Dunkirk e l’importanza della colonna sonora

Dunkirk è un film molto particolare. Dialoghi e sceneggiatura contano pochissimo, i personaggi sembrano pescati a caso tra le migliaia che hanno vissuto davvero questo inferno, tutto è strutturato per far parlare la scena e non gli attori.

Per molti versi Dunkirk ricorda un videogioco, anche se naturalmente manca completamente l’elemento della interattività.

Le scene sono verosimili, e per quasi tutto il film non ci sono azioni incredibili o atti estremi di eroismo: siamo di fronte alla rappresentazione della guerra per quello che è.

Diversi registi si son cimentati nel cercare di rappresentare la guerra per quello che è, non ultimo Spielberg con “Salvate il soldato Ryan”. Salvate il soldato Ryan utilizzava 2 elementi per mostrare l’orrore della guerra: grafica al limite dello splatter per rappresentare le ferite, e telecamera traballante per dare l’impressione di essere dentro all’azione.

Nolan in Dunkirk non usa questi 2 elementi eppure le scene d’azione sono estremamente tese, anche se il più delle volte quello che c’è sullo schermo sono due aerei che si inseguono danzando nel cielo.

Allora come fa Dunkirk a funzionare? Grazie alla colonna sonora. Il sottofondo di Dunkirk è al limite di quello che si potrebbe definire musica: son più che altro un insieme di suoni volti a suscitare un’emozione. Non c’è richiamo ad un tema ricorrente come in altri film, e infatti questa colonna sonora non ha praticamente alcuna canzone distintiva; allo stesso modo però non è una colonna sonora slegata dall’azione come poteva essere quella della scena di inseguimento in autostrada in Matrix Revolution. Qui la musica è costruita sopra l’azione, ed è un elemento necessario per far funzionare il film.

Ecco un esempio

Analizzare questa colonna sonora può insegnarci come anche con poche note ripetute sfruttando la scala di Shepard può essere sufficiente per rendere epico un videogioco.