Lo Stato dei Video “virtuali”

Ho usato la parala video virtuali perché in questo articolo voglio riferirmi a 2 tipologie molto differenti di video resi possibili dai dispositivi per la realtà virtuale, ovvero i video stereoscopici e i video a 360 gradi.

I video stereoscopici sono dei semplici filmati 3d: l’occhio destro vede l’immagine destra e il sinistro la sinistra. Tutto qui. Questo tipo di filmati non presenta alcun tipo di interazione, ma è un modo semplice per vedere un film 3D attraverso un dispositivo come un Samsung VR o un Google Cardbord. Si tratta di una tecnologia molto vecchia, ovvero è esattamente lo stereoscopio con cui anche i nostri bisnonni potevano vedere le foto tridimensionali.

Questo tipo di tecnologia non richiede nulla di diverso da quello normalmente utilizzato per creare video 3d, ovvero 2 punti di vista differenti ma sempre puntati in una unica direzione. Hollywood si ostina a produrre un sacco di film il questo formato quindi l’unico limite è la risoluzione dei visori.

L’altro tipo di filmato è quello a 360 gradi, non si tratta di una vera e propria realtà virtuale: infatti non siamo immersi in uno spazio e spostando la testa non abbiamo alcun effetto di parallasse, quindi l’illusione di presenza non dura molto. Nonostante ciò i video a 360 gradi sono un modo diverso per vedere una esperienza, un modo più naturale che cambia completamente le regole del gioco della creazione dei video.

Per prima cosa occorre una telecamera a 360 gradi: negli ultimi anni sono uscite diverse soluzioni (basate ad esempio su delle action camera) che permettono di mantenere il costo di queste “telecamere a palla” relativamente contenuto. Quindi occorre una attenzione completamente diversa nel modo in cui si usa la telecamera. Occorre ricordare che il punto di vista è lasciato allo spettatore, ma allo stesso tempo occorre fornire una direzione “naturale” verso la quale guardare, e non giocare troppo con questo punto di vista lasciando che sia lo spettatore in autonomia ad orientarsi.

Si tratta di un modo molto diverso di fare video, e funziona abbastanza bene con dei punti di vista distanti panoramici: ad esempio è perfetto per i video in cui si esplora il centro di una città.

Il video qua sopra è appunto un video 360: se lo guardate da PC o Tablet potete decidere cosa guardare usando il mouse, ma se usate un telefonino insieme ad un dispositivo per la realtà virtuale come Google Cardboard allora potete cambiare il vostro punto di vista semplicemente spostando la testa.

Questo penso sia al momento il modo in cui la realtà virtuale avrà maggiore diffusione, ma ciò nonostante è facile vedere come anche alle risoluzioni più alte i video a 360 gradi hanno un evidente problema di risoluzione. Questo perché, almeno se vogliamo fruirli in straming, dobbiamo scaricare tutti i 360 gradi, anche se vogliamo guardare solo in una direzione.

Questo problema si può risolvere precaricando l’intero video in altissima risoluzioni, ma è indubbio che rimanga un fattore limitante per chi vuole cimentarsi nei video 360 su Youtube.

Al momento quindi i video 360 sono una interessante “bizzarria” nel quale alcuni si stanno cimentando. Il costo di accesso è estremamente basso (ovvero il telefonino che hai in tasca insieme ad un affare di cartone, o un visore di plastica venduto al supermercato per pochi euro) ma comunque si incontrano dei limiti di risoluzione e delle difficoltà di produzione che ancora pochi videomaker sono disposti ad affrontare.