La fotografia e la Realtà


Ogni volta che vedo una fotografia di una realtà straziante non posso fare a meno di ricordarmi che dall’altra parte della foto c’è un fotografo, e che la presenza di questo fotografo altera la realtà.

Come ha fatto il fotografo ad arrivare in quella situazione? Il fotografo è in reale pericolo? Il fotografo sta soffrendo allo stesso modo del soggetto fotografato? Il fotografo è integrato in quello che sta vedendo oppure è un turista in una riserva indiana?

Quanto quella foto è stata preparata? Quanto il giudizio del fotografo, e le sue idee, sono andate nella scelta dell’inquadratura? Quali aspetti della realtà il fotografo ci sta nascondendo?

Nel nostro mondo basato sull’immagine è proprio vero che una foto può valere più di mille parole, ma dobbiamo sempre ricordare che le foto non sono la realtà, ma sono un punto di vista parziale sulla realtà, e sono oneste solo quanto è stato onesto il fotografo che le ha fatte.

Questo naturalmente solo restando nell’ambito della pura foto e senza inserire anche quello che il fotoritocco può fare su una foto, stravolgendo il messaggio, o creando situazioni completamente inverosimili, ma che vengono considerate la realtà.

Una foto da sola non è la prova di nulla: una foto può essere utile a costruire una storia, ma questa storia deve essere comprovata da altre esperienze e soprattutto da numeri verificabili. Per questa ragione è sempre necessario andare a ricercare la storia dietro ad una fotografia.