GLOW: Prima stagione

Ho visto (praticamente in un unico binge) la prima stagione di GLOW, il nuovo comedy/drama di Netflix ispirato all’omonima promotion di wrestling femminile. Nella prima stagione seguiamo la vita di queste attrici/atlete dal casting al primo scontro televisivo.

Come è comune nella narrazione del dietro le quinte del Wrestling i drammi personali si mischiano ai problemi della produzione di questo scalcagnato show fornendo abbastanza materiale per estendere tranquillamente a 10 episodi quello che fondamentalmente è poco più dell’introduzione dei personaggi.

Per chi è a digiuno di wrestling questa serie spiega in modo semplice le dinamiche di base che sono dietro ad un simile spettacolo: bisogna solamente partire dall’idea di quello che è una promotion, ovvero una sorta di circo con tanti atleti/attori (o in questo caso attrici) che se le danno di santa ragione sul ring dopo aver costruito delle storie simili a delle soap opera.

A completare il tutto questa serie è, come già per Stranger Things, un altro tuffo nostalgico negli anni ’80, e per la precisione nella Los Angeles periferica degli anni ’80. Naturalmente anche la colonna sonora contribuisce all’atmosfera.

Nonostante la storia non sia una cronaca fedele delle reali GLOW alcuni elementi – come il vivere segregati in un albergo – e alcuni gimmick sono molto vicine a quelle utilizzate nello show reale in particolare naturalmente Colonel Ninotchka, Americana.

Questa serie è certamente una delle inaspettate rivelazioni del 2017.