Di Videogiochi, Leggi, e Politica alla vigilia delle Elezioni

Siamo arrivati al weekend elettorale: in un modo o nell’altro lunedì avremo un nuovo parlamento e, si spera a breve, un nuovo governo.

Questo blog parla di videogiochi, e la politica sembra essere su un’altra dimensione rispetto ai videogiochi. Eppure anche la politica può doversi interessare ai videogiochi di tanto in tanto dato che anche questi sono un bene (o servizio) commerciabile, e come cinema e musica hanno più volte sollevato questioni di libertà di espressione e censura.

Proprio in questi giorni il parlamento dello Stato delle Hawaii sta introducendo una legislazione riguardante un possibile divieto di vendita ai minori dei giochi contenenti lootbox. Proprio il tema delle lootbox è il primo che viene in mente quando si parla delle possibili limitazioni e regole che dovrebbero avere i videogiochi.

I produttori spingono la narrativa per la quale un intervento dello Stato è sempre distruttivo dato che il legislatore non conosce la materia in questione e interviene goffamente, e che quindi il mercato si dovrebbe autoregolamentare.

Naturalmente questo è sbagliato, perché è vero che l’intervento del legislatore è per definizione distruttivo dato che traccia una chiara linea tra quello che è permesso e quello che non è permesso, ma i produttori allo stesso momento non possono dire di volere un mercato autoregolamentato se non vogliono autoregolamentarsi.

Il mondo potrebbe funzionare benissimo in una utopia di autoregolamentazioni quando saremo in grado di metterci d’accordo su come ottenere il meglio per tutti. Nel mentre la migliore approssimazione disponibile all’utopia è il sistema democratico.

Il sistema democratico non va inteso come quello nella quale si è chiamati a votare una volta ogni tanto, ma quello nel quale ogni cittadino può e deve far valere la sua opinione (e cercare di avere una opinione il meglio informata possibile).

Il voto però resta uno dei momenti fondamentali del processo democratico.

Per me il voto non si riduce nello scegliere un partito e un programma: il programma è una linea guida e una dichiarazione di intenti, il partito è un sistema all’interno della quale si può muoversi in modo coordinato verso quello che è il programma, ma alla base di tutto in parlamento ci sono i parlamentari, e alle elezioni si scelgono i parlamentari.

L’attuale sistema elettorale ci permette di scegliere con il sistema maggioritario un parlamentare: ti invito a considerare il parlamentare eletto nel tuo collegio come il tuo referente diretto, indipendentemente che questo abbia le vostre idee politiche.

Ma questo è un passo successivo, perché prima dobbiamo sceglierli questi rappresentanti: se ancora non lo hai fatto qui puoi trovare i nomi dei candidati per la tua zona, ti invito a leggere i nomi prima di recarti alle urne per votare un simbolo.

Buone voto!