Le Liste

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Al momento ho 525 video da guardare più tardi su YouTube; attorno ad un migliaio di articoli da leggere su Instapaper; qualche decina di ebook e libri cartacei ancora da aprire, attorno ad un centinaio tra film, documentari, e serie TV su Netflix; 625 giochi su Steam, di cui 463 installati, quasi tutti mai completati, e buona parte proprio mai giocati. Poi ci sono i progetti: le centinaia di mezze idee da sviluppare, le ricette da provare, i posti da vedere, gli articoli da scrivere.

Sono bravissimo scrivere liste, ad organizzarle, gerarchizzarle, dividerle quando diventano troppo grosse. Sono anche bravo a popolarle queste liste avendo pen sistemato gli inbox: un lettore di RSS con al momento altri 365 articoli pronti per popolare instapaper o youtube; un centinaio di canali su youtube che mi notificano ogni volta che pubblicano qualcosa da vedere; Allflicks per essere aggiornato su ogni nuova uscita su Netflix; Vari siti di bundle per rimpolpare ulteriormente la mia libreria Steam con altri giochi che probabilmente non verranno giocati presto…

La verità è che se guardo lo stato attuale delle mie liste di cose da fare posso stimare di avere abbastanza materiale per occupare ogni mio momento libero per almeno 5 anni.

Ciò nonostante questo non mi impedisce di sprecare un sacco di tempo.

Le To Do List sono certamente un punto necessario per organizzare produttivamente il proprio tempo, ma le sole To Do List sono lettera morta se non vengono masi svuotate, ma solo riempite. Aggiungere elementi ad una lista da sicurezza, togliendo qualcosa dalla nostra vista solo temporaneamente e appagando la nostra paura di perderci qualcosa di importante (fear of missing out) che è un elemento costante nella nostra condizione di nuotatori nella sovrainformazione.

Al contrario però ogni volta che ci si mette di fronte ad una lista piena scatta automaticamente la paralisi decisionale (Analysis paralysis) perché ci troviamo di fronte a molti elementi e sentiamo il bisogno di effettuare una ulteriore cernita per trovare il migliore tra questi da fare in questo esatto momento libero.

E quindi scatta il bisogno di aggiungere un ulteriore strato di gerarchia: per tempo necessario, per tipo di attività, per priorità, per costo… Le opzioni per sovra analizzare sono letteralmente infinite. Anche l’analisi è un processo tranquillizzante: fino a quando si analizza non si sta sbagliando nulla. Il problema però è che si sta consumando tempo.

Il segreto è quindi semplice: smettere di analizzare e cominciare a fare. La sovra analisi è una perdita di tempo, mentre il provare qualcosa, accorgersi che non vale la pena, e passare ad altro non lo è.

Ed è questo l’unico modo che conosco per svuotare le liste.

Foto di Jacob Bøtter

  • io perdo tempo anche senza analizzare (in realtà l’analisi mi occupa pochissimo tempo). Sono arrivato alla conclusione che non riuscirò mai a fare tutto quello che voglio fare, ma almeno quando decido di fare qualcosa non perderò tempo a cercarlo perché l’avrò catalogato bene.