Festa d’aprile

Il 25 aprile diventa, mano a mano che ci si allontana dal 1945, una festa sempre più controversa. Da una parte si cerca di attaccare messaggi e valori alla guerra partigiana che sono molto lontani da quello che è successo storicamente, dall’altra si cerca di sminuire la guerra civile italiana.

Guerra civile: esattamente è quello che è stato dall’otto Settembre ’43 al venticinque Aprile ’45 nelle zone occupate del centro nord italia e in particolare nella fascia prealpina. Guerra civile, guerriglia, e lotta all’occupazione nazista, a supporto delle truppe alleate seguendo le istruzioni di Badoglio.

Per me il 25 Aprile è quello: un insieme di storie personali, di giovani uomini e donne combattenti, certamente mossi da ideali diversi – quando non opposti – ma non completamente riducibili ad una unica idea contemporanea sia quella europeista, sia quella antieuropeista. L’europa con i partigiani non c’entra nulla, e anche la costituzione o gli ideali della costituzione c’entrano poco con la guerra civile: la Repubblica e la costituente verranno dopo, e andrebbero celebrati il 2 Giugno data in cui informalmente parte la costituente Repubblicana. E della costituente è bene celebrare la data di inizio e non la data di fine: perché la nostra costituzione è una carta viva.

Quindi prendiamo questo giorno per commemorare i caduti, soprattutto i caduti delle nostre città e dei nostri paesi, e non cerchiamo di appendere cartelli con le nostre idee al collo dei partigiani.