagne elettorali, viene nominato un responsabile che si prende il gravoso onere di coordinare le attività di propaganda.
Lo sappiamo benissimo: nonostante si tratti di una elezione per un secondo mandato non sarà per nulla una passeggiata. Il clima politico è decisamente caldo, la Lega si fonde con la PDL, e si parla di una terza lista, e in pratica sappiamo di partire in svantaggio e che l’unica possibilità concreta di vittoria è mettere in piedi una campagna elettorale senza precedenti per questo paese.
A pochi giorni dalla presentazione della lista compare l’Italia dei Valori.
L’Italia dei Valori è un partito in netta ascesa che insegue una affermazione locale che lo faccia radicare sul territorio. I rappresentanri locali e di zona dell’IDV chiedono un incontro al Partito Democratico con il quale sono alleati a livello provinciale per aprire un dialogo.
Ma a meno di una settimana dalla presentazione della lista il margine per una trattativa è nullo e quindi i rappresentanti del PD hanno cercato solo un accordo politico e un appoggio esterno.
L’accordo salta e l’Italia dei Valori -cercando visibilità sul territorio- decide di correre da sola.
Scendono in campo quindi due liste avversarie: la prima formata da PDL + Lega e la seconda dall’Italia dei valori
La lista civica Uniti Per Cavenago si presenta per prima al paese e comincia attivamente la sua campagna elettorale, ogni settimana si costruiscono eventi e occasioni per incontrare la cittadinanza ed aprire una amichevole discussione con i cittadini.
Ad ogni occasione – dal formale comizio all’informale grigliata – i cittadini hanno presentato i loro dubbi e le loro paure e i candidati mano a mano hanno imparato a conoscere le sfaccettature più nascoste del paese.
Ma con l’approssimarsi delle gli incontri tra i candidati delle diverse liste sono diventati sempre più duri e nella piazza, nei bar e persino su facebook i toni si sono incendiati.
Tante le cose successe prima di Venerdì 5 Giugno quando le varie compagini hanno girato per il paese quasi fino a mezzanotte per incollare gli ultimi manifesti.
Ed eccoci qua tornati all’inizio della nostra storia: lunedì 8 giugno. Cinque sezioni su sei scrutinate. Un voto di scarto…
…e la sesta sezione scrutina con una lentezza inesorabile.
Ma poi, piano piano dopo un centinaio di schede scrutinate il vantaggio di Uniti per Cavenago comincia a diventare consistente, i volti diventano più distesi mano a mano che questo vantaggio passa da 30 a 70 fino a consolidarsi a 100.
Cento: questo è il pugno di voti con il quale Sem Galbiati si è riconfermato sindaco ribaltando quanto accaduto a Cavenago sia a livello europeo che a livello provinciale.
Cento voti. E questi cento voti insieme ad almeno altri quattrocento sono il frutto di una campagna elettorale intensa portata aventi con sforzo straordinario da tutti i candidati e da diversi collaboratori. Voci e modi diversi che unitamente hanno saputo recuperare un risultato che tutti davano per impossibile.
Ed è questo il succo del sistema democratico: convincere con tenacia e passione il maggior numero di cittadini della validità della propria idea politica.
E quando c’è la determinazione non esistono risultati impossibili.
Yes we Sem!
