Le Statistiche e il Super Bowl

Le statistiche sono una delle mie ossessioni: dati reali che descrivono una situazione in modo misurabile.

L’altra notte guardando il Super Bowl però mi sono reso conto di come alcune importanti statistiche – seppur corrette – possano dare una visione completamente opposta di una situazione reale.

Non me ne intendo molto di foodball americano, ma per quello che posso capire lo scopo del gioco è portare la palla ovale alla fine del campo, e in questo un ruolo importante è rivestito dal quarterback, che spesso è incaricato di lanciare la palla avanti il più possibile ad un suo compagno, evitando nel contempo che questa venga intercettata dagli avversari.

Una statistica importante per capire l’andamento di una partita di Football è quindi la lunghezza totale dei lanci del quarterback.

Nella partita di Domenica Tom Brady ha realizzato in questa statistica il record assoluto nella storia del super bowl, arrivando a 505 yard.

Per mettere questo numero in prospettiva basti pensare che il record precedente, sempre dello stesso Brady è 466 yard, e nella stessa partita il quarterback avversario (Nick Foles) ha realizzato solo 373 yard.

Tom Brady ha quindi fatto qualcosa di leggendario. Eppure la sua squadra ha perso.

Ha perso perché Tom Brady si è fatto intercettare un lancio, uno solo, a pochi minuti dal termine della partita.

Questo insegna come le statistiche siano importanti per capire una situazione, ma come anche alcune statistiche eccezionalmente buone, analizzate al di fuori del contesto complessivo possano essere ingannatrici, e come quindi cercare di concentrarsi su obiettivi diversi dal tuo obbiettivo principale – anche se sembra una cosa perfettamente sensata nella compartimentazione del lavoro – si può rivelare in realtà controproducente. E questo vale per tanti tipi di statistica come visualizzazioni, posizioni su google, followers, like…